gestione della sicurezza antincendio

Gestione della sicurezza antincendio e operatività

Quali sono le misure per la gestione della sicurezza antincendio e quelle per garantire l’operatività antincendio? Come deve essere l’ organizzazione del personale aziendale? Vediamo insieme le indicazioni della pubblicazione Inail.

In merito alla collaborazione tra l’Inail, l’Università di Roma “La Sapienza”, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Nonché il Consiglio Nazionale degli Ingegneri anche per il triennio 2019/2021.

In materia di prevenzione incendi, che ha portato alla pubblicazione, tra il 2018 e il 2019, di vari documenti. Ad esempio sulla progettazione antincendio. Sulla resistenza al fuoco degli elementi strutturali. Ancora, sulla protezione attiva antincendio e sui metodi per l’ingegneria della sicurezza antincendio.

Il primo risultato della collaborazione nel 2020 è il documento, pubblicato dall’Inail in questi giorni caratterizzati dall’emergenza COVID-19, dal titolo “Gestione della sicurezza e operatività antincendio. Focus sulle misure S.5 e S.9 del Codice di prevenzione incendi”, un documento che fa riferimento a due capitoli del Codice di prevenzione incendi:

  • Gestione della sicurezza antincendio (S.5)
  • Operatività antincendio (S.9)

La nuova pubblicazione in materia di prevenzione incendi

Il nuovo quaderno della collana ricerche “Il Codice di prevenzione incendi” è dedicato all’approfondimento delle misure antincendio “gestione della sicurezza antincendio” (GSA) ed “operatività antincendio”. Contenute, come già indicato, nei capitoli S.5 ed S.9 Decreto del Ministero dell’Interno del 3 agosto 2015 e s.m.i.

Nell’introduzione al documento si ricorda che le due misure in argomento prendono in esame aspetti di prevenzione incendi differenti. Seppur tuttavia concorrenti. Ai fini della definizione di un’adeguata strategia antincendio complessiva che deve essere commisurata alle caratteristiche dell’attività oggetto di analisi.

In particolare, la gestione della sicurezza antincendio è focalizzata all’individuazione di misure gestionali ed organizzative. Queste, agendo sia in termini preventivi sia in fase di emergenza. Consentono di garantire e mantenere per tutto il ciclo di vita dell’attività, un adeguato livello di sicurezza antincendio.

E se l’integrazione di tutte le misure antincendio adottate (da S.1 a S.10) consente il raggiungimento di un adeguato livello di sicurezza antincendio. E’ proprio la GSA che svolge la funzione di elemento legante. Questo in quanto consente di verificare se, durante l’esercizio dell’attività, tutte le altre misure antincendio adottate siano effettivamente applicate. Nonché mantenute in efficienza secondo le indicazioni previste in fase progettuale.

Gestione della sicurezza antincendio

La GSA è fondamentale anche quando si ricorre alla Fire Safety Engineering (FSE). Ciò dal momento che è necessario garantire requisiti aggiuntivi per la GSA stessa. Finalizzati a garantire nel tempo la validità dei valori dei parametri di ingresso utilizzati nella progettazione prestazionale. Tali aspetti devono essere curati e messi in campo nel programma per l’attuazione della gestione della sicurezza antincendio.

Si indica poi che l’operatività antincendio, invece, “definisce misure tecniche che favoriscono l’intervento in sicurezza delle squadre di soccorso chiamate ad operare durante l’emergenza.

Tali misure tecniche si concretizzano, in funzione del livello di rischio dell’attività, attraverso l’accessibilità dei mezzi di soccorso. Nonché la presenza di adeguate risorse idriche e la possibilità di intervenire sugli impianti a servizio dell’attività. Ancora, l’accessibilità protetta per i soccorritori all’interno dell’opera da costruzione. Ovvero, in ultimo, la possibilità per i soccorritori di comunicare tra di loro e con la propria sala operativa da tutti gli ambiti dell’attività stessa.

