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Il decreto del presidente Conte per la fase due

Firmato il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che dà il via libera alla cosiddetta fase due. Non un liberi tutti. Bensì un allentamento del regime restrittivo. Si tratta di una ripartenza per un’ampia porzione delle attività produttive.

Sarà fondamentale continuare a mettere in pratica il distanziamento sociale. Nonché mantenere tutte le abitudini utili al contenimento della diffusione del virus. Nel frattempo. Il governo monitorerà l’andamento dell’epidemia, riservandosi la facoltà di misure più restrittive nel caso la curva tornasse a salire.

Cosa prevede il nuovo decreto?

Dal 4 maggio 2020 riapriranno la manifattura, le costruzioni e il commercio all’ingrosso funzionale. Ma anche il tessile e la moda. Nonché l’automotive e il vetro. Ancora, l’industria estrattiva e la fabbricazione di mobili,. Queste già da oggi, lunedì 27 aprile, potranno riaprire per le “attività propedeutiche”.

E subito potranno riprendere i cantieri pubblici e le attività per l’export. È di dieci articoli il nuovo Dpcm firmato ieri sera dal premier Giuseppe Conte.

E’ il primo decreto della “fase 2”, che inaugura le riaperture progressive e graduali dopo il lockdown da pandemia di Covid-19 cominciato l’11 marzo. Per le attività produttive, si tratta di una boccata d’ossigeno consistente.

Ripartono tessile, auto, vetro, mobili

Le imprese che riapriranno i battenti il 4 maggio sono autorizzate a svolgere tutte le attività propedeutiche alla riapertura a partire da lunedì 27 aprile. All’allegato 3 del decreto c’è il nuovo elenco dei codici Ateco. Comprende tra gli altri il tessile e la moda. Nonché la fabbricazione di auto, il comparto del vetro e la fabbricazione di mobili.

Ma le attività per cui i prefetti possono autorizzare l’apertura non saranno più limitate ai soli settori coperti dalla disciplina del golden power.

Potranno infatti riguardare tutte quelle attività produttive orientate in modo prevalente alle esportazioni. Nonché a quelle attività nel settore delle costruzioni cruciali per l’economia nazionale. Come i cantieri anti-dissesto idrogeologico. Ovvero per l’edilizia residenziale pubblica, scolastica e penitenziaria.

Tutto nel rispetto dei protocolli di sicurezza già siglati, da ultimo quelli sui luoghi di lavoro e sui cantieri del 24 aprile.

Il decreto consente le visite ai parenti

Per quanto riguarda la mobilità delle persone. Si potrà tornare a muoversi da un comune all’altro entro la stessa regione. Ciò salvo che per comprovate motivazioni di “necessità e urgenza”, per motivi di lavoro o salute.

Vengono annoverati tra quelli necessari e urgenti anche gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento. Ancora, vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie.

Tra una regione e l’altra, invece, ci si potrà spostare solo per lavoro, ragioni di salute e altre necessità e urgenze. Ma ritorna il disco verde al rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. È invece esplicitato l’obbligo di rimanere a casa per chiunque abbia sintomi da infezione respiratoria e febbre più alta di 37,5 °.

Mascherine per tutti, anche autoprodotte

Su tutto il territorio nazionale il decreto dispone l’obbligo di indossare mascherine nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto passeggeri. Esentati soltanto i bambini sotto i sei anni e i disabili che non riescono a portarle. Si possono usare anche mascherine “di comunità, ovvero monouso o lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrati idonei a fornire una barriera adeguata”.

Riapriranno parchi e ville

Dal 4 maggio riapriranno parchi e ville. Tuttavia l’accesso a tale luogo pubblico sarà condizionato al rispetto del divieto assoluto di assembramenti e della distanza interpersonale di almeno un metro. Le zone attrezzate per il gioco dei bambini “sono chiuse ove non sia possibile consentire l’accesso contingentato”.

Attività sportiva a distanza di 2 metri

Sport e attività motoria saranno consentiti non solo più nei pressi della propria abitazione. Però sempre a livello individuale o con un minore o non autosufficiente. E occorrerà rispettare la distanza di due metri per l’attività sportiva e di un metro per le altre.

Il decreto dà il via libera ad allenamenti individuali

Potranno riprendere a porte chiuse e senza assembramenti gli allenamenti degli atleti. Sia professionisti che non. Per ogni disciplina sportiva individuale.

Saranno emanate per questo specifiche linee guida. Previa validazione del Comitato tecnico-scientifico, dall’Ufficio sport della presidenza del Consiglio.

Per musei e biblioteche riapertura il 18 maggio

Restano chiusi impianti sciistici, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi e scommesse, discoteche e locali, scuole. Per musei e biblioteche, secondo la tabella di marcia indicata dal premier, la data per la riapertura è il 18 maggio.

