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La defibrillazione precoce nei luoghi di lavoro

Compressioni toraciche e defibrillazione precoce sono i maggiori determinanti nel favorire la sopravvivenza da arresto cardiaco in sede extra – ospedaliera. Infatti le linee guida delle maggiori società scientifiche di riferimento raccomandano la diffusione sul territorio dei DAE e la formazione dei cittadini al BLSD (Basic Life Support – Defibrillation) già a partire dalla scuola.

A soffermarsi sulla defibrillazione precoce e sull’uso dei DAE è la pubblicazione “Il primo soccorso nei luoghi di lavoro” elaborata dall’Inail.

Il documento non solo si sofferma sulla sequenza di BLSD nell’adulto. Sulla sequenza delle manovre da compiere per intervenire in caso di arresto cardiaco. Con riferimento a quanto riportato nelle linee guida International Liason Committee on Resuscitation (ILCOR).

Nonché European Resuscitation Council (ERC) 2015). Bensì riporta anche utili informazioni sui DAE e sulla defibrillazione precoce in ambito lavorativo.

Conoscere i DAE

Il documento indica che collocare DAE. Nonché diffondere le manovre di BLSD nei luoghi di lavoro. Può contribuire alla promozione della cultura dell’emergenza presso la popolazione generale.

Oltreché favorire la sopravvivenza dei lavoratori come in un qualsiasi caso di un “paziente” in arresto cardiaco con fibrillazione ventricolare. Soprattutto nei luoghi di lavoro a più alto rischio o isolati. Ogni minuto che passa in queste situazioni è importante.

Anche chiamare il 118 in queste situazioni potrebbe non bastare! In queste situazioni praticare un massaggio cardiaco agendo da defibrillatore manuale potrebbe non bastare. Ma cos’è un DAE?

Il defibrillatore semiautomatico esterno è uno strumento portatile in grado di analizzare il ritmo cardiaco ed erogare una scarica elettrica al cuore per ripristinare il ritmo.

Può essere usato anche da personale non sanitario perché riconosce senza errore i casi in cui c’è una anomalia cardiaca improvvisa e la scarica è necessaria e non interviene invece se la terapia elettrica non è indicata con assoluta certezza.

Pertanto non spetta al soccorritore fare la diagnosi, ma egli deve solo seguire le indicazioni dettate dalla macchina. L’unica accortezza da avere è quella di non toccare il paziente durante l’analisi e la scarica e di fare sicurezza intorno.

Il documento indica che i DAE presentano generalmente le seguenti specifiche:

  • un tasto verde per l’accensione. In alcuni modelli l’accensione è attivata dall’apertura dell’involucro dell’apparecchio;
  • un tasto rosso per l’erogazione della scarica elettrica;
  • un altoparlante che scandisce le istruzioni per l’uso;
  • un connettore per il collegamento degli elettrodi;
  • una confezione di elettrodi adesivi monouso da applicare sul torace delle vittime”.

Si segnala poi che il DAE in tante situazioni salva la vita e funziona con batterie di lunga durata, non necessita di manutenzione particolare salvo il fatto di posizionarlo in un ambiente asciutto e il controllo della scadenza della batteria e degli elettrodi.

Nel documento Inail, che vi invitiamo a visionare integralmente e che riporta le indicazioni sulla defibrillazione precoce con DAE all’interno dell’intera sequenza BLSD nell’adulto, ci si sofferma anche sulle modalità di valutazione delle indicazioni del DAE.

Riportiamo dal documento un’immagine di esempio di un DAE:

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La defibrillazione e la normativa nazionale

A livello normativo nel nostro Paese l’utilizzo dei DAE, anche da parte di personale non sanitario, “è consentito dalla Legge 3 aprile 2001, n. 120 ‘Utilizzo dei DAE in ambiente extra ospedaliero’.

Inoltre il D.M. salute del 18 marzo 2011 raccomanda, sulla base dell’afflusso di utenti. Nonché dei dati di specifici progetti. L’opportunità di dotare di DAE le aree con particolare afflusso di pubblico e quelle con particolari specificità. Ad esempio per i luoghi isolati e zone disagiate, anche con bassa densità di popolazione come:

  • luoghi in cui si pratica attività ludica o sportiva (auditorium, cinema, stadi, centri sportivi, parchi di divertimento);
  • luoghi pubblici (scuole, università, uffici);
  • ambienti ad alto afflusso di persone (aeroporti, stazioni ferroviarie, centri commerciali, alberghi, ristoranti, ipermercati);
  • luoghi ad alto rischio, come le strutture industriali, oppure zone isolate dove è più difficile far arrivare i soccorsi, come impianti di perforazione, cantieri di costruzione, piattaforme marine ecc.

