ascensore

In ascensore qual’è il rischio contagio da Coronavirus?

Particelle infette possono circolare nell’aria di un ascensore fino a 30 minuti dopo il colpo di tosse di una persona positiva al Covid-19. Lo sostiene uno studio dell’Università di Amsterdam. Approfondiamo insieme analizzando in particolare i risvolti in ambito lavorativo.

In questi giorni di fase 2, sono in tanti a porsi alcune domande, soprattutto chi vive o lavora in edifici residenziali a più piani. Le persone che prendono l’ascensore, per quanto possano evitare di utilizzarlo insieme ad altre, hanno un maggiore rischio di contrarre il coronavirus? O meglio, chi va su e giù, lo sta facendo in compagnia dei germi che gli altri si sono lasciati alle spalle?

Secondo gli esperti, anche utilizzare l’ascensore da soli può essere pericoloso. Sebbene la probabilità di contagio sia più bassa di quando si viaggia con qualcuno. Specie se l’altro non indossa la mascherina o tossisce. Oppure parla o, per qualche motivo, è affannato.

Lo studio dell’Università di Amsterdam

L’Università di Amsterdam ha simulato una serie di colpi di tosse all’interno di un ascensore ospedaliero per determinare quanto tempo durassero in condizioni diverse. Quando le porte dell’ascensore rimangono chiuse, una particella infetta può durare fino a mezz’ora, ma quando è aperto le goccioline scompaiono entro 4 minuti.

Gli aerosol, che contengono piccole particelle respiratorie, sono considerati sempre più come il principale mezzo per la trasmissione del coronavirus, ha spiegato il team. Per ricreare le dimensioni e la forma degli aerosol prodotti dalla tosse, i ricercatori hanno creato uno spray. Successivamente hanno spruzzato le goccioline in un ascensore e hanno utilizzato un laser per illuminare le particelle. In modo che potessero essere contate e monitorate nel tempo.

Si è scoperto che durante il normale funzionamento di un ascensore ospedaliero, sono necessari dai 12 ai 18 minuti prima che il numero di particelle di aerosol diminuisca. Afferma il capo della ricerca Daniel Bonn. Quando le porte dell’ascensore sono permanentemente aperte, questo tempo si riduce a 2-4 minuti. Se invece le porte invece non vengono mai aperte, le particelle infette da coronavirus fluttuano nell’aria per 30 minuti.

In ascensore rischio il contagio da coronavirus?

A interrogarsi sulla qualità dell’aria negli spazi chiusi e in particolare in ambienti piccoli come l’ascensore è stato anche il prof. Richard L. Corsi, decano di ingegneria informatica presso la Portland State University.

Questo ha messo a punto un modello con cui simula un viaggio in ascensore con velocità, tempi di chiusura delle porte e sistemi di ventilazione dei comuni elevatori. In questo modello, che utilizza principi di ingegneria e meccanica dei fluidi. Un passeggero infetto entra da solo in ascensore al piano terra e impiega 31 secondi per raggiungere il decimo piano di un edificio residenziale.

Durante il viaggio, non indossa una mascherina, tossisce e parla al cellulare. Espira così le goccioline di saliva che contengono il virus. Una parte di queste cade a terra. Alcune colpiscono le pareti dell’ascensore e altre restano sospese nell’aria.

Una volta giunto al decimo piano, le porte si aprono per dieci secondi e il passeggero in uscita trascina con sé una parte d’aria. Compresi i suoi germi. Poiché le diverse pressioni tra interno e esterno dell’ascensore fanno mescolare l’aria, diluendo quella interna di circa la metà.

Dopodiché le porte si richiudono e l’ascensore ritorna al piano terra, dove un passeggero B lo sta aspettando. Le porte si riaprono e, mentre il passeggero sale, il ricambio dell’aria è nuovamente della metà. Sulla base di questo modello, il passeggero B è quindi esposto a circa il 25% delle particelle virali che il passeggero A ha espirato durante il viaggio.

Le conclusioni dello studio

Lo studio conclude affermando che la percentuale varia a seconda del tempo di aperture delle porte e del sistema di ventilazione. Nonché in funzione delle diverse pressioni presenti nell’edificio.

In ogni caso, con un singolo colpo di tosse, una persona può rilasciare nell’aria da qualche migliaio fino a 300mila particelle ma gli specialisti non sanno ancora quante particelle virali determino l’infezione. Perciò, quando il New York Times ha chiesto al prof. Corsi se il passeggero B può contrarre il virus durante il suo viaggio in ascensore. La risposta del docente lascia la questione in parte sospesa.

L’intento principale del modello era infatti quello di dimostrare che una certa quantità di virus può restare sospesa nell’aria dopo che una persona infetta ha preso l’ascensore. Non sappiamo se sarà abbastanza alta da comportare un rischio significativo ma, probabilmente, sarebbe meglio usare il più possibile le scale.

Ascensore e indice di contagio

Molti esperti di malattie infettive ritengono che le particelle disperse nell’aria degli ascensori non rappresentino un rischio significativo quando si tratta di coronavirus.

In particolare, il dott. Ilan Schwartz, assistente professore di Malattie infettive all’Università di Alberta. Ha osservato che quando una persona con Covid-19 vive a stretto contatto con gli altri familiari, l’indice di contagio è compreso tra il 10 e il 20%.

Il coronavirus è molto meno contagioso di altri virus dispersi nell’aria, come il morbillo, per cui si stima un indice di infezione tra il 75 e il 90%. Il Prof. puntualizza che, nonostante le goccioline di Sars-CoV-2 possano rimanere disperse nell’aria degli ascensori per un certo periodo di tempo.

La principale modalità di trasmissione avviene attraverso la stretta esposizione a una persona infetta che tossisce. Oppure espira goccioline in presenza di altre persone.

I suggerimenti a riguardo

Di certo, per chi usa l’ascensore, un consiglio è certamente quello di prendere delle precauzioni legate al buon senso. Per cui, quando possibile, evitare di utilizzarlo insieme a un’altra persona. Nonché indossare sempre una mascherina. Anche quando si è da soli.

Evitare di toccarsi il viso dopo aver toccato i pulsanti e lavarsi le mani dopo averli toccati. Se non è possibile prenderlo da soli e, ad esempio, si è in due ad aspettarlo, non entrare nell’ascensore a meno che non si abbia entrambi la mascherina.

Dipende molto anche dall’ascensore, ritiene la dott.ssa Linsey Marr, la ricercatrice della Virginia Tech che ha studiato come il Sars-Cov-2 e altri patogeni presenti nell’aria siano trasportati.

La presenza di Rna virale indica che il virus c’è ma non ci dice se il virus è contagioso. Se rilevassimo 100 copie di RNA virale, sapremo della sussistenza di un virus infettivo. Ma non sappiamo quante copie bastano a farci ammalare, probabilmente più di una. Il rischio è basso ma, personalmente, in ascensore indosserei una mascherina.