beni destinati a strutture

Beni destinati a strutture produttive e iperammortamento

Non decadono dall’iperammortamento i beni destinati a strutture produttive estere quali i macchinari per l’edilizia interconnessi, che vengono dati a noleggio e temporaneamente utilizzati presso cantieri esteri.

Nell’ambito dell’iper ammortamento. La ratio del recupero dell’agevolazione. Nell’ipotesi di violazione del vincolo di territorialità.

E’ quella di ostacolare comportamenti volti alla fruizione in Italia di un’agevolazione fiscale. Sotto forma di maggior ammortamento del bene. In assenza di contributo.

Da parte del bene stesso. Al processo di trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa ubicata in Italia.

Lo ha reso noto l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 14 del 24 gennaio 2020 con cui ha chiarito quando si procede al recupero dell’agevolazione.

Iper ammortamento per i beni destinati a strutture estere

Il chiarimento giunge dalla risposta n. 14 diffusa lo scorso 24 gennaio dall’agenzia delle Entrate. Secondo cui. Nello specifico caso esaminato.

Non si tratta di beni destinati a strutture produttive estere di cui all’articolo 7, comma 1 del decreto dignità. In quanto esiste un nesso funzionale con l’attività svolta in Italia.

L’agenzia non si è invece espressamente pronunciata sulla particolare causa di esonero dalla citata norma “antidelocalizzazione” riguardante i beni per loro natura utilizzabili in più unità produttive.

L’articolo 7 del Dl 87/2018 prevede che l’iperammortamento spetti solo ai beni destinati a strutture produttive italiane. Stabilendo la decadenza retroattiva dal beneficio qualora i beni. Nel corso del periodo di deduzione delle quote maggiorate. Vengano ceduti o destinati a strutture produttive situate all’estero.

In questi casi. L’impresa deve effettuare. Nella dichiarazione dei redditi riferita all’anno della cessione o della delocalizzazione. Una variazione in aumento di importo pari alle quote di iperammortamento dedotte in precedenti esercizi.

Il comma 4, ultimo periodo, dell’articolo 7 stabilisce una deroga al recapture dell’agevolazione. Questa riguarda i beni destinati a strutture produttive estere agevolati che “per la loro stessa natura” sono destinati all’utilizzo in più sedi produttive. Nonché pertanto. Possono essere oggetto di temporaneo utilizzo anche fuori dal territorio dello Stato.

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate per i beni destinati a strutture estere

La risposta 14/2020 affronta il caso di una società che noleggia “a freddo” gru. Nonché pale gommate e altri macchinari per l’edilizia dotati dei requisiti 4.0 (compresa l’interconnessione alla rete di gestione).

Talvolta le imprese utilizzatrici, previa autorizzazione del noleggiante, impiegano i beni destinati a strutture produttive quali i macchinari in esame in cantieri esteri.

Secondo la società istante. Questi macchinari rientrano nell’esonero previsto dalla norma sopra citata. In quanto sono destinati per loro natura ad essere utilizzati in cantieri.

Cioè in unità produttive dotate di temporaneità. Inoltre, il loro impiego in un determinato cantiere non si prolunga necessariamente per tutte la durata dello stesso.

Bensì si limita. Generalmente. Ad alcune fasi di produzione.

In particolare è stato chiesto un parere in relazione al noleggio dei beni utilizzabili nel settore edilizio. Effettuato nei confronti di clienti italiani che li impiegano temporaneamente presso cantieri esteri. Nonché sulla configurabilità del temporaneo utilizzo estero come destinazione a struttura produttiva situata all’estero. Con conseguente recupero dell’agevolazione.

Nello specifico caso esaminato. L’agenzia conferma che non si verifica alcuna decadenza dall’agevolazione. Dato che la fattispecie non configura una destinazione a strutture produttive estere. Mantenendo i beni destinati a strutture produttive estere un nesso funzionale con l’attività di impresa svolta nel nostro Paese.

Come procedere

Secondo il Decreto Dignità, l’agevolazione dell’iper ammortamento spetta a condizione che i beni agevolabili siano destinati a strutture produttive situate nel territorio nazionale.

Si procede al recupero dell’agevolazione se. Nel corso del periodo di fruizione del beneficio. I beni oggetto di agevolazione sono ceduti a titolo oneroso o destinati a strutture produttive. Anche se appartenenti alla stessa impresa. Situate all’estero.

Sul punto occorre evidenziare che l’espressione destinazione a strutture produttive situate all’estero è equivalente a quella di “delocalizzazione“.