E più recentemente. Continua il documento Inail. Il decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 ‘Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute’.

Attuato attraverso il d.m. salute 24/04/2013. Nonché il d.m. salute 26/06/2017. Ha previsto l’obbligo della presenza di DAE in tutti gli impianti sportivi ove si effettui attività sportiva a livello professionale o meno. 

In particolare, come ricordato nel documento, il DAE “dovrebbe essere posizionato in maniera tale da garantire l’intervento entro 5 minuti”. E “per garantire un accesso rapido è necessario che sia chiara a tutti, sia ai lavoratori che ai visitatori, la presenza di un defibrillatore. Esistono a tal fine una segnaletica e delle teche che è consigliabile utilizzare per rendere visibile e contenere il DAE”.

La defibrillazione

Riguardo, invece, alle attività formative. E’ previsto che le Regioni. Anche avvalendosi del sistema dell’emergenza territoriale. Provvedano a disciplinare l’erogazione dei corsi di formazione.

Nonché di addestramento per i soccorritori non medici. La definizione dei programmi di formazione, l’aggiornamento, la verifica e le modalità di attestazione.

Una circolare del Ministero della salute del 16/05/2014 ha “rilasciato indirizzi in merito ai corsi e al rilascio dell’attestato per esecutori, indicando in particolare:

  • requisiti minimi per rilasciare un attestato di formazione da parte di soggetti abilitati;
  • requisiti minimi per gli istruttori di BLSD;
  • specifiche del corso di formazione BLSD per non sanitari;
  • rilascio e validità delle attestazioni all’utilizzo del DAE;
  • obblighi di segnalazione alle strutture competenti.

In relazione poi al mondo del lavoro, il percorso didattico specifico al BLSD può essere inserito all’interno dei corsi di formazione per addetti al primo soccorso, nei quali è previsto un modulo dedicato all’emergenza e alla rianimazione cardiopolmonare.

E chiaramente questi corsi di BLSD, anche grazie al modello didattico sviluppato dai vari organismi, “possono svolgere una funzione essenziale nella diffusione della cultura dell’emergenza nei luoghi di lavoro ed è quindi consigliabile coinvolgere il maggior numero di lavoratori interessati”.

Altre informazioni

Per formare poi il personale all’utilizzo del defibrillatore automatico esterno con rilascio di attestato “è necessario rivolgersi ad un ente formatore accreditato che provvederà a svolgere il corso, secondo quanto indicato dalla normativa e dai regolamenti regionali.

I corsi devono prevedere una parte pratica con l’impiego di un manichino e di un DAE simulatore, che permettano di riprodurre tutte le manovre di rianimazione cardiopolmonare di base e la defibrillazione.

La formazione deve avvenire in piccoli gruppi (rapporto 1:6) e con istruttori qualificati. Al termine del corso viene rilasciato l’attestato di esecutore, previa valutazione delle abilità pratiche conseguite mediante skill test”. 

In conclusione riprendiamo dal documento Inail un breve riepilogo del quadro normativo:

  • Decreto del Ministro della salute 26 giugno 2017, Linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di DAE e di eventuali altri dispositivi salvavita da parte delle associazioni e delle società sportive dilettanti;
  • Circolare del Ministro della salute 16 maggio 2014, Indirizzi in merito ai corsi di formazione finalizzati al rilascio di un attestato per l’impiego del DAE a personale non sanitario;
  • Decreto del Ministero della Salute del 24 aprile 2013, Disciplina della attestazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e Linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di DAE e di eventuali altri dispositivi salvavita;
  • Decreto 18 marzo 2011, valutazione dei criteri e delle modalità di diffusione dei DAE di cui all’art. 2, comma 46, della legge n. 191/2009;
  • Legge 3 aprile 2001, n.120, Utilizzo dei DAE in ambiente extra ospedaliero.