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Controlli sicurezza in azienda: check-list coronavirus

Controlli in azienda? Sono ancora molte le aziende venete rimaste aperte nonostante l’emergenza Coronavirus. Garantire la produzione in un momento di emergenza nazionale è fondamentale ma, per chi ci deve lavorare, è necessario vengano rispettate tutte le misure di sicurezza.

Il via ai controlli

“Ho dato mandato a tutte le Spisal del Veneto perché da lunedì 16 marzo si facciano controlli a tappeto in tutte le aziende per verificare il rispetto delle misure di sicurezza dei lavoratori. Ho chiesto che non si facciano sconti a nessuno, e non li si fa sulla salute dei lavoratori”. Lo ha annunciato il presidente del Veneto Luca Zaia sottolineando che “si può lavorare in azienda solo se la sicurezza è totale”.

Proprio in virtù di questa situazione sono partiti i controlli a tutela della sicurezza dei lavoratori. Dal momento che, come ha spiegato anche Zaia. Le attività produttive possono proseguire solo a patto che i lavoratori siano messi in piena sicurezza.

In questa fase, infatti, laddove non vi siano violazioni macroscopiche, ma dove sia possibile comunque fornire prescrizioni migliorative, il personale farà esattamente questo. Non troverà tolleranza, invece, chi produce situazioni che possano mettere a rischio il personale.

“A livello veneto, – spiega Zaia – i nostri ispettori dello Spisal saranno al lavoro 24 ore su 24, per verificare che vi siano distanza di sicurezza, se servono le mascherine e la presenza di gel disinfettante. Il nostro piano prevede un centinaio circa di controlli al giorno. La nostra idea è chiara: o i lavoratori possono lavorare in sicurezza, oppure le aziende debbono chiudere”.

Il “Piano SPISAL”

Il “Piano SPISAL”, è affidato al Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro. Un servizio del Dipartimento di Prevenzione che ha, come obiettivo principale, quello di controllare la sicurezza nell’ambito del lavoro. Da questa settimana lo SPISAL ha anche il compito di sviluppare, nel territorio, la campagna di prevenzione con controlli per il Coronavirus all’interno delle Aziende, sia pubbliche che private.
Il “Piano SPISAL” viene attivato su quattro cardini: promozione, informazione, assistenza, vigilanza. In questa prima fase lo SPISAL ha principalmente il compito di sensibilizzare e informare le Aziende rivolgendosi in primis a due tipi di realtà:

  1. Aziende con molti dipendenti.
  2. Aziende da cui giungono segnalazioni, soprattutto da parte dei lavoratori medesimi.

Il “Piano SPISAL” prevede la verifica delle corrette azioni per dare informazioni ai lavoratori sulle misure preventive generali. Ad esempio sull’igiene delle mani. Nonché igiene respiratoria e distanziamento sociale. Oltre alla presenza di opuscoli e segnaletica opportuna.

Inoltre, nel corso dei controlli, prevede di condividere con le Aziende le migliori misure organizzative come la regolamentazione dell’accesso agli spazi comuni. Ancora, la sanificazione degli spogliatoi. Oltreché la pianificazione di orari di ingresso e uscita scaglionati. Nonché la sospensione di viaggi di lavoro.

Il Piano promuove ogni azione volta ad incrementare le attività di pulizia e sanificazione e a mettere a disposizione idonee soluzioni disinfettanti. Infine anche a definire le modalità più idonee di accesso dei fornitori. Lo SPISAL ha cominciato ad effettuare i controlli da lunedì 16 marzo su precisa indicazione regionale.

Andamento dei controlli

Dunque proprio per questo motivo lo Spisal ha disposto in questi giorni una serie di controlli a tappeto all’interno delle aziende ancora aperte. Nei primi due giorni di questa settimana i tecnici Spisal hanno controllato quasi 100 aziende.

I controlli andranno avanti in modo da verificare che tutti i lavoratori si trovino nelle condizioni di non contrarre il virus mentre sono al lavoro. Finora nella grande maggioranza dei casi sono state riscontrate situazioni ottimali. Distanze anti-contagio, protezioni e sanificazioni sono state tutte messe in pratica secondo i primi rapporti dei tecnici Spisal.

Attenzione particolare è rivolta al settore alimentare, impegnato più che mai nella produzione in questi giorni di emergenza.

Nel 90 per cento dei casi è stato constatata una perfetta adesione alle disposizioni, mentre negli altri casi si è provveduto a informare meglio o prescritto su comportamenti diversi. In questi ultimi casi si effettuerà un secondo sopralluogo a breve.

Conclusioni

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