La ratio del meccanismo di recupero dell’agevolazione. Nell’ipotesi di violazione del vincolo di territorialità. E’ quello di ostacolare comportamenti volti alla fruizione in Italia di un’agevolazione fiscale.

Sotto forma di maggior ammortamento del bene. In assenza di contributo. Da parte del bene stesso. Al processo di trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa ubicata in Italia.

Restano dunque ancora da chiarire i requisiti che i macchinari 4.0 devono possedere per rientrare nell’esonero speciale previsto per i beni plurilocalizzati. Su questo punto un intervento sistematico delle Entrate sarebbe auspicabile.

Cosa dice la risposta dell’Agenzia delle Entrate?

Oggetto della richiesta di chiarimenti è l’agevolazione dell’iper ammortamento, che dal 2020 si è trasformata in un credito di imposta.

Protagonista è una società che opera nel campo del noleggio dei macchinari. Nonché di attrezzatura tecnica per l’edilizia e stipula con i clienti dei noli a freddo. Secondo l’accordo si trasportano e mettono a disposizione direttamente presso il cantiere richiesto.

Può accadere che i beni concessi in noleggio siano impiegati dai clienti italiani all’estero.

Illustrando le modalità che adotta, la società si rivolge all’Agenzia delle Entrate per verificare la possibilità che determinino un recupero dell’iper ammortamento.

Con la risposta all’interpello numero 14 del 24 gennaio 2020in primis l’Agenzia delle Entrate riporta i riferimenti normativi chiave:

Secondo quanto prescritto dall’articolo 7, comma 1, del Decreto Dignità. L’agevolazione dell’iper ammortamento. Introdotta dall’articolo 1, comma 9, della legge 11 dicembre 2016, n. 232. Spetta a condizione che i beni agevolabili siano destinati a strutture produttive situate nel territorio nazionale.

Il successivo comma 2 del medesimo articolo. Dispone che si procede al recupero dell’agevolazione se. Nel corso del periodo di fruizione del beneficio. I beni oggetto di agevolazione sono ceduti a titolo oneroso o destinati a strutture produttive. Anche se appartenenti alla stessa impresa, situate all’estero.

E sui dubbi del contribuente, il documento chiarisce:

Si ritiene che la fattispecie sottoposta all’esame della scrivente non configuri una destinazione a struttura produttiva situata all’estero ai sensi del citato articolo 7, comma 1, del Decreto Dignità. Mantenendo i beni un nesso funzionale con l’attività d’impresa svolta in Italia.

Quali fattori considerare per il recupero?

Il meccanismo di recupero dell’agevolazione nasce per evitare che si benefici dell’agevolazione “sotto forma di maggior ammortamento del bene, in assenza di contributo. Da parte del bene stesso. Al processo di trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa ubicata in Italia titolare degli stessi”.

Nella risposta all’interpello numero 14. L’Agenzia delle Entrate pone l’accento su una serie di aspetti rilevanti a sostegno dei chiarimenti forniti alla società che intende verificare un eventuale recupero dell’iper ammortamento:

  • La società protagonista del caso analizzato è indipendente, non avendo né società controllanti né società controllate, e i suoi clienti sono tutti italiani.
  • Nonostante la durata del noleggio. Anche estero. Sia variabile. L’eventuale trasporto del bene al di fuori del territorio dello Stato è temporaneo. Questo viene effettuato sulla base di un accordo derogatorio delle condizioni normalmente previste.
  • Il temporaneo trasporto del bene su cantieri esteri avviene considerando una serie di fattori. Come la verifica della copertura territoriale dell’assicurazione. Nonché gli eventuali adempimenti doganali e/o fiscali. Ancora, l’esistenza di un divieto di concorrenza. Per il quale i macchinari della società non possono essere dati a noleggio in zone di competenza di altri concessionari.
  • I macchinari sono dotati di tecnologia 4.0 che permette. Tramite l’interconnessione con i sistemi informatici aziendali. Lo scambio di dati sul bene. Ad esempio la localizzazione. Le ore di lavoro effettuate. Ancora, i carichi effettuati ed i tempi di fermo macchina).

Passando a rassegna tutti questi elementi. L’Agenzia delle Entrate in conclusione sostiene che nel caso analizzato non si possa affermare che per i beni ci sia una “destinazione a struttura produttiva situata all’estero”. Clicca sul pulsante di seguito per scaricare le risposta dell’Agenzia delle Entrate.