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Distanza interpersonale di sicurezza … che caos!

Analizziamo adesso il tema della distanza interpersonale di sicurezza da tenere sul lavoro. In particolare valutiamo questo aspetto alla luce dell’ultima ordinanza regionale.

Dopo aver fatto il punto sulla nuova ordinanza della Regione Veneto riguardo la misura della temperatura corporea. Nonché riguardo all’uso di guanti e mascherine.

Quali indicazioni in tema di distanza nei rapporti interpersonali?

Partiamo subito col rispondere a questa prima domanda. Cioè: “ci sono dei punti in cui la nuova ordinanza tratta il tema della distanza nei rapporti interpersonali?”. La risposta è: “si”. Bene! approfondiamo allora.

I punti della nuova ordinanza regionale in cui si affronta il tema della distanza di sicurezza sono diversi. Si parte dal punto d). Questo tratta in generale le uscite.

A parte chiarire che, di regola, devono riguardare una sola persona. Si precisa che deve essere rispettato in ogni caso il distanziamento sociale di due metri.

Dunque, quando si esce di casa, anche se si sta andando a fare attività motoria. Come indicato nel punto h) dell’ordinanza. E’ necessario il rispetto della distanza di almeno due metri nei rapporti interpersonali.

Proseguendo nella analisi dell’ordinanza. Anche nel punto k) destinato a tutti i punti di vendita e commercializzazione ammessi si prevede il distanziamento di almeno due metri.

Perché queste indicazioni?

Perché è importante la nuova disposizione dei due metri di distanza? Adesso lo vediamo.

Il governatore Luca Zaia. Lo scorso 13 aprile in diretta social per illustrare la nuova ordinanza. Ha mostrato un servizio mandato in onda su Rai 1.

Tale servizio spiega i risultati di uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Tokyo che evidenzia quanto insidioso sia il Covid-19.

Gli scienziati hanno utilizzato delle telecamere ad alta sensibilità e raggi laser per mostrare cosa succede quando un paziente con il coronavirus starnutisce. Con questo atto vengono emesse delle goccioline grosse con il virus, che cadono subito a terra, ma anche piccolissime che questa speciale videocamera inquadra. Sono grandi millesimi di millimetro.

Nel video (pubblicato anche sulla pagina Facebook di Zaia) si vede chiaramente come queste restano sospese a distanza nell’aria per almeno 20 minuti. Nelle normali conversazioni si generano ugualmente delle goccioline e, soprattutto quando si parla più forte, queste microparticelle vengono emesse maggiormente. E non se ne vanno. Non si conosce ancora la quantità necessaria di microparticelle per il contagio.

“Ecco perché – dice Zaia – è importante avere la mascherina, mantenere le distanze e areare i locali. Basta aprire la finestra e le goccioline col ricambio si disperdono. Per fortuna, non siamo più in inverno”.

Che distanza tenere

Bene ma … sul lavoro qual’è la corretta distanza da tenere? In base a quanto appena indicato. Volendo usare il “buon senso”. Siamo portati a soppesare due aspetti:

  • Da un lato c’è il fatto che questo studio appena citato fornisce delle indicazioni sicuramente utili. Cioè che una distanza di due metri offre un livello di sicurezza sicuramente maggiore rispetto al “metro” previsto dal protocollo dello scorso 14.03.2020.
  • Dall’altro lato non si comprende bene una cosa. Cioè per quale motivo sarebbero meritevoli di tale livello di sicurezza solo le persone che si recano al supermarket. Ovvero chi esce a fare attività motoria.

Volendo dettagliare meglio quanto indicato nel punto d) relativo alle uscite possiamo dunque trovare la quadratura del cerchio nel modo seguente. Riteniamo che il “buon senso” dovrebbe portare a considerare, in tutte le aziende, la distanza interpersonale di riferimento di sicurezza, pari a due metri.

Chiarito ciò tuttavia, dobbiamo anche essere realistici. Infatti la conoscenza pratica delle realtà aziendali ci porta a dire che, gioco forza, certe attività lavorative non possono essere svolte garantendo questa distanza!

Fortunatamente su questo punto viene in soccorso la lettera m) dell’ordinanza regionale. In questa lettera infatti viene richiesto il rispetto del protocollo di contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14.03.2020.

Ricordiamo che in tale protocollo la distanza di sicurezza prevista è quella di un metro. Inoltre il punto 6 del protocollo in questione regolamenta la situazione.

Prevede espressamente che qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro. Ed inoltre non siano possibili altre soluzioni organizzative. E’ comunque necessario l’uso delle mascherine. Nonché di altri dispositivi di protezione.

Per quanto appena indicato dunque è il protocollo stesso che prevede e tollera, alle condizioni indicate, il lavoro a distanza inferiore al metro.

Conclusioni

L’indicazione di “buon senso” che dunque ci pare più ragionevole trarre è la seguente: è utile in generale prevedere una distanza di sicurezza “standard” pari a 2 metri.

Laddove poi tale distanza non possa essere rispettata. Grazie all’uso di mascherine ed altri dispositivi di protezione. Nel rispetto di quanto previsto dal protocollo del 14.03.200. Si potrà procedere lavorando ad una distanza inferiore a questa tale da consentire comunque la prosecuzione delle lavorazioni offrendo, al contempo, un livello di rischio accettabile.