Il decreto dice no alle messe, ma tornano i funerali

Riapriranno invece le chiese e gli altri luoghi di culto. Ciò a patto che si organizzino per evitare assembramenti e per garantire la distanza di un metro tra le persone.

Le cerimonie civili e religiose restano però sospese. Saranno invece consentiti i funerali con l’esclusiva partecipazione di parenti di primo e secondo grado. Comunque, fino a un massimo di 15 persone, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando mascherine protettive.

Smart working, ferie e congedi

I datori di lavoro privati possono continuare ad applicare il lavoro agile a ogni rapporto subordinato, anche in assenza di accordi individuali. Si raccomanda ancora, anche nel pubblico, di promuovere la fruizione di periodi di congedo ordinario e ferie. Per le attività professionali si raccomanda sempre il ricorso allo smart working ove possibile e l’assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio. Nonché “l’adozione di strumenti di protezione individuale” laddove non si possa rispettare la distanza di un metro.

Rsa, sui visitatori decideranno le direzioni sanitarie

Se permane il divieto agli accompagnatori dei pazienti di sostare nelle sale di attesa del pronto soccorso, per l’accesso dei visitatori in Rsa e strutture per anziani saranno le direzioni sanitarie a decidere.

Nelle carceri in casi eccezionali il decreto prevede che potranno essere autorizzati i colloqui di persona. Ciò a condizione che si riesca a garantire la distanza di due metri.

Commercio al dettaglio ancora sospeso

Le attività commerciali al dettaglio diverse da quelle già autorizzate (che sono generi alimentari, igiene della persona, edicole, farmacie e parafarmacie, tabaccai, librerie, negozi di vestiti per bambini e neonati) restano sospese (fino al 18 maggio, ha anticipato il premier), così come i mercati. Ovunque va rispettata la distanza di un metro.

Ristoranti chiusi, ma via libera all’asporto in base al decreto

Non riapriranno il 4 maggio i parrucchieri e i barbieri. Nonché estetiste, così come bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie. Secondo quanto riferito da Conte queste attività dovranno attendere il 1° giugno. Resta però consentita la ristorazione con consegna a domicilio.

Diventa inoltre possibile quella con asporto. Con l’obbligo però di rimanere a distanza di un metro. Nonché di non consumare i prodotti nei locali e di non sostare nelle immediate vicinanze degli esercizi.

Isolamento di 14 giorni per chi entra in Italia

Un articolo del decreto, il quarto, è dedicato a chi intende arrivare in Italia. Dovrà consegnare al vettore dell’imbarco una dichiarazione contenente i motivi del viaggio. Nonché l’indirizzo della dimora dove dovrà osservare, anche se asintomatico, un periodo di 14 giorni di isolamento fiduciario.

Dovrà inoltre comunicare immediatamente la sua presenza al Dipartimento di prevenzione della Asl. Vale anche per chi sbarca da navi da crociera.

Trasporto pubblico locale

In materia di trasporto pubblico locale, uno dei nodi più delicati, il decreto attribuisce al presidente della Regione il compito di programmare il servizio per assicurare i servizi minimi essenziali. Chiarisce che l’erogazione va modulata in modo da evitare il sovraffollamento dei mezzi per trasferirsi o spostarsi nelle ore di punta.

Le aziende sono tenute ad adottare interventi straordinari di sanificazione dei mezzi, ripetuti a cadenza ravvicinata. Per il trasporto di linea si rimanda a un decreto della ministra delle Infrastrutture. Questo potrà integrare o modificare le linee guida e il protocollo sottoscritto il 20 marzo scorso.

Le linee guida del Mit

Ma i Comuni nella cabina di regia del 26 aprile hanno sollecitato regole certe. L’allegato 9 al decreto specifica le linee guida per contenere la diffusione del Covid-19 nel trasporto pubblico.

Circolari specifiche del ministero della Salute e dell’Iss indicheranno le modalità per la sanificazione dei mezzi. Dispenser contenenti gel disinfettanti vanno installate nelle stazioni, negli aeroporti e sui mezzi. Va incentivata la vendita di biglietti telematici.

Vanno limitate tutte le occasioni di contatto tra i passeggeri, garantendo la distanza di un metro.

Il decreto prevede marker sui posti che non si potranno usare

A parte ribadire l’obbligo di mascherine, per ogni tipologia di trasporto un allegato tecnico individua misure specifiche.

Per il Tpl stradale, lacuale e ferrovie concesse la disinfezione dei mezzi va effettuata almeno una volta al giorno e la frequenza dei mezzi sarà aumentata nelle ore di punta. La salita e la discesa devono avvenire attraverso flussi separati.

Su bus, tram e metro sarà fissato un numero massimo di passeggeri per consentire la distanza di un metro. Inoltre saranno contrassegnati con appositi marker i posti a sedere per segnalare quelli che non possono essere usati.

Conclusioni

A breve ci sara anche la diffusione del decreto 26 aprile 2020 in Gazzetta Ufficiale ed allora potremo fare analisi più dettagliate.

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