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Detenuti e penitenziari, aggiornate le linee Covid-19

Qual’è la sicurezza anti contagio per i detenuti dei penitenziari italiani ed il relativo personale? Come gestire le varie attività? Dalla mensa alle visite e quant’altro.

Per fornire i necessari chiarimenti sono state pubblicate lo scorso 6 agosto le linee di indirizzo per gli istituti penitenziari. Vediamo insieme le indicazioni.


Le linee di indirizzo per detenuti e operatori degli istituti penitenziari


Premesso che negli Istituti Penitenziari italiani al 31/12/2019 erano presenti 60.769 detenuti, molti dei quali con patologie croniche, alcuni anche in precarie condizioni di salute.

Nonché che le strutture penitenziarie soffrono di un indice di sovra affollamento di oltre il 20% della capienza regolare. Con ambienti spesso in condizioni strutturali e igieniche precarie.

Si evidenzia la necessità che i Sistemi Sanitari Regionali gestiscano l’emergenza Covid-19 secondo quanto indicato dal Ministero della Salute. Nonché dalle strategie e/o procedure attuate dalle stesse Regioni, con gli stessi standard che vengono garantiti ai cittadini in libertà.

Anche nel contesto “carcere” le indicazioni devono tener conto che il virus SARS-CoV-2 è ancora circolante e può determinare lo sviluppo di “focolai” all’interno delle strutture detentive. Tra detenuti ed operatori.

Infatti anche i soggetti non sintomatici possono diffondere il virus. Gli interventi sanitari per la gestione del Covid-19. Tra cui anche le attività di screening con l’esecuzione di tamponi, ricerca di anticorpi, ecc.

Vengono realizzati sulla base delle evidenze scientifiche e in relazione agli indirizzi. Nonché alle strategie proprie di ogni singola Regione.

Ciò nel rispetto dei principi di equità, efficacia, efficienza e sicurezza clinica. Tenendo conto che le regole di prevenzione nel contesto “carcere” devono seguire le norme di prevenzione previste per i contesti di “comunità”.

L’impegno comune

E’ infatti interesse di tutta la collettività garantire che nelle carceri italiane siano rispettate le misure anti contagio. In primis per addetti ed operatori di polizia penitenziaria.

L’obiettivo è quello di gestire in sicurezza le presenze in carcere anche di terze parti e tutelare il sistema penitenziario. Anche in questo modo è possibile garantire una migliore esperienza per quanto possibile.

Può essere in talune circostanze anche valutato l’ istituto di pena e, laddove possibile, valutare l’adozione di una misura alternativa con l’obiettivo di ridurre l’affollamento.

Le linee di indirizzo a tutela dei detenuti e operatori

Allo stato attuale, tenuto conto delle indicazioni del Ministero della giustizia, di quello della Salute e delle Regioni. Le azioni principali del SSN per la prevenzione/gestione dell’emergenza COVID-19 negli Istituti Penitenziari, sono principalmente le seguenti:

  1. Attuare per i detenuti nuovi giunti un adeguato triage. Nonché una valutazione clinica e anamnestica. L’obiettivo è valutare l’eventuale presenza di sintomi compatibili con l’infezione da COVID-19. Ovvero eventuali esposizioni recenti al contagio;
  2. Adottare per tutti i detenuti nuovi giunti (dalla libertà o da altro istituto). Anche se non sintomatici. La misura della quarantena di 14 giorni.
    Nonché le altre misure sanitarie ritenute necessarie. Tale procedura va applicata anche ai detenuti che rientrano in Istituto dopo pernottamento all’esterno (permessi, ricoveri, ecc..). La misura della quarantena, anche per i casi non sintomatici, è l’unica procedura sanitaria che garantisce il minimo rischio clinico;
  3. Adottare per i detenuti che fruiscono di art. 21 ex L.354/75 con lavoro all’esterno. Nonché per i detenuti “permissandi” procedure di gestione del rischio che prevedano la prescrizione di una allocazione nettamente separata dal resto della popolazione detenuta.
    Ad esempio con il ricorso delle cosiddette sezioni ponte. Riducendo ai soli casi sospetti, per sintomi o contatto stretto con casi positivi, il ricorso alla quarantena;
  4. Predisporre l’isolamento sanitario per i casi di detenuti positivi o sospetti positivi in idonei spazi. Ciò con il supporto della direzione penitenziaria.
    Secondo le indicazioni del Ministero della Salute e delle Regioni. Nonché ponendo la massima attenzione affinché gli stessi non entrino in contatto con il resto della popolazione detenuta. Neppure durante lo svolgimento delle prestazioni sanitarie;
  5. Assicurare il ricovero ospedaliero dei detenuti con infezione da Covid-19, quando appropriato dal punto di vista clinico.

Il necessario supporto degli enti coinvolti

Per garantire l’attuazione e l’efficacia delle azioni di prevenzione della diffusione del contagio. Negli Istituti Penitenziari occorre un fattivo e sinergico dialogo fra direzione penitenziaria e Aziende Sanitarie Locali. Si auspica che questa si possa realizzare anche attraverso diverse azioni tra cui quelle seguenti:

  1. Sensibilizzare le persone che a vario titolo entrano in carcere sull’obbligo di accedervi soltanto se in buona salute. Cioè in assenza di febbre superiore 37.5°C.
    Ovvero con presenza di sintomi respiratori. Nonché garantire l’adozione di attività di pre-triage per gli stessi.
    Utilizzando l’eventuale supporto di Enti ausiliari e/o volontari (es. Croce Rossa Italiana). Ovvero tramite dispositivi elettronici (thermal gate);
  2. Indicare luoghi idonei all’isolamento sanitario all’interno degli istituti. Adeguarne costantemente la disponibilità di posti, in base all’andamento locale del contagio. Garantirne inoltre chiaramente la regolare sanificazione;
  3. Assicurare che i locali adibiti ai colloqui, alle attività trattamentali e lavorative all’interno degli Istituti Penitenziari siano idonei allo scopo. Ciò al fine di permettere il distanziamento fisico. Nonché l’applicazione delle misure di prevenzione e di igiene. Le aree suddette devono essere opportunamente arieggiate e sanificate;
  4. Garantire che l’accesso di visitatori dei detenuti. Oltreché volontari e fornitori. Avvenga nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e di igiene personale.
    Nonché utilizzando correttamente i DPI. Tenere traccia dei contatti, in base alle indicazioni ministeriali e regionali in riferimento alle diverse fasi dell’epidemia.

Cliccando sul pulsante di seguito puoi scaricare le linee guida: