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Covid manager e manuale per la riapertura

Si delinea la figura del “Covid manager”, di cosa si tratta? Non c’è dubbio che una delle Regioni che in questi mesi di emergenza Covid-19 ha prodotto più documenti. Tenendoli anche costantemente aggiornati. Sulla salute dei lavoratori negli ambienti di lavoro non sanitari, è la Regione Veneto.

E in relazione alla nuova Fase 2. Relativa alle riaperture di molte attività. La Regione Veneto ha realizzato, a partire dalle precedenti “Indicazioni operative” un vero e proprio manuale. Questo è destinato a tutti i soggetti con ruoli e responsabilità in tema di tutela della salute nei luoghi di lavoro.

Il documento è stato presentato dall’assessore alla sanità, Manuela Lanzarin, nel corso del consueto punto sulla situazione del Covid-19 in Veneto. Il nuovo manuale per la riapertura fornisce indicazioni operative utili.

Cerca di supportare tutte le attività produttive a garantire misure per tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori. Ciò sia per aziende che non hanno mai sospeso l’attività. Sia in aziende che si apprestano a ripartire al termine del lockdown, secondo le disposizioni dei provvedimenti governativi, per consentire loro una ripresa delle attività in sicurezza.

Si indica poi che nel manuale, le previsioni del protocollo nazionale approvato con le parti sociali dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020 sono state ulteriormente approfondite per fornire indirizzi applicativi pratici.

L’attuazione delle misure indicate. Ritenute appropriate per garantire un adeguato livello di protezione dei lavoratori. Comporta l’adempimento da parte delle imprese degli obblighi per la riapertura o per la prosecuzione delle rispettive attività.

Come scegliere il COVID manager

Riprendiamo, innanzitutto quanto indicato sulla figura del COVID Manager.

Si sottolinea che anche per l’attuazione delle misure di prevenzione dal contagio SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro rimangono confermati ruoli e responsabilità previsti dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Tuttavia per ogni azienda potrà essere scelto dal datore di lavoro un referente unico.

Il COVID Manager con funzioni di gestione per l’attuazione delle misure di prevenzione e controllo e con funzioni di punto di contatto per le strutture del Sistema Sanitario Regionale.

Tale referente deve essere scelto tra i soggetti componenti la rete aziendale della prevenzione ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, probabilmente nella figura del Datore di Lavoro stesso. Ciò soprattutto per le micro e piccole aziende. Ovvero o del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).

Oppure comunque tra i soggetti aventi poteri di gestione e direzionali. Rimane confermata in capo a dirigenti e preposti di ciascuna azienda, in sinergia con il comitato previsto dal protocollo nazionale contenente le misure di prevenzione. Ciò sulla base dei compiti e delle attribuzioni di ciascuno come ripartiti dal datore di lavoro.

Si precisa poi che per i settori dotati di Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriali (RLST), quali l’artigianato, la verifica della attuazione avverrà in base alle procedure previste dai rispettivi comitati paritetici di riferimento.

La definizione di un piano di intervento

Il manuale indica che per la programmazione, l’attuazione e la verifica periodica delle azioni necessarie per la riapertura delle attività produttive. Anche al fine di adattare le misure di prevenzione al contesto specifico e alle esigenze delle singole realtà. Ovvero di integrare tali misure con soluzioni di pari efficacia o più incisive.

Si ritiene opportuno formalizzare un piano di intervento. Predisposto dal Datore di Lavoro con il supporto del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Nonché del Medico Competente.

Sentiti i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS/RLST). Se eletti/nominati, adottando un approccio graduale nella attuazione delle misure di prevenzione. Basato sia sul profilo del lavoratore (o soggetto a questi equiparato), sia sul contesto di esposizione.

Oltre alla figura del covid manager questo piano di intervento può coincidere con le procedure. Ovvero istruzioni operative già adottate. Così come può costituire un addendum connesso al contesto emergenziale del documento di valutazione dei rischi redatto ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

I dettagli del piano

All’interno del piano dovranno essere indicate le attività. Nonché i lavoratori che riprenderanno primariamente.

