dpcm 16 gennaio

DPCM 16 gennaio e nuove regole Covid-19

Nuova stretta anti-Covid con il DPCM in vigore dal 16 gennaio scorso. Dopo il decreto legge di proroga dello stato di emergenza. L’Italia torna a cambiare colore. Facciamo insieme il punto della situazione.

Con il nuovo decreto del consiglio dei ministri e le recenti ordinanze dodici regioni entrano in zona arancione. Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Insieme con Lazio, Liguria, Marche e Piemonte. Per chiudere con l’ultima quartina composta da Puglia, Umbria, Valle D’Aosta e Veneto.

Lombardia, Sicilia e la provincia di Bolzano tornano invece in zona rossa. Cinque regioni e Trento restano in zona gialla. Resteranno così per almeno 15 giorni, secondo quanto stabilito dal ministero della Salute. Mentre le disposizioni del nuovo Dpcm 16 gennaio firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte resteranno in vigore fino al 5 marzo

Gli spostamenti con il DPCM 16 gennaio

Fino al 15 febbraio sono vietati gli spostamenti tra regioni. Non ci si potrà spostare quindi in un’ altra regione salvo che per motivi di lavoro o salute. Oppure per raggiungere le seconde case (questa la novità del Dpcm).

Nelle zone arancione chiuse piscine e palestre, limiti agli spostamenti al di fuori del proprio comune. Coprifuoco dalle 22 alle 5 e cibo da asporto fino alle 18. Nelle zone gialle invece nei giorni feriali riapriranno i musei con accessi contingentati. La Lombardia ha presentato ricorso al Tar, ma il ministro Speranza insiste: “nessuna polemica con le Regioni, i contagi scenderanno”.

Si può andare nelle seconde case

Con il DPCM del 16 gennaio c’è una novità sostanziale. Via libera agli spostamenti nelle seconde case anche fuori Regione qualunque sia la zona. Quindi anche nel caso di zona rossa o arancione. Palazzo Chigi ha chiarito infatti che il divieto a varcare i confini regionali non vale per le seconde case, di proprietà o in affitto.

Queste rientrano nella fattispecie secondo cui  “è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione” mentre nel Decreto Natale tale divieto era esplicitato.

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Le regole per la zona rossa nel DPCM del 16 gennaio

Nelle zone rosse – Bolzano, Lombardia e Sicilia – è vietato ogni spostamento anche all’interno dei comuni. Salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.

Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Si può andare una sola volta al giorno nel proprio comune, tra le 5 e le 22, a casa di amici e parenti massimo in due. Non si contano minori di 14 anni e persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Per i comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, le visite sono consentite per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini. Con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Altre indicazioni

Stop alle attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità. Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Nonché prodotti agricoli e florovivaistici.

Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmaci. Ristoranti e bar sono chiusi, sempre consentito asporto (fino alle 22 per i ristoranti, fino alle 18 per i bar) e delivery.

Sospese tutte le attività sportive anche nei centri all’aperto. E’ consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione. Ciò purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con mascherina.

E’ altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale. Restano aperte scuola dell’infanzia, scuola primaria, servizi educativi per l’infanzia e primo anno delle medie. Le altre attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza.

Le regole per la zona arancione nel DPCM del 16 gennaio

Nelle aree arancioni confermato il divieto di spostamento dalle 22 alle 5 salvo esigenze lavorative, necessità o salute. E’ vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione.

Questo salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità. Ovvero per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune. Oppure, ancora, per recarsi in una seconda casa.

Lo spostamento verso una sola abitazione privata è consentito, nell’ambito del territorio comunale, una volta al giorno, tra le 5 e le 22. Nonché nei limiti di due persone oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale. Oltreché alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini. Ciò, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Sospese tutte le attività di ristorazione. Sempre consentito l’asporto – fino alle 22 per i ristoranti e fino alle 18 per i bar – e delivery. La scuola è prevista in presenza alle superiori almeno al 50% e fino a un massimo del 75%.

L’attività didattica ed educativa per i servizi educativi per l’infanzia. Ancora, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione continua a svolgersi integralmente in presenza. I musei sono chiusi, a eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi.

Le regole per le zone gialle

Nelle zone gialle – Trento, Molise, Campania, Basilicata, Sardegna e Toscana – il DPCM del 16 gennaio ha confermato il divieto di spostamento dalle 22 alle 5 salvo esigenze lavorative, necessità o salute.

Resta la forte raccomandazione di non spostarsi per la restante parte della giornata con mezzi di trasporto pubblici o privati. Questo sempre salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità. Oppure per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.

E’ vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative. Oppure da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.

È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Dal 15 febbraio sarà possibile svolgere le prove dei concorsi che prevedano la partecipazione massima di 30 persone per sessione.

Le altre previsioni per la zona gialla

I musei sono Aperti dal lunedì al venerdì con esclusione dei giorni festivi a condizione che sia garantito il contingentamento degli ingressi per evitare gli assembramenti.

La scuola è in presenza alle superiori almeno al 50% e fino a un massimo del 75%. L’attività didattica ed educativa per i servizi educativi per l’infanzia. Nonché per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione continua a svolgersi integralmente in presenza.

Bar e ristoranti sono aperti dalle 5 fino alle 18 nelle aree gialle. Dopo le 18 consentito delivery e asporto (quest’ultimo fino alle 22). Per i bar però l’asporto è consentito solo fino alle 18.

Restano chiusi gli impianti nei comprensori sciistici che possono essere utilizzati solo da atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale da Coni, Cip e dalle rispettive federazioni.

A partire dal 15 febbraio 2021, gli impianti sono aperti agli sciatori amatoriali. Questo però solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Tali linee guida devono essere validate dal Comitato tecnico-scientifico. Le stesse sono rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti.

Le zone bianche

Con il nuovo Dpcm arrivano le “zone bianche”. Ovvero ” le regioni con un livello di rischio basso”. Sono quelle regioni in cui “si manifesti una incidenza settimanale dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100mila abitanti”.

In tali zone cessano di applicarsi le misure di cui stiamo parlando relative alla sospensione. Ovvero al divieto di esercizio delle attività ivi disciplinate, alle quali si applicano le misure anti contagio previste dal presente decreto.

Nonché dai protocolli e dalle linee guida allo stesso allegati concernenti il settore di riferimento o, in difetto, settori analoghi.

Clicca sul pulsante di seguito per scaricare il testo del nuovo DPCM.