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Assenze dal lavoro dovute al Covid-19, come gestirle?

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha presentato un approfondimento sulla gestione delle assenze dal lavoro per Covid-19. Questo riassume le principali casistiche con cui si stanno confrontando in questo periodo imprese e lavoratori. A seconda dei casi citati, illustra gli oneri in capo alle une e agli altri. Approfondiamo insieme.

La gestione delle assenze dal lavoro per Covid-19

In questi ultimi mesi, coincidenti con l’emergenza sanitaria epidemiologica da Covid-19, le problematiche che i datori di lavoro hanno dovuto trattare sono state molteplici.

In particolare, grande rilevanza ha assunto la gestione dei dipendenti presenti in azienda che manifestano sintomi ovvero potenzialmente contagiati a seguito di un contatto personale.

A tal proposito, si rammenta che il DPCM del 3 novembre 2020 ha confermato quanto già disposto dai decreti precedenti sull’uso di mascherine. Nonché delle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio. Tra cui il distanziamento fisico e il lavaggio delle mani. Nonché riportato da altri protocolli e linee guida nei diversi settori lavorativi.

Altre indicazioni

Nell’ambito delle assenze dal lavoro, riveste un ruolo importante il medico competente. Egli ha il compito di collaborare con datore di lavoro e RLS segnalando all’azienda situazioni di particolare fragilità. Nonché patologie attuali o pregresse dei dipendenti, nel rispetto della privacy degli stessi.

L’azienda, peraltro, attraverso le modalità più opportune, deve informare tutti i lavoratori in merito alle disposizioni delle Autorità sanitarie. A riguardo potrà consegnare e/o affiggere un’informativa all’ingresso. Nonché nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali.

I lavoratori, invece, hanno l’onere di rispettare tutte le disposizioni e le misure delle Autorità sanitarie e del datore di lavoro. Queste sono adottate allo scopo di garantire la salute degli stessi. Nonché prevenire ogni possibile forma di diffusione di contagio.

Fermo quanto sopra indicato, di seguito ricordiamo solo le procedure da seguire in caso di lavoratore con febbre o sintomi. Vi rimandiamo alla lettura dell’approfondimento che potrete scaricare cliccando sul pulsante di seguito.

Assenze dal lavoro e lavoratore con febbre o sintomi

In caso di lavoratori con febbre oltre 37.5° o di altri sintomi influenzali. C’è l’obbligo per questi di rimanere al proprio domicilio e di chiamare il medico di famiglia.

Si evidenzia la possibilità che il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea.

Se tale misurazione darà esito superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Qualora, invece, una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria come la tosse. Egli ha l’onere di dichiarare immediatamente il proprio stato di salute al datore di lavoro, al suo responsabile ovvero all’ufficio del personale.

In entrambe le situazioni scaturisce la necessità di gestire le assenze dal lavoro e procedere all’isolamento del lavoratore in un luogo lontano dai colleghi. Nei casi in cui non si disponesse di locali da adibire specificamente all’isolamento. E’ possibile utilizzare aree delimitate, chiuse da porte e dotate di aerazione naturale.

In queste aree il lavoratore dovrà possa rimanere il tempo strettamente necessario ad organizzare il trasporto in sicurezza al domicilio. Secondo la procedura che preventivamente è stata predisposta.