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Magazzini, quale sicurezza nel post Covid-19

Anche nei magazzini, naturalmente, devono essere osservate le prassi igieniche ed è opportuno affiggere le indicazioni comportamentali in più punti o consegnarle individualmente. Massima importanza ai DPI e alla gestione del lavoro.

Indicazioni generali per magazzini edili

Anche in magazzino, naturalmente, devono essere osservate le prassi igieniche ed è opportuno affiggere le indicazioni comportamentali in più punti o consegnarle individualmente.

Dato il lavoro che viene svolto dal personale. E’ presumibile che questi lavoratori indossino quasi stabilmente guanti per la manipolazