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Agenti biologici, modificato il D.Lgs 81/08

La sezione del Testo Unico sugli agenti biologici è stata recentemente modificata. Facciamo insieme il punto della situazione.

In considerazione del perpetuarsi dell’emergenza COVID-19, in questi mesi è stato più volte necessario introdurre misure. Recentemente con i cosiddetti “Decreti Ristori”. Per il sostegno ai lavoratori e ai settori produttivi colpiti dalle conseguenze economiche dell’emergenza.

È stato fatto con il Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 e più recentemente con il Decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149 recante “Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese e giustizia, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

Tuttavia il nuovo Decreto-legge interviene con un ulteriore stanziamento di risorse. Questo è destinato al ristoro delle attività economiche (e al sostegno dei lavoratori) interessate. Direttamente o indirettamente. Dalle restrizioni disposte a tutela della salute, viene anche a introdurre una nuova modifica del decreto legislativo 81/2008 in materia di agenti biologici.

Il decreto legislativo 81/2008 e gli agenti biologici

Nel Titolo X (Esposizioni ad agenti biologici) del D.Lgs. 81/2008 si indica (art. 268) che gli agenti biologici possono essere ripartiti nei seguenti gruppi a seconda del rischio di infezione:

  • agente biologico del gruppo 1: un agente che presenta poche probabilità di causare malattie in soggetti umani;
  • agente biologico del gruppo 2: un agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori; è poco probabile che si propaga nella comunità; sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche;
  • agente biologico del gruppo 3: un agente che può causare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori; l’agente biologico può propagarsi nella comunità, ma di norma sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche;
  • agente biologico del gruppo 4: un agente biologico che può provocare malattie gravi in soggetti umani. Costituisce un serio rischio per i lavoratori e può presentare un elevato rischio di propagazione nella comunità. Non sono disponibili, di norma, efficaci misure profilattiche o terapeutiche

Inoltre l’art. 274 (Misure specifiche per strutture sanitarie e veterinarie) offre indicazioni chiare. Indica che il datore di lavoro, nelle strutture sanitarie e veterinarie, in sede di valutazione dei rischi.

Presta particolare attenzione alla possibile presenza di agenti biologici nell’organismo dei pazienti. Ovvero degli animali e nei relativi campioni e residui e al rischio che tale presenza comporta in relazione al tipo di attività svolta.

Sottolinea che nelle strutture di isolamento che ospitano pazienti od animali. I quali sono, o potrebbero essere, contaminati da agenti biologici del gruppo 2, 3 o 4. Le misure di contenimento da attuare per ridurre al minimo il rischio di infezione. Sono scelte tra quelle indicate nell’allegato XLVII in funzione delle modalità di trasmissione dell’agente biologico.

Altre indicazioni

Anche l’art. 275 (Misure specifiche per i laboratori e gli stabulari) offre indicazioni in tal senso. Indica che fatto salvo quanto specificatamente previsto all’allegato XLVI, punto 6. Nei laboratori comportanti l’uso di agenti biologici dei gruppi 2, 3 o 4 a fini di ricerca.

Ovvero didattici o diagnostici. Nonché nei locali destinati ad animali da laboratorio deliberatamente contaminati con tali agenti. Il datore di lavoro adotta idonee misure di contenimento in conformità all’allegato XLVII”

Ad esempio il datore di lavoro assicura che l’uso di agenti biologici sia eseguito in aree di lavoro corrispondenti almeno al terzo livello di contenimento. Se l’agente appartiene al gruppo 3.

Infine l’art. 276 (Misure specifiche per i processi industriali) riporta altre importanti indicazioni. Chiarisce che fatto salvo quanto specificatamente previsto all’allegato XLVII, punto 6.

Nei processi industriali comportanti l’uso di agenti biologici dei gruppi 2, 3 e 4. Il datore di lavoro adotta misure opportunamente scelte tra quelle elencate nell’allegato XLVIII, tenendo anche conto dei criteri di cui all’articolo 275.

Ricordiamo anche che la Direttiva (UE) 2020/739 della Commissione del 3 giugno 2020 ha introdotto modifiche. Ha modificato l’allegato III della direttiva 2000/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. Ciò per quanto riguarda l’inserimento del SARS-CoV-2 nell’elenco degli agenti biologici di cui è noto che possono causare malattie infettive nell’uomo.

Le modifiche del decreto-legge n. 149 del 9 novembre 2020

Come indicato in premessa il Decreto-Legge 9 novembre 2020 n. 149 modifica, con l’articolo 17, il Testo Unico indicando che “gli allegati XLVII e XLVIII di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono sostituiti” da due nuovi allegati.

Riprendiamo, a titolo esemplificativo, il contenuto del nuovo allegato XLVII (Indicazioni su misure e livelli di contenimento).

Si indica che le misure previste nel presente allegato devono essere applicate secondo la natura delle attività. Nonché la valutazione del rischio per i lavoratori e la natura dell’agente biologico in questione.

Nella tabella, “raccomandato” significa che le misure dovrebbero essere applicate in linea di principio. A meno che i risultati della valutazione del rischio non indichino il contrario.

Segnaliamo, infine, che nel nuovo Allegato XLVIII (Contenimento per processi industriali) si indica che:

  • Agenti biologici del gruppo 1: per le attività con agenti biologici del gruppo 1. Compresi i vaccini vivi attenuati, devono essere rispettati i principi in materia di sicurezza ed igiene del lavoro.
  • Agenti biologici dei gruppi 2, 3 e 4: può essere opportuno selezionare. Nonché combinare le prescrizioni di contenimento delle diverse categorie indicate nella tabella. Ciò in base ad una valutazione del rischio connesso ad un particolare processo o a una sua parte.

Rimandiamo all’articolo 17 del Decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149 e alla lettura completa delle due tabelle corrispondenti che riportano le varie misure di contenimento da adottare.