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ATS Insubria: un vademecum per aziende e lavoratori

Il Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria di ATS Insubria ha divulgato alcune FAQ. Queste riguardano la gestione della sicurezza dei lavoratori a fronte dell’emergenza da Covid-19. Rispondono a vari quesiti. Tra questi ad esempio: cosa succede se un lavoratore risulta positivo al virus Covid-19.

Ancora, cosa deve fare il datore di lavoro in caso di dipendente sintomatico che ha avuto contatti stretti con persone affette da Coronavirus. Se l’isolamento del lavoratore è da considerarsi aspettativa, ferie o malattia. Nonché quali sono le precauzioni da prendere nella gestione di spogliatoi e mense aziendali; ecc.

Sebbene siano state pubblicate ad inizio marzo e, da allora, si sono susseguiti molti atti normativi. Rimandiamo alla lettura integrale del documento che riporta diverse indicazioni importanti circa la prevenzione da Coronavirus.

Queste possono tornare utili anche per attività particolarmente esposte. Come ad esempio per gli operatori sanitari ed i tecnici di laboratori biomedici. Oltreché per gli agenti della Polizia Locale o della Polizia di Stato.

Di seguito ne pubblichiamo alcune.

Riscontro di un caso Covid-19 in un lavoratore: cosa succede?

Ad ogni segnalazione di caso accertato. Il Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria dell’ATS dell’Insubria procede all’indagine dei casi. Operando in base ai regolamenti di controllo delle malattie infettive. Ciò al fine di:

  • Trovare la possibile fonte di esposizione.
  • Valutare i contatti stretti.

Qualora il caso accertato risulti occupato presso una azienda del territorio di ATS Insubria. Il personale sanitario di ATS contatta l’azienda in cui il lavoratore risulta occupato.

Richiede il nominativo del medico competente per avere il corretto supporto nel valutare i contatti lavorativi da includere nella sorveglianza. In assenza del medico competente (casi in cui la sorveglianza sanitaria non è obbligatoria). Si chiede l’intervento del datore di lavoro o di personale da lui indicato.

I lavoratori che rientrano nella definizione di contatto stretto sono inclusi in uno specifico percorso di sorveglianza sanitaria. Questo comprende l’isolamento domiciliare. Consistente in 14 giorni dall’ultimo contatto avvenuto.

Maggiori informazioni da ATS

L’ATS fornisce al medico competente le notizie utili per garantire una corretta informazione da diffondere ai lavoratori non valutati come contatti stretti.

  • Potrebbero ritenersi necessari interventi di informazione/formazione. Si ritiene utile informare i lavoratori che non rientrano nella definizione di contatto stretto. In merito alle misure di prevenzione da adottare. Diffondendo il decalogo ministeriale.
  • Sorveglianza Sanitaria del medico competente:
  1. Per l’emergenza Covid-19 non è richiesta una sorveglianza sanitaria aggiuntiva per i lavoratori che non rientrano nella definizione di contatto stretto.
    Ciò in quanto il paziente ammalato è seguito presso strutture sanitarie. Invece i contatti stretti sono sorvegliati dall’ATS.
    È comunque essenziale il supporto del medico competente per definire eventuali misure di prevenzione aggiuntive. Nonché specifiche procedure da adottare in azienda in base alla tipologia di attività svolta. Ad esempio deroghe per trasporto di merci.
  2. Per le visite periodiche ed esami strumentali. Per quanto possibile. Anche in caso di superamento della scadenza periodica prevista dal piano di sorveglianza sanitaria. Le visite sono rimandate sino ad emergenza terminata.
  3. Le visite preassuntive/prevenitive possono essere effettuate evitando affollamento attraverso prenotazioni dilazionate.

I suggerimenti ATS su come igienizzare i locali

  • Pulizia straordinaria degli ambienti di lavoro. Qualora un caso di covid-19 sintomatico abbia soggiornato nei locali dell’azienda, si applicano le indicazioni Ministeriali contenute nella Circolare del Ministero della Salute 0005443 del 22.02.2020.
  • Per i locali non frequentati dal lavoratore infetto. E’ sufficiente procedere alle pulizie ordinarie degli ambienti con i comuni detergenti.
    Bisognerà avere cura di pulire con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente. Ad esempio superfici di muri. Nonché porte, finestre e superfici dei servizi igienici.
  • È importante avvertire le eventuali imprese appaltatrici incaricate di svolgere la pulizia dei locali, affinché il datore di lavoro di queste ultime adotti tutte le cautele necessarie. In attuazione di quanto previsto dall’art. 26 D. Lgs. 81/2008.

Lavoratore sintomatico che ha avuto contatti stretti con Covid-19

Il lavoratore che ha avuto contatti stretti con persone ammalate di SARS-CoV-2, solitamente è già noto all’ATS ed è posto in isolamento domiciliare. Potrebbe però rilevarsi la presenza di un caso sospetto, come ad esempio:

  • Lavoratore con infezione respiratoria acuta. Ad esempio insorgenza improvvisa di almeno uno dei seguenti sintomi: febbre, tosse o dispnea.
    Nonché per il quale si hanno notizie certe. Nei 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi. Di viaggi in Cina o di permanenza in uno dei comuni inizialmente appartenenti alla “zona rossa”.
  • Lavoratore che ha frequentato personalmente una struttura sanitaria dove sono stati ricoverati pazienti con infezione da SARS-CoV-2.
    In tal caso il Datore di Lavoro invita il lavoratore a stare a casa e a contattare il proprio medico di Medicina Generale. Quest’ultimo provvederà ad inoltrare la segnalazione ad ATS secondo i protocolli normativi stabiliti. In caso il lavoratore dovesse risultare positivo saranno applicate da ATS tutte le procedure già indicate al punto 1.

E’ necessario aggiornare la valutazione dei rischi secondo ATS?

Il Datore di Lavoro deve fornire informazioni ai lavoratori. Anche mediante redazione di informative. Ovvero utilizzando opuscoli a disposizione. Come quello redatto dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità.

Il quale indica i 10 comportamenti da adottare per prevenire la diffusione del virus. Nonché adottare precauzioni utili a prevenire l’affollamento e/o situazioni di potenziale contagio.

Il documento di valutazione dei rischi dovrà essere aggiornato solo per i rischi specifici connessi alla peculiarità dello svolgimento dell’attività lavorativa. Ovvero laddove vi sia un pericolo di contagio da COVID-19 aggiuntivo e differente da quello della popolazione in generale.

Diversamente risulta fondamentale adottare le precauzioni già note e diffuse dal ministero della Salute, declinandole alla specificità dei luoghi e delle attività lavorative.

Il ruolo del Medico Competente e la sorveglianza sanitaria

Oltre a rendersi disponibile per informare i lavoratori sull’emergenza da COVID-19. Nonché sulle precauzioni da adottare. E’ importante ai fini generali della prevenzione il massimo confronto tra il Datore di Lavoro ed il Medico Competente.

Questo con particolare riguardo ai lavoratori che svolgono o possono svolgere trasferte per motivi di lavoro in territorio Nazionale ed europeo. Nonché in Paesi o situazioni di volta in volta classificate a rischio dalle autorità competenti.