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Ispezioni: la pandemia affina gli interventi

La pandemia affina le ispezioni. Per l’anno in corso, infatti, verranno privilegiate le azioni mirate a perseguire, quale primaria finalità, la tutela sostanziale dei lavoratori.

Tre gli ambiti di intervento. Sicurezza sul lavoro con verifica dei protocolli Covid nei settori in cui c’è concentrazione di lavoratori nei luoghi di lavoro. Ad esempio call center ecc. Ancora, ci si focalizzerà su lavoro sommerso e caporalato ed infine sull’edilizia per via dell’intensificarsi dei lavori con il cosiddetto “bonus 110%”.

A stabilire tutto questo, tra l’altro, è il documento di programmazione della vigilanza 2021 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

La diffida d’ufficio. In linea con le direttive comunitarie e nazionali sul contrasto dello sfruttamento lavorativo. Il documento mette al cento della vigilanza le richieste di lavoratori e parti sociali.

Per lo stesso fine, inoltre, richiede un confronto più intenso, aperto e costruttivo con sindacati, associazioni datoriali e ordini professionali. Centro dell’azione ispettiva e delle conseguenti ispezioni restano le richieste di intervento al contrasto degli illeciti dei lavoratori.

Riguardo agli strumenti operativi, il documento richiama la “diffida” e la “disposizione”, di recente riformati proprio per renderli più incisivi. In merito al primo, spiega che la “diffida accertativa” potrà essere adottata d’ufficio. Cioè sulla base della sola documentazione relativa alla mancata soddisfazione di crediti retributivi.

Ispezioni per la sicurezza dei lavoratori

Altro aspetto fondamentale, per il documento, è la promozione della cultura di prevenzione. Con particolare riferimento alle nuove forme di lavoro. Ad esempio, il “lavoro agile”. Nonché ai rischi emergenti. Rischi, cioè, connessi al forte incremento d’uso di informatica e telematica.

Edilizia

Sempre riguardo alla sicurezza dei lavoratori, il documento indica il settore edile come quello in cui devono continuare a concentrarsi i controlli. Ciò non solo perché il settore, storicamente, è caratterizzato da notevole incidenza di infortuni. Bensì anche perché le recenti misure fiscali per gli interventi di recupeo edilizio hanno intensificato le attività.

Le ispezioni, da svolgere insinergia con le Asl, dovranno riguardare sia gli aspetti amministrativi. Sia quelli relativi alla sicurezza. In particolare, i protocolli anti Covid.

Ispezioni e verifiche Covid

L’applicazione dei protocolli anti Covid è un ambito di intervento specifico del documento. Ciò non solo per rendere effettiva l’applicaizone delle norme. Quanto piuttosto per l’efficace tutela dei lavoratori.

La vigilanza si concentrerà nei settori in cui le modalità di svolgimento del lavoro sono caratterizzate da elevata concentrazione di lavoratori nei luoghi di lavoro.

Sommerso e caporalato

La perdurante crisi economica ed il clima di incertezza innescati dalla pandemia, spiega ancora il documento, lasciano immaginare un “naturale” incremento del lavoro sommerso. Fenomeno questo indotto sia dalle imprese che dai lavoratori per soddisfare l’urgente esigenza di conservare il posto di lavoro e il reddito.

Particolare attenzione, pertanto, verrà data al contrasto del lavoro nero. In particolare per gli stranieri interessati dalle recenti procedure di emersione. Ispezioni, infine, sono previste anche per il contrasto del lavoro fittizio. Cioè al fine di fruire indebitamente delle prestazioni a sostegno al reddito o altri benefici in due specifici settori: domestico e agricolo.

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