approccio ingegneristico

Approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio

Parliamo oggi insieme dell’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio. Non si tratta certo di una novità. Tuttavia, tenendo coto anche della normativa in tema antincendio in continua evoluzione riteniamo utile approfondire la questione.

L’approccio ingegneristico

Spesso e volentieri quando si affronta la valutazione del rischio incendio in azienda. Nello specifico, ci si trova in una attività soggetta ai controlli dei vigili del fuoco i problemi che nascono sono più o meno gli stessi.

Talvolta non è possibile soddisfare le norme di tipo prescrittivo in materia di prevenzione incendi in ogni singolo punto. Infatti possono essere richieste ad esempio delle misure in termini di larghezza delle vie di esodo che non ci sono.

Oppure la lunghezza dei percorsi di esodo è eccessiva. Insomma per un motivo o per un altro ci possono essere delle difficoltà nel raggiungere il livello di sicurezza antincendio imposto dalla normativa.

Per venire incontro alla moltitudine di situazioni che ci sono in giro per l’Italia da diversi anni ormai l’approccio sta cambiando. Prima ancora di arrivare a “scomodare” l’approccio ingegneristico, si sta assistendo sempre più infatti al passaggio da una serie di norme cosiddette prescrittive verso norme prestazionali.

L’obiettivo di queste norme è sempre quello di garantire una adeguata gestione della sicurezza del rischio di incendio all’interno dei luoghi di lavoro. Tuttavia però, anziché andare a imporre dei vincoli statici e restrittivi al professionista antincendio.

Queste consentono a quest’ultimo di usufruire di tutta una serie di strumenti “alternativi” altrettanto validi per arrivare comunque al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza.

L’impianto normativo attuale

Attualmente dunque, grazie anche ad una sempre maggiore cultura della sicurezza la progettazione della sicurezza antincendio viene gestita facendo riferimento al nuovo Testo Unico Antincendio. Questo ha anche visto delle recenti integrazioni anche nel mese di maggio 2021.

Lo spirito di fondo dell’approccio ingegneristico della norma antincendio è chiaro. Si punta a fare affidamento su diverse strategie antincendio.

Ciò per arrivare a garantire la sicurezza degli occupanti. Nello specifico si tratta di dieci strategie che vanno dalla reazione al fuoco alla resistenza al fuoco delle strutture. Fino alla operatività antincendio ed alla sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio.

Tutto questo chiaramente senza dimenticare altre misure fondamentali. Ad esempio tra queste l’esodo ed il controllo di fumi e calore. Un corretto approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio dovrà dunque tener presente e rispettare tutti i livelli di prestazione richiesti per ciascuna di queste strategie.

Sarà l’equilibrio tra ognuna di queste a garantire il risultato finale. Spesso si tratta di soluzioni molto semplici da adottare e per le quali magari non è richiesto alcun intervento ulteriore.

Per ognuna di queste strategie, in funzione di quello che è il rischio stimato è possibile trovare dei livelli prestazionali minimi richiesti. Fissati dunque i livelli prestazionali minimi richiesti il codice indica i requisiti per soddisfarmi.

In tal caso parliamo di soluzioni conformi. Cioè soluzioni già “pronte” ed indicate dal codice di prevenzione incendi per soddisfare il dettato normativo.

Le soluzioni alternative e l’approccio ingegneristico

Qualora poi non fosse possibile soddisfare il requisito normativo utilizzando queste “soluzioni conformi” lo stesso codice indica alcune soluzioni cosiddette “alternative”.

In quest’ultimo caso sarà dunque possibile fare ricorso a queste soluzioni alternative per raggiungere il livello di prestazioni richiesto. La norma indica anche quali sono i metodi per portare avanti la verifica di tali soluzioni alternative e poter quindi dimostrare il raggiungimento del livello di prestazioni richiesto.

Tra queste vi sono l’applicazione di norme o documenti tecnici. Ancora, l’adozione di soluzioni progettuali che prevedono l’impiego di prodotti o tecnologie di tipo innovativo. La fire safety engineering o ingegneria della sicurezza antincendio ed, infine, le prove sperimentali.

Da notare dunque che procedere con una analisi FSE di progetti antincendio è indicato dal codice come una vera e propria soluzione alternativa.

L’ingegneria della sicurezza antincendio

Dunque la fire safety engineering a tutti gli effetti è entrata a pieno titolo tra le misure che il professionista antincendio può utilizzare. Si pensi ad esempio alla strategia S4. Cioè all’esodo.

Tale strategia, quali possibili misure alternative, prevede varie possibilità. Tra queste quella di dimostrare il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza per gli occupanti andando ad utilizzare i cosiddetti “metodi” presenti nel codice.

Nello specifico il riferimento è alla salvaguardia della vita con l’approccio ingegneristico. A tal fine il codice introduce due tempi che sono ASET ed RSET.

Questi tempi indicano il tempo disponibile per l’esodo (ASET) ed il tempo richiesto per l’esodo (RSET). Chiaramente affinché sia verificato il livello di sicurezza dovrà risultare ASET > RSET. Ciò con l’aggiunta di un margine di sicurezza ad RSET.

Tale margine di sicurezza viene fissato pari almeno ad RSET. Dunque nel nostro esempio questo vorrà dire una cosa precisa. Cioè che le persone dovranno avere a disposizione un tempo disponibile per l’esodo pari almeno al doppio di quello richiesto.

Da queste semplici valutazioni si comprende bene un concetto. Cioè quello della grande potenza dello strumento rappresentato dall’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio. Si tratta infatti di un’arma a disposizione del professionista che può aiutarlo a risolvere in modo agevole ostacoli altrimenti molto complessi.

Un chiarimento

E’ bene a questo punto chiarire tuttavia una cosa importante. Le soluzioni alternative. In particolare il ricorso alla ingegneria della sicurezza antincendio è materia ad esclusivo uso del “professionista antincendio” e non di tutti.

Infatti la norma, in relazione alla firma che può recare un progetto antincendio definisce due diverse figure. Nello specifico si distingue tra il “tecnico abilitato” ed il “professionista antincendio”.

Il primo è il professionista iscritto in albo professionale. Il quale opera nell’ambito delle proprie competente.

Il secondo, invece, è invece il tecnico abilitato iscritto negli appositi elenchi del Ministero dell’Interno di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.

Conclusioni

In conclusione dunque, un professionista antincendio è di fatto un tecnico abilitato che però ha superato con esito positivo un esame. Dopo aver fatto uno specifico corso. Ciò dovrebbe attestare una specifica competenza in materia di prevenzione incendi a questo professionista.

Concludiamo anche oggi e come sempre, vi invitiamo anche a registrarvi alla nostra newsletter sicurezza sul lavoro per restare sempre aggiornati!