Ciò in un’ottica di riapertura graduale, in base alle valutazioni del Datore di Lavoro. Supportato dai soggetti della rete aziendale della prevenzione sopra indicati.

Tenendo presenti le priorità aziendali e il rispetto della sicurezza dei lavoratori secondo le indicazioni del presente manuale.

Per le attività produttive che sono rimaste operative durante la fase di lockdown, conformemente alle previsioni dei provvedimenti governativi, le procedure/istruzioni operative già in essere dovranno essere aggiornate secondo le previsioni presenti nel manuale.

Una nota integrativa del manuale è rivolta alle imprese a conduzione familiare. Si indica che in funzione della specificità di tali aziende la figura del Covid Manager e la stesura di un piano di intervento da allegare al documento di valutazione dei rischi non si ritengono obbligatorie. Può comunque essere utile redigere un sintetico documento operativo per l’attuazione delle misure di prevenzione associate alla diffusione del coronavirus SARS-CoV-2.

Si conferma inoltre come il ricorso allo smart working possa essere considerato un utile strumento ai fini della riduzione del contagio.

La rilevazione della temperatura e il distanziamento tra le persone

Riguardo alla attuazione delle indicazioni operative ci soffermiamo, in particolare, sulla rilevazione della temperatura corporea e sul distanziamento tra le persone.

Si indica che la rilevazione della temperatura corporea costituisce una delle misure più efficaci per evitare l’accesso di soggetti sintomatici e prevenire possibili contatti a rischio.

Pertanto, prima dell’accesso al luogo di lavoro, il personale potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea.

Ricorrendo anzitutto a strumenti di misurazione a distanza. Con modalità dettagliate e stabilite in ogni singola azienda. Anche in merito all’utilizzo di idonei dispositivi di protezione per l’addetto alla rilevazione.

E in caso di temperatura >37.5 °C non potrà essere consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tali condizioni saranno isolate e fornite di mascherina, non dovranno recarsi al Pronto Soccorso né nelle infermerie di sede, e dovranno essere indirizzate al proprio Medico di Medicina Generale.

Si segnala poi che l’ingresso in azienda di lavoratori già risultati positivi all’infezione da SARS-CoV-2 dovrà essere preceduto da una preventiva segnalazione. Questa avrà ad oggetto il documento medico da cui risulti la negatività del tampone. Rilasciato dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza.

Altre indicazioni oltre la figura del Covid Manager

Riportiamo poi qualche indicazione sul distanziamento tra le persone.

Si ricorda che la principale misura per il contenimento del contagio dal virus SARS-CoV-2 è il mantenimento della distanza di almeno 1 metro nelle postazioni di lavoro. In ciò garantendo comunque, in assenza di separazioni fisiche o con materiali, una superficie di 4 m2/persona.

E per dare attuazione a tale misura il Datore di Lavoro riorganizza gli spazi di lavoro. Tenendo presente la natura dei processi produttivi. Inoltre regolamenta l’accesso a spazi comuni. Ovvero spogliatoi e servizi igienici.

Nonché spazi destinati alla ristorazione (es. mense), allo svago o simili (es. aree relax, sala caffè, aree fumatori).

Limitando il numero di presenze. Il tempo di permanenza massima. Oltreché dando in ogni caso disposizioni di rispettare il “criterio di distanza droplet (almeno 1 metro di separazione).

Per il settore dell’edilizia si indica che nelle attività che di norma implicano la presenza al tempo stesso di lavoratori di più imprese. Ad esempio nel caso dei cantieri edili.

Devono essere previste modalità di distanziamento operativo. Tra queste l’alternanza delle imprese nello stesso spazio lavorativo da pianificare a cura del CSE.

Conclusioni

Riteniamo che le indicazioni contenute nel documento siano estremamente utili. Concludiamo invitandovi alla lettura del documento. Per farlo basta cliccare sul pulsante di seguito.