Si segnala che le indicazioni contenute nei capitoli S.5 e S.9 del Codice di prevenzione incendi non costituiscono un elemento di novità assoluta nel quadro della regolamentazione antincendio nazionale. Bensì il grande merito del Codice, in questi due capitoli, è stato quello di aver saputo raccogliere e rielaborare. Strutturandole in maniera coerente ed organizzata. Tutte le specifiche indicazioni che, sino a quel momento, erano invece disperse nei vari provvedimenti regolamentari emanati nel corso del tempo.

Tale processo di razionalizzazione ha interessato anche il linguaggio utilizzato. Nonché la terminologia adottata. Presupposto essenziale per garantire coerenza ed una migliore comprensibilità delle disposizioni stesse. Le quali, almeno secondo le intenzioni del normatore, dovrebbero essere caratterizzate da interpretazione univoca.

Le indicazioni della pubblicazione

Nel documento, oltre alla gestione della sicurezza antincendio, come si vedrà nell’indice, sono riportati specifici “esempi illustrativi di applicazione su casistiche reali delle misure GSA ed operatività antincendio”.

Si evidenzia, infine che, in occasione del monitoraggio effettuato sull’applicazione a livello nazionale del Codice, le due misure “non sono risultate caratterizzate da particolari criticità applicative”.

Tuttavia situazioni da evitare sono una GSA ben progettata sulla carta. Tuttavia non messa in campo e fatta propria dai soggetti responsabili dell’attività e dagli elementi individuati per la sua attuazione.

Oppure una progettazione dell’operatività antincendio che non trovi concreto riscontro nella realtà dell’opera da costruzione. Ciò non solo per le misure impiantistiche e strutturali, ma anche per quelle che richiedono una costante gestione per risultare efficaci in caso di necessità.

La gestione della sicurezza antincendio

Riportiamo dal documento qualche informazione ulteriore sulla gestione della sicurezza antincendio (GSA) che “rappresenta la misura antincendio organizzativa e gestionale atta a garantire, e mantenere nel tempo, un adeguato livello di sicurezza dell’attività in caso di incendio”.

Si ricorda che l’obbligo di adottare un sistema di gestione della sicurezza antincendio (in funzione della complessità dell’attività oggetto di analisi) “è sancito dalle seguenti norme:

  • d.m. 10 marzo 1998: Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro (attualmente oggetto di aggiornamento da parte dei competenti Ministeri del Lavoro e dell’interno);
  • d.m. 9 maggio 2007: Approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio.
  • d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.: Testo Unico Tutela Salute e Sicurezza dei Luoghi di lavoro;
  • d.p.r. del 1 agosto 2011, n. 151. Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi. A norma dell’articolo 49, comma 4-quater, del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla l. 30 luglio 2010, n. 122.

Si indica poi che nella logica del Codice di prevenzione incendi tutte le misure previste nel progetto antincendio, componenti la strategia antincendio, necessitano di una puntuale e attenta gestione. E, in particolare, la GSA riguarda l’intera vita dell’attività e comprende una serie di aspetti, tra i quali:

  • il permanente monitoraggio dei rischi di incendio e l’adozione delle azioni preventive tese ad eliminare o ridurre i medesimi;
  • l’organizzazione di eventuali lavorazioni pericolose, allo scopo di impedire l’innesco dell’incendio;
  • il permanente monitoraggio dell’efficienza delle misure di sicurezza antincendio, con particolare attenzione alla fruibilità delle vie di fuga;
  • lo studio dell’eventuale evoluzione della tipologia di occupanti presenti nell’attività in relazione ai rischi presenti;
  • l’elaborazione, l’aggiornamento continuo del piano di emergenza con particolare attenzione alla pianificazione dell’esodo;
  • la formazione e l’addestramento del personale;
  • la gestione dell’emergenza fino all’arrivo dei soccorritori”.

Monitoraggio e revisione del Codice

L’aggiornamento del Codice è scaturito dal monitoraggio, svolto ai sensi dell’articolo 4 del DM 3/7/2015, nel corso del quale sono emersi possibili ambiti di miglioramento che hanno riguardato l’intero codice.

