gestione dei rifiuti covid

Gestione dei rifiuti covid, nuova ordinanza in Valle d’Aosta

La Regione Valle d’Aosta ha definito nuove regole emergenziali per la gestione dei rifiuti Covid prodotti dai cittadini in isolamento e dalle residenze socio assistenziali. Nonchè per lo smaltimento dai DPI utilizzati come prevenzione dal contagio.

L’ordinanza n. 222/2020 della Valle d’Aosta. Valida sino al 31 luglio 2020, riguarda la gestione dei rifiuti Covid urbani provenienti da abitazioni di pazienti positivi al SARS-Cov-2 in isolamento obbligatorio. Nonché il conferimento di rifiuti presso residenze socio-assistenziali e il conferimento di rifiuti presso le isole ecologiche.

Le informazioni sulla gestione dei rifiuti covid

La complessa situazione emergenziale a ridosso delle prossime vacanze estive. Connessa all’emergenza COVID-19 sta esercitando pressioni senza precedenti sulla società e sulla economia, incidendo altresì sulla garanzia di fornire i servizi essenziali alla cittadinanza.

E risulta necessario intervenire al fine di assicurare la corretta gestione dei rifiuti. Dal servizio di raccolta al trattamento e smaltimento finale. Adottando allo stesso tempo misure supplementari per garantire elevati livelli di sicurezza per i lavoratori dello specifico settore, nonché della tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

 E in questo ambito le criticità del sistema impiantistico nazionale rappresentano un ulteriore aggravio nella gestione dei rifiuti dovuto sia alle differenti modalità di raccolta dei rifiuti provenienti dalle utenze domestiche.

Nonché alle difficoltà che si stanno riscontrando nella impossibilità di inviare i rifiuti prodotti verso gli altri Stati membri. Questo anche in seguito alla scelta autonoma di alcuni impianti di adottare misure restrittive per il principio di precauzione.

A ricordare con queste parole quanto possa essere elevato l’impatto sul tema della gestione dei rifiuti è la Circolare del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 27 marzo 2020.

Le indicazioni della circolare del 27 marzo 2020

In tema di gestione dei rifiuti covid la Circolare del 27 marzo 2020 recante “Criticità nella gestione dei rifiuti per effetto dell’Emergenza COVID 19 – indicazioni” sottolinea, dunque, le “pressioni senza precedenti” sulla società e sull’economia con conseguenti ripercussioni anche sulla gestione dei rifiuti.

E indica che per superare questo momento di forte criticità del sistema. Nonché consentire agli impianti la gestione di eventuali sovraccarichi, con il concreto rischio dell’interruzione del servizio.

Appare necessario fornire indicazioni alle regioni e province autonome che scelgano lo strumento dell’ordinanza contingibile e urgente ex art. 191, D. Lgs. 152/2006, per disciplinare forme speciali di gestione dei rifiuti sul proprio territorio.

La Circolare, laddove le competenti autorità si risolvano ad adottare tali ordinanze, indica che è possibile prefigurare regimi straordinari, temporalmente circoscritti alla durata dell’emergenza. Vediamo alcuni di questi regimi indicati nella circolare.

La capacità di stoccaggio degli impianti

In merito alla gestione dei rifiuti covid anzitutto, riguardo ai possibili regimi straordinari, si fa riferimento alla capacità di stoccaggio impianti. Nello specifico:

  • in primo luogo si ritiene possibile che le ordinanze ex art. 191 del d.lgs. n. 152 del 2006 prefigurino la modifica delle autorizzazioni rilasciate ai sensi dell’art. 208 del D.lgs. 152/06.
    Nonché ai sensi del titolo III-bis della Parte II del medesimo decreto.
    Con specifico riferimento alle operazioni di gestione dei rifiuti D15 (Deposito preliminare) e R13 (Messa in riserva), a seguito di segnalazione certificata di inizio attività e per il tempo strettamente connesso con la gestione dell’emergenza. Al fine di aumentare rispettivamente la capacità annua di stoccaggio.
    Nonché quella istantanea, entro un limite massimo comunque inferiore al 50%, nei limiti in cui ciò rappresenti una modifica non sostanziale ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 152/2006 per le attività di cui al citato titolo III-bis.
  • analogamente si ritiene possibile disporre in relazione ai titolari delle operazioni di recupero ai sensi degli artt. 214 e 216 del D.lgs. 152/06 ferme restando le ‘quantità massime’ fissate dal DM 5 febbraio 1998 (allegato IV), dal DM n. 161 del 12 giugno 2002 e dal DM n. 269 del 17 novembre 2005.

Gli impianti e la gestione dei rifiuti covid

La procedura relativa all’incremento di dette capacità di stoccaggio dovrebbe essere ricondotta ad una Segnalazione certificata di inizio attività – Scia ai sensi dell’articolo 19 della L.241/1990 la quale rappresenta la modalità maggiormente semplificata che l’ordinamento italiano conosce per rilasciare titoli abilitativi.

Tale segnalazione. Nella circolare si indica anche a chi indirizzarla. Dovrebbe essere accompagnata da una relazione a firma di un tecnico abilitato.

