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Impianti di trattamento aria e rischio Covid-19

Proseguiamo l’analisi sugli impianti di trattamento aria ed il possibile rischio di contagio da virus Covid-19. Quali misure occorre adottare? Scopriamole per i vari tipi di impianti.

Impianti a servizio delle residenze

I locali devono essere il più possibile ventilati. In assenza di impianto di ventilazione meccanica controllata con portata d’aria esterna sufficiente, bisogna aerare mantenendo le finestre aperte il più possibile. In presenza di un impianto VMC, si devono seguire le indicazioni riportate nel documento AiCARR.

Sistemi a tutta aria a servizio di un unico ambiente

Nel caso dei supermercati oppure di alcuni locali pubblici frequentati da molte persone al tempo stesso. Quali negozi, centri commerciali. Ovvero ristoranti e bar. Nonché cinema, teatri e palestre.

Nei quali è l’affollamento a determinare il rischio maggiore, è fondamentale aumentare la portata d’aria esterna per ridurre il rischio.

In particolare, il ricircolo interno dovrebbe essere sempre chiuso, unicamente per aumentare la portata d’aria esterna di rinnovo. Laddove ciò non fosse possibile per la conformazione dell’impianto, la presenza del ricircolo dell’aria ambiente non aumenta il rischio di contagio.

Impianti a tutta aria a servizio di grandi edifici

Questa categoria comprende gli impianti VAV-a portata d’aria variabile. Nonché gli impianti con post di zona o a doppio canale. Con e senza portata variabile.

Tutti generalmente concepiti per edifici di medie e grandi dimensioni in cui l’impianto, qualunque sia la sua tipologia, collega zone dell’edificio tra le quali le persone non hanno ragione di circolare.

Bisogna contingentare ancora di più il movimento delle persone e gestire molto bene l’uso di parti comuni, tenendo presente che i servizi igienici e gli ascensori sono punti estremamente critici.

Dal punto di vista impiantistico. Bisogna chiudere ogni serranda di ricircolo dell’aria. Ciò per evitare di trasmettere il contagio per via aerea in luoghi in cui non sarebbe portato dallo spostamento delle persone da un luogo all’altro.

Sistemi a tutta aria con ricircolo di zona

Il pericolo maggiore per il rischio di contagio è costituito dallo spostamento delle singole persone all’interno dei vari locali. Nonché dall’uso comune dei servizi igienici, dove è molto probabile il diffondersi del contagio. In questi casi la concentrazione di cariche virali elementari per unità di volume diminuisce, perché si ripartisce nell’intero volume servito dall’impianto.

Il rischio è minore per la singola persona che soggiorna nella stessa stanza rispetto al sospetto contagiato. E’ però esteso a tutte le persone presenti nell’intera zona servita dagli impianti, il che significa minor rischio per più persone.

La chiusura di questi impianti non porta a sostanziali riduzioni del rischio, proprio a causa del movimento non evitabile delle persone. Ancora una volta il contenimento va fatto contingentando l’affollamento, promuovendo lo smart working e controllando molto bene la salute di chi entra nei locali.

Impianti ad aria primaria

In questa categoria rientrano gli impianti con terminali ambiente dotati di ventilatore (cassette, sistemi VRF – VRV). Nonché gli impianti a travi fredde e gli impianti con sistemi radianti o qualsivoglia altro impianto con ricircolo nel singolo ambiente.

Qualunque sia la tipologia di impianto, non ha alcun senso interrompere il funzionamento dei terminali, perché il rischio di contagio rimane inalterato.

Secondo AiCARR. Anche qualora i terminali rimettessero in circolo il 15% in più di cariche virali elementari. Cosa tutta da dimostrare e per nulla assodata. L’eventuale aumento del rischio di contagio sarebbe del tutto marginale e comunque più che assorbito da un aumento della portata d’aria esterna di rinnovo.

Per limitare il rischio nei prossimi mesi si dovrà contingentare l’affollamento delle persone negli ambienti, che devono essere igienizzati molto bene.

In conclusione, gli impianti possono aiutare a ridurre notevolmente i rischi da contagio se si aumenta la portata dell’aria di rinnovo.

Durante la prossima estate e il prossimo inverno, quando ancora si sarà probabilmente in una fase transitoria, sarà inutile e dannoso spegnere qualunque tipo di impianto.

Questi dovranno funzionare per salvaguardare la salute delle persone a casa, al lavoro e nei luoghi pubblici. Sono e saranno molto più importanti tutte le altre precauzioni, come le protezioni personali, i comportamenti e l’affollamento delle persone nei locali.