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Credito d’imposta e sanificazione. Ultimi chiarimenti.

In vista della riapertura di uffici e aziende, vediamo come funziona il bonus del 50%, riconosciuto nella forma di credito d’imposta e per tutto il 2020. Infine rispondiamo alla domanda che ci siamo fatti su chi deve effettuare l’attività di sanificazione.

Bonus sanificazione, come funziona il credito d’imposta?

Visto l’avvio della Fase 2 è bene soffermarsi su come funziona il credito d’imposta introdotto per le spese di “pulizia straordinaria” e disinfezione di uffici ed aziende.

Tra le regole contenute nella guida INAIL. Alle misure di prevenzione e tutela della sicurezza sul lavoro contro il coronavirus. Vi rientra l’obbligo di sanificazione periodica e pulizia giornaliera della sede di lavoro.

L’obbligo di sanificazione periodica di uffici, negozi e fabbriche accompagnerà quindi i datori di lavoro nei prossimi mesi.

Un’attività che comporterà dei costi per le aziende. Per questi è stato il decreto Cura Italia che introduce un bonus del 50%, riconosciuto nella forma di credito d’imposta.

Per avere una visione completa su come funziona e su quali sono le regole per fare richiesta bisognerà attendere il decreto del MISE e del MEF. Vediamo intanto tutte le indicazioni disponibili ad oggi sul bonus sanificazione.

Bonus sanificazione, come funziona il credito d’imposta del 50%

Il bonus per la sanificazione degli ambienti di lavoro è stato introdotto dall’articolo 64 del decreto Cura Italia. In seguito, il DL Liquidità l’ha esteso anche alle spese relative all’acquisto di mascherine e gel disinfettanti.

Si tratta di misure introdotte in favore dei datori di lavoro. Questi per il ritorno al lavoro. Nonché per la ripresa delle attività produttive previste con la Fase 2. Dovranno mettere in conto una serie di spese per rispettare le norme di sicurezza. Garantendo così la tutela dei lavoratori in sede.

Il credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro è rivolto agli esercenti attività d’impresa, arte e professione.

I titolari di partita IVA avranno diritto ad un rimborso del 50% della spesa sostenuta, entro il limite massimo di 20.000 euro per beneficiario.

Credito d’imposta per sanificazione, serve un decreto attuativo

Il Decreto Cura Italia contien le regole relative al credito d’imposta per la sanificazione ambientale. E’ stato approvato il 17 marzo 2020 ed entro il termine di 30 giorni dall’entrata in vigore era atteso il decreto attuativo per il bonus del 50%. La data ultima per l’emanazione era quindi il 16 aprile.

Ad oggi tuttavia il decreto ancora non c’è, e restano molti i dubbi su come funzionerà il nuovo credito d’imposta.

Il decreto dovrà stabilire criteri e modalità di applicazione e fruizione del credito d’imposta, anche al fine di assicurare il rispetto del limite di spesa previsto. Le risorse stanziate ammontano a 50 milioni di euro per il 2020.

Per poter richiedere il bonus per le spese di sanificazione bisognerà quindi attendere il vado del decreto attuativo. A differenza del bonus affitti, il credito d’imposta non sarà veloce ma sarà necessario presentare appositi documenti per dimostrare le spese sostenute.

Restiamo in attesa di regole più precise per ulteriori dettagli.

Chi può fare la sanificazione?

Veniamo ora alla domanda posta. Possiamo rispondere che in merito al Covid-19 ed alle relative procedure per la disinfezione il discorso è da inquadrare nel modo seguente. Per la pulizia non è necessario rivolgersi a ditte/imprese che abbiano specifici requisiti tecnico – professionali. Mentre invece per le attività di sanificazione è necessario rivolgersi a ditte/imprese che abbiano specifici requisiti tecnico – professionali.

In particolare con la Circolare del Ministero della Salute 5443 del 22 febbraio scorso si forniscono integrazioni. Queste aggiornano e sostituiscono le precedenti note Circolari n. 1997 del 22 gennaio e n. 2302 del 27 gennaio.

Per le ditte di disinfezione che operano nella pulizia di ambienti non sanitari vogliamo porre l’accento su quanto prescritto dalla circolare per la disinfezione. In stanze, uffici pubblici, mezzi di trasporto, scuole e altri ambienti non sanitari dove abbiano soggiornato cosi confermati di Covid-19 prima di essere stati ospedalizzati.

A causa della possibile sopravvivenza del virus nell’ambiente per diverso tempo, i luoghi e le aree potenzialmente contaminati prima di essere nuovamente utilizzati. E’ necessario procedere in tal senso, anche per questo è stato previsto il credito d’imposta.

Per la decontaminazione si raccomanda l’uso di ipoclorito di sodio 0,1 % dopo pulizia. Per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, utilizzare etanolo al 70% dopo pulizia con un detergente neutro.

Durante le operazioni di pulizia con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti. Tutte le operazioni di pulizia devono essere condotte da personale che indossa DPI. Facciale filtrante FFP2 o FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe, e seguire le misure indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI (svestizione).

Dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto. Vanno pulite con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente, quali superfici di muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici e sanitari.

La biancheria da letto, le tende e altri materiali di tessuto devono essere sottoposti a un ciclo di lavaggio adeguato.