Il processo di revisione dell’allegato al DM 3/8/2015 era stato avviato all’inizio dell’anno 2018. Si è ravvisata, anche nel merito della gestione della sicurezza antincendio, la necessità di proseguire l’azione di semplificazione e razionalizzazione del corpo normativo relativo alla prevenzione degli incendi.

Sono state acquisiti vari rilievi sulla comprensione e all’applicazione del Codice pervenute dai Comandi dei Vigili del fuoco, dagli Ordini e Collegi professionali, da portatori di interesse in genere.

Fine del “doppio binario”

La revisione dell’allegato 1, approvata con il citato DM 18/10/2019, segue di qualche giorno l’entrata in vigore del DM 12 aprile 2019, con il quale si è posto fine al cosiddetto “doppio binario”.

In particolare. Con l’entrata in vigore del DM 12 aprile 2019. A decorrere dal 20 ottobre 2019 è terminato il periodo transitorio di applicazione volontaria del Codice di prevenzione incendi per la progettazione delle attività non dotate di specifica regola tecnica.

Il citato decreto ha anche ampliato il campo di applicazione alle attività di cui all’allegato I del DPR 1° agosto 2011, n. 151. Infatti, sono state aggiunte al precedente elenco le attività da 19 a 26 e l’attività 73.

Con questo provvedimento erano state portate a quarantasette le attività soggette di cui al DPR n° 151/2011 rientranti nel campo di applicazione del Codice. Di queste, quarantadue con obbligo di applicare il Codice come unico riferimento normativo.

L’elenco, modificato con i successivi provvedimenti, è tutt’ora in continuo aggiornamento con l’introduzione di nuove RTV. Queste incrementeranno sia le attività rientranti nel campo di applicazione del codice sia quelle con obbligo di applicazione dello stesso come unico riferimento.

Ad esclusione della nuova RTV di cui al capitolo “V.6 Autorimesse”. Per le altre inserite nella sezione V dotate di specifica regola tecnica “tradizionale”. L’adozione del Codice resta volontaria e alternativa alle rispettive regole tecniche di prevenzione incendi.

Infine, il DM 12 aprile 2019 ha previsto che il Codice può essere di riferimento per la progettazione anche di attività non elencate nell’allegato I del DPR n° 151/2011. Quindi, non solamente per quelle elencate che non rientrano nei limiti di assoggettabilità previsti dal citato allegato I al decreto.

Obbiettivi del codice di prevenzione incendi e gestione della sicurezza antincendio

Per “Codice di prevenzione incendi” si intendono le norme tecniche di prevenzione incendi di cui all’allegato 1 al D.M. 3 agosto 2015.

Il progetto di semplificazione delle norme di prevenzione incendi fu avviato presso la Direzione Centrale per la Prevenzione e Sicurezza Tecnica del Dipartimento dei Vigili del fuoco alla fine dell’anno 2013. L’intento è stato quello di perseguire vari obiettivi, tra i quali:

  • disporre di un testo unico in luogo di innumerevoli regole tecniche.
  • semplificare la normativa di prevenzione incendi.
  • adottare regole meno prescrittive, più prestazionali.
  • individuare regole sostenibili, proporzionate al rischio reale, che garantiscano comunque un pari livello di sicurezza.
  • fare in modo che le norme tecniche di prevenzione incendi si occupino solo di “antincendio”.
  • aumentare la flessibilità e la possibilità di scelta fra diverse soluzioni.
  • favorire l’utilizzo dei metodi dell’ingegneria della sicurezza antincendio.

Come si è detto, tale processo di semplificazione è proseguito con l’aggiornamento del codice operato con il DM 18 ottobre 2019. Questo ha perseguito, tra le altre cose, l’intento di migliorare la leggibilità e la comprensibilità del testo con l’aggiunta di note esplicative, esempi, figure esplicative, accorpamento di argomenti simili, aggiunta di ulteriori definizioni, ecc.

Inoltre, si è tentato di porre rimedio ad alcune criticità che erano state riscontrate e segnalate nell’applicazione di varie disposizioni. Ad esempio, come l’utilizzo ai fini dell’esodo di rampe con pendenza superiore all’8%, corridoi ciechi, filtri a prova di fumo, requisito Sa, attività all’aperto, ecc.