aree comuni

Aree comuni e misure Covid-19, cosa fare?

Quali misure adottare nelle aree comuni? Sappiamo che la principale via di diffusione del virus SARC-CoV-2 sono le goccioline emesse da una persona infetta che raggiungono direttamente il naso o la bocca o gli occhi di una persona non infetta.

Il rischio di infezione dipende dal livello di esposizione, che è strettamente correlato alla distanza tra la sorgente e le altre persone. Un elemento critico delle attività lavorative è quindi la gestione delle aree al chiuso frequentate da più persone contemporaneamente.

Situazioni di potenziale contagio in ambiente di lavoro

Per i coronavirus che causano la MERS e la SARS si stima che per provocare un’infezione in una persona siano necessarie un migliaio di virioni. Si ritiene che lo stesso valga per il coronavirus che causa la COVID-19.

Il rischio di infezione dipende quindi dal livello di esposizione, che è strettamente correlato alla distanza tra la sorgente e le altre persone. Infatti, le droplets ricadono a terra ad una distanza compresa tra 1 e 2 metri. In assenza di particolare forza propulsiva come accade con uno starnuto o un colpo di tosse. Che, inoltre, rilasciano particelle più piccole.

L’emissione di droplets in condizioni normali si verifica maggiormente attraverso il parlato o la risata piuttosto che il semplice respiro. Per questo motivo alcune situazioni sono a rischio maggiore rispetto ad altre.

Inoltre, in un ambiente chiuso non sufficientemente aerato le droplets possono accumularsi in aria ed il SARC-CoV-2 può resistere fino a 3 ore, potendo raggiungere una concentrazione di virioni efficace per il contagio.

Le indicazioni sui rischi in relazione alle aree comuni

Lo European Centre for Disease Prevention and Control individua le seguenti situazioni che possono riguardare un ambiente di lavoro.

Esempi di esposizioni a rischio elevato:

  • contatto diretto con un caso Covid-19 entro 2 metri per più di 15 minuti;
  • contatto fisico con un caso Covid-19;
  • permanenza in un ambiente chiuso con un caso Covid-19 per più di 15 minuti.

Esempi di esposizioni a rischio basso:

  • contatto diretto con un caso Covid-19 entro 2 metri per meno di 15 minuti;
  • permanenza in un ambiente chiuso con un caso Covid-19 per meno di 15 minuti.

In sintesi, all’interno di ambienti di lavoro indoor alcune aree risultano a rischio potenzialmente maggiore:

  • per l’afflusso numerico di persone contemporaneo o nell’arco di un periodo di tempo;
  • per la permanenza di più persone per un dato periodo;
  • a causa delle caratteristiche delle attività che vi vengono svolte. Tali aree necessitano dunque di misure di gestione dedicate.

Accesso alle strutture attraverso aree comuni

L’Ingresso rappresenta un punto particolarmente critico, sia per il possibile affollamento, sia per gli spazi non sempre ben dimensionati.

La prevenzione degli assembramenti in ingresso e uscita si ottiene attraverso la pianificazione degli orari di accesso. Potrà anche essere necessario concedere una certa flessibilità. Ci anche per tenere conto della maggior durata dello spostamento ipotizzabile per chi utilizza mezzi pubblici a causa delle misure di prevenzione del contagio lì introdotte.

Occorre velocizzare al massimo le procedure di timbratura e di accesso all’edificio. Possono essere utilizzati sistemi alternativi, come tecniche di telerilevamento attraverso app nello smartphone.

Ovvero dispositivi RFID o attrezzature simili. In queste zone è anche importante agevolare il riconoscimento della distanza di sicurezza apponendo dei segni distintivi a terra.

Considerando una permanenza limitata, la distanza a cui riferirsi è quella di 1 m. L’ingresso deve essere dotato di uno o più contenitori di gel sanificante per le mani, opportunamente contrassegnati. Può essere utile disporre anche un distributore di guanti monouso. Saranno inoltre affissi avvisi per ricordare l’obbligo di sanificare le mani in ingresso.

Ricevimento in aree comuni

Al ricevimento (reception), che deve accogliere i visitatori esterni. Il personale deve operare sempre dietro una barriera fisica trasparente.