Questo deve asseverare. Oltre al rispetto di quanto indicato nell’autorizzazione in essere. I quantitativi di rifiuti oggetto della richiesta di aumento, e il rispetto delle seguenti condizioni:

  • il rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione incendi e delle disposizioni in materia di elaborazione dei Piani di emergenza di cui all’art. 26-bis del DL 4 ottobre 2018, n. 113 convertito nella legge 1° dicembre 2018 n. 132;
  • la garanzia di spazi adeguati di stoccaggio in relazione all’aumento previsto dei volumi di rifiuti in deposito per scongiurare anche pericoli di incendi;
  • il rispetto delle norme tecniche di stoccaggio, adeguati sistemi di raccolta e trattamento degli eventuali ed ulteriori eluati prodotti dai materiali stoccati in relazione alle caratteristiche chimico fisiche dei rifiuti;
  • la presenza di sistemi di copertura, anche mobili, necessari per limitare le infiltrazioni di acque meteoriche e le emissioni odorigene laddove necessario per la natura putrescibile dei rifiuti;
  • l’esistenza di idonei sistemi di confinamento e contenimento atti a segregare il maggior quantitativo di rifiuti stoccati rispetto al quantitativo ordinario”.

Lo smaltimento in discarica

Riguardo allo smaltimento in discarica ed alla gestione dei rifiuti covid si indica che si ritiene che, ove ciò sia necessario al fine di garantire la chiusura del ciclo di gestione dei rifiuti urbani nel contesto della presente emergenza, le ordinanze ex art. 191 del d.lgs. n. 152 del 2006 possano prefigurare la modifica temporanea dell’autorizzazione.

Ciò per consentire il conferimento degli scarti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani, differenziati e indifferenziati. Privi di possibili destinazioni alternative, a condizione che detti scarti non siano classificati come rifiuti pericolosi richiesta da parte del gestore dell’impianto di discarica.

Anche in tale caso si ritiene che la procedura possa essere quella della Segnalazione certificata di inizio attività – Scia. In tal caso il gestore dell’impianto di discarica dovrebbe dunque presentare all’Autorità competente una segnalazione di inizio attività. Questa deve essere accompagnata da una relazione di un tecnico abilitato che asseveri l’elenco dei codici EER dei rifiuti per i quali si chiede il conferimento in discarica e l’idoneità dei presidi ambientali esistenti a ricevere tali tipologie di rifiuti.

Altre indicazioni

Infine si ritiene possibile prevedere tramite tali ordinanze (ex art. 191, d.lgs. n. 152/2006), ove ciò si renda necessario e limitatamente alla sola fase emergenziale.

Il conferimento in discarica dei rifiuti urbani indifferenziati provenienti dalle abitazioni in cui sono presenti soggetti positivi al tampone. Ovvero in isolamento o in quarantena obbligatoria. Assicurandone la sterilizzazione ovvero un trattamento derogatorio rispetto a quello ordinariamente previsto, che contempli:

  1. inserimento dei sacchetti integri all’interno di appositi big-bags omologati e certificati, aventi adeguate caratteristiche di resistenza per garantire la sicurezza nel trasporto e nello stoccaggio degli stessi in modo da evitare qualsiasi fuoriuscita del materiale;
  2. confinamento dei rifiuti de quibus in zone definite della discarica;
  3. copertura giornaliera con un adeguato strato di materiale protettivo, tale da evitare ogni forma di dispersione.

Tale trattamento può ritenersi adeguato, nella presente straordinaria situazione, anche se derogatorio rispetto alla norma vigente, in quanto in grado di garantire il miglior risultato in termini di tutela dell’ambiente e della salute umana.

La gestione dei rifiuti covid in Valle d’Aosta

Quanto ai rifiuti rappresentati da DPI. Quali ad esempio mascherine, guanti, visiere, tute monouso, camici, etc. Utilizzati come prevenzione al contagio da Covid-19, da soggetti non positivi al virus SARS-Cov-2 presso utenze domestiche e non domestiche diverse dalle strutture.

E’ previsto che essi debbano essere conferiti nella frazione di rifiuto urbano indifferenziato (gestiti con codice 20 03 01). Quanto invece alla gestione dei rifiuti provenienti da abitazioni in cui dimorino soggetti risultati positivi al virus SARS-Cov-2. In isolamento obbligatorio. L’ordinanza dispone, tra l’altro, quanto segue:

  • che essi vanno conferiti e raccolti in maniera indifferenziata. Senza adempiere agli obblighi di raccolta differenziata. Tali rifiuti devono essere confezionati secondo le modalità previste dal Rapporto ISS Covid-19, relativo alle “Indicazioni ad interim per la gestione dei rifiuti urbani in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2”;
  • la raccolta dei rifiuti provenienti dalle abitazioni in cui sono presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento obbligatorio, è eseguita mediante il sistema “porta a porta”, a seguito di richiesta specifica fatta dall’utente, secondo le modalità che verranno comunicate dal comune territorialmente competente;
  • detti rifiuti sono classificati con codice 20 03 01 e conferiti in discarica avendo cura di garantire la sicurezza nel trasporto. Nonché nello stoccaggio degli stessi. Così da evitare qualsiasi fuoriuscita del materiale nonché il loro confinamento in zone definite della discarica con copertura giornaliera con un adeguato strato di materiale protettivo. Ciò allo scopo di evitare ogni forma di dispersione.

In tema di gestione dei rifiuti covid

Da ultimo, quanto alla gestione dei rifiuti prodotti da residenze socio assistenziali pubbliche e private. E’ tra l’altro previsto che in caso di residenze con pazienti Covid-19 positivi o sospetti Covid-19.

Tutti i rifiuti siano gestiti come rifiuti sanitari speciali, in accordo al D.P.R. 254/2003. Il ritiro e lo smaltimento rimangono in capo al produttore degli stessi. Ovvero, nel caso in cui la gestione infermieristica è affidata all’Azienda USL della Valle d’Aosta, dall’Azienda stessa.