consulenza sulla sicurezza

Consulenza sulla sicurezza e criticità da entrambe le parti

Abbiamo già parlato di consulenza sulla sicurezza sul lavoro e fornito alcune indicazioni. Sappiamo che i servizi di consulenza in materia di sicurezza e igiene del lavoro sono molto spesso oggetto di un gioco al massimo ribasso, per cui vince l’offerta economicamente più vantaggiosa, a prescindere da ogni aspetto qualitativo e di contenuti.

Il D.Lgs 81/08 (testo unico sulla sicurezza) impone una serie di requisiti qualitativi minimi inderogabili obbligatori inerenti al metodo e ai contenuti di redazione del documento di valutazione dei rischi.

Non sempre i documenti e i lavori forniti da consulenti e/o società di consulenza sicurezza sul lavoro, rispettano i requisiti minimi di legge, questo al fine di contenere il prezzo finale esposto in offerta.

La consulenza sulla sicurezza

Il problema è che una valutazione del rischio non può essere equiparata a un prodotto di consumo e quindi c’è un limite alla “legge di mercato”.

Non può essere equiparata de quo perché una relazione di valutazione del rischio ha un impatto diretto e importante su valori costituzionalmente garantiti quali l’integrità fisica e morale del lavoratore. La costituzione prevede che il datore di lavoro tuteli la salute e la sicurezza dei propri dipendenti. Ciò sia nella grande che piccola che media impresa.

Inoltre, una relazione di valutazione del rischio non è assimilabile a un “prodotto di consumo” perché si tratta di un servizio immateriale, ad alto valore aggiunto, per il quale non ci sono norme tecniche precise che ne definiscano in modo dettagliato e univoco peso e contenuti. Inoltre, per una consulenza sulla sicurezza, è poco applicabile il concetto di “economia di scala”.

Ad esempio, una vite o un bullone o una maglia di catena sono prodotti in serie. Se il costruttore rispetta le norme tecniche di prodotto che definiscono, per esempio, la composizione degli acciai, il passo della vite, i controlli qualità da fare, il prodotto “bullone” è conforme.

Invece, per un processo di consulenza sicurezza non esistono specifiche tecniche univoche, dettagliate e valide per tutti i clienti e i comparti.

Come valutare l’offerta di consulenza sulla sicurezza?

Come fa, quindi, il committente a paragonare diversi “prodotti-consulenza” e a valutarli?

Il committente finale non è esente da responsabilità se ottiene dal professionista una valutazione del rischio non idonea, per il solo fatto di avere in pratica affidato a terzi la redazione di un DVR.

Infatti una valutazione rischi malfatta equivale a una valutazione non svolta. Tale documento inoltre non può essere delegato per effetto dell’art. 17, D. Lgs 81/2008. Pertanto il primo responsabile è e rimane il datore di lavoro committente.

Caso mai il committente potrà poi rivalersi sul consulente sicurezza sul lavoro, ma la colpa di quest’ultimo non ha efficacia esimente per il datore di lavoro. Anzi, costituisce un elemento di culpa in eligendo e culpa in vigilando perché non ha effettuato una corretta verifica dell’idoneità tecnica e professionale del fornitore nella consulenza sulla sicurezza e non ha verificato il suo operato. Sia questo il medico competente o il responsabile del servizio di prevenzione.

Per tornare all’esempio del bullone, se un costruttore di gru sceglie per risparmiare dei bulloni non idonei, e la gru cade per rottura a fatica di un bullone, è evidente la responsabilità del committente del componente. Non ha importanza se il bullone è costato un decimo rispetto a quello che, in base ad una analisi dei costi, sarebbe il suo prezzo ragionevole, anzi è un aggravante. “Se non proponi soluzioni sei parte del problema”.

Coma procedere?

Per procedere nella valutazione, in via preliminare, è necessario seguire una serie di passaggi ben precisi. Li riportiamo sinteticamente di seguito e li dettaglieremo nei successivi articoli:

  • Bisogna definire anzitutto cosa si vuole, cioè il tipo di consulenza sulla sicurezza richiesta. Ad esempio redazione di piani di emergenza piuttosto che svolgimento di corsi di formazione o altro.
  • Al tempo stesso bisognerà definire le competenze necessarie per la consulenza richiesta.
  • Si esamineranno quindi i CV di ogni consulente e si faranno delle valutazioni.
  • Si confronteranno i requisiti di progetto e si confronteranno con dei punteggi che verranno assegnati ai consulenti.
  • Infine se il punteggio assegnato al consulente è inferiore a quello di progetto quest’ultimo sarà scartato. In caso contrario si chiederà al consulente una offerta economica.

In tutto questo non bisogna dimenticare che si stanno toccando temi di primaria importanza come la salute nei luoghi di lavoro. Tali temi inoltre vanno gestiti anche dal punto di vista del trattamento dei dati. Rilanciato dal Regolamento Europeo 2016/679 recepito in Italia con il D.Lgs 101/2018.