Se è necessario maneggiare oggetti, carta, penne, ecc. e può essere difficile sanificare spesso le mani, possono essere forniti guanti monouso che devono essere rimossi e gettati prima di mangiare, bere, fumare, recarsi ai servizi igienici o toccare il viso.

Dovendo identificare i visitatori, si devono preferire modalità elettroniche predefinite. Occorre anche evitare il più possibile il ricorso a fogli o registri cartacei. In ogni caso, se non è possibile che i visitatori utilizzino la propria penna. Disporre affinché quelle in loco siano sanificate ad ogni utilizzo.

Per il ritiro di posta, plichi e pacchi va ricordato che il virus persiste fino a 24 ore su carta e cartone e fino a 72 su materiali plastici. Se si dispone che avvenga in reception. Il ritiro deve svolgersi dietro la barriera trasparente.

Eventuali pacchi devono essere manipolati con guanti monouso e mascherina. Nonché tenuti distanti dal corpo, se non pesanti, diversamente facendo uso di carrello.

Il deposito di plichi e pacchi deve essere identificato preferibilmente in un ambiente senza presenza permanente di persone e che sia possibile arieggiare e sanificare regolarmente. Solo se questi materiali sono in genere in quantità contenuta è possibile depositarli temporaneamente in una zona del ricevimento.

Possono anche essere adottate procedure di sanificazione della posta in ingresso, ma potrebbe trattarsi di un provvedimento eccessivo se vi è disponibilità di zone o ambienti dedicati per il deposito temporaneo in azienda. La zona di deposito è comunque da sottoporre a sanificazione quotidiana (Circolare Min. Salute 22 febbraio 2020 n. 5443), come anche l’intera reception.

L’utilizzo degli ascensori

Per luoghi di grande accesso e difficile ventilazione come le bussole degli ingressi o gli ascensori. Oltre a sanificare superfici e pulsantiere (modalità come da Circolare Min. Salute n. 5443) più volte al giorno. Possono essere richiesti interventi aggiuntivi per la possibilità che vi permanga del particolato aerodisperso.

Il rischio espositivo può essere mantenuto sotto controllo limitando l’accesso sia contemporaneo che complessivo di persone e disponendo l’uso tassativo di protezione respiratoria e di guanti. Ad oggi va ricordato che l’installazione di lampade a radiazione ultravioletta o la generazione di ozono non risultano procedimenti validati rispetto a questo specifico virus.

Sale riunioni

In tema di aree comuni, se non si ritiene possibile lo svolgimento di riunioni a distanza, bisogna pianificare con molta attenzione tutte le misure che garantiscono un appropriato livello di sicurezza.

In particolare occorre valutare il numero di partecipanti effettivamente necessario in modo da individuare il locale con le caratteristiche di spazio e di ventilazione appropriate. Disporne opportunamente gli arredi per poter garantire il mantenimento della distanza minima di sicurezza che sarebbe opportuna tra 1 e 2 metri.

L’organizzatore o il responsabile dell’incontro dovrà poi preordinare forniture e materiali sufficienti per tutti i partecipanti, inclusi salviettine e disinfettante per le mani.

Sarà sempre sua cura l’acquisizione dei dettagli di contatto di tutti i partecipanti e di eventuali altri soggetti coinvolti (es. catering esterno, traduttori, ecc.), precisando che tali dati saranno conservati per un mese e se necessario condivisi con le autorità sanitarie pubbliche locali se un partecipante dovesse in seguito risultare sospetto portatore di malattia infettiva.

Servizi igienici

Oltre alle misure generali, è bene adottare misure specifiche per questi ambienti. Soprattutto considerando che spesso presentano dimensioni anguste e caratteristiche di ventilazione non sempre modificabili.

Sulla porta principale occorre predisporre un cartello che indica quando uno dei servizi igienici è in uso, in modo da assicurarsi che entri solo una persona alla volta.

Nei servizi igienici senza finestre va inoltre disposto, anche con opportune modifiche impiantistiche, che i ventilatori o estrattori presenti siano mantenuti in funzione per tutto il tempo di permanenza di persone. Pulizia e sanificazione devono essere estremamente frequenti più volte al giorno.

Mense ed aree comuni

In questi ambienti occorre definire regole di utilizzo dello spazio e del tempo ben precise. Infatti è molto probabile il rischio di allentamento dei comportamenti di sicurezza. Per contro, è impossibile utilizzare costantemente le mascherine. Sono essenziali gli aspetti organizzativi, in particolare rispetto a:

  • gestione dello spazio: deve valere la regola del distanziamento a 2 metri e la disposizione sfalsata (non frontale) dei posti a sedere, considerando sia l’assenza di mascherine che la durata di permanenza in genere superiore a 15 minuti;
  • gestione del tempo: i tempi delle pause pranzo devono essere rigidamente organizzati e limitati per ridurre il numero di persone che accedono all’ambiente. L’ipotesi ottimale prevede la definizione di veri e propri turni di accesso al locale mensa/pasti, con una durata per turno contingentata.

A livello comportamentale, l’uso della mascherina deve essere sempre mantenuto escludendo il tempo di consumo del pasto. Deve inoltre essere resa obbligatoria la sanificazione delle mani all’accesso. Nonché dopo il consumo del pasto, con gel idroalcolico presente e rifornito regolarmente. La zona della mensa aperta al pubblico sarà opportunamente sanificata dopo ogni turno di occupazione.

Spogliatoi

Negli spogliatoi, ambienti di dimensioni anguste e non sempre ben ventilati. Occorre accuratamente preventivare l’accesso di persone in base alla superficie e all’affollamento. Nonché in funzione della numerosità di presenza ai diversi turni.

Ciò può significare dover predisporre spogliatoi aggiuntivi, sfruttando locali esistenti o installando prefabbricati. Anche in questi ambienti è consigliato collocare gli arredi alle distanze corrette eventualmente segnalandole anche a terra. E’ raccomandata una sanificazione degli spogliatoi dopo ogni utilizzo, includendovi gli arredi e le maniglie. I turni devono essere organizzati in modo da tener conto delle attività di pulizia e sanificazione.

Aree pausa

Nelle aree destinate alle pause. Dove in genere sono presenti distributori automatici di bevande calde, acqua e alimenti. Nonché ai fumatori.

L’accesso deve essere contingentato, con una maggiore flessibilità nelle zone all’aperto. Tutto sempre considerando che in queste aree non si farà uso contemporaneo di mascherine.

Se possibile, andrebbe valutato di aumentare i punti destinati alle pause e al fumo in modo da diluire con maggiore efficacia gli afflussi. Ovvero di disporre degli orari scaglionati per l’accesso.

Anche in questo caso può essere utile segnalare a terra le distanze corrette. Queste dipendono anche dal numero massimo di persone contemporaneamente presenti.

Per quanto riguarda il consumo. Questo deve essere il più possibile limitato in loco. Anche se questa misura si potrà applicare solo rispetto ad ambienti con rischi di tipo igienistico di entità ridotta. Come degli uffici, dove il consumo di bevande e piccoli pasti può avvenire alla propria postazione.

Anche in queste aree devono essere garantite la pulizia e sanificazione non solo degli spazi. Bensì anche delle tastiere dei distributori.

Deve essere comunque disposto l’uso di guanti monouso che sarebbe indicato siano disponibili in zona per evitare che vengano riutilizzati guanti contaminati.

Condominio ed aree comuni

Vi sono poi diverse attività lavorative quali studi professionali ed altro che operano in contesti condominiali. In tal caso occorre fare attenzione alla gestione dei portoni di ingresso ed agli eventuali servizi in comune con tutti gli altri condomini.

Non sono escluse nemmeno modifiche al regolamento di condominio. Ogni condominio può infatti rivalutare il regolamento alla luce dell’attuale emergenza. Il regolamento condominiale infatti, oltre alle regole sul decoro architettonico potrà contenere disposizioni relative alla destinazione d’ uso di aree considerate parti comuni.

In questa sede ci limitiamo solo a dire che è opportuno che i partecipanti al condominio stabiliscano delle regole per la corretta gestione dei beni comuni ed in generale nei condomini sulle parti comuni. Il tutto sempre nel rispetto del codice civile. Ciascun condomino poi dovrà adottare idonee misure per la propria unità immobiliare.

Ciascun condomino quindi dovrà preoccuparsi di gestire le cose comuni a partire dall’ingresso fino al punto di diramazione in unità immobiliare. Passando per l’eventuale lastrico solare ecc. Fino ad arrivare alla propria unità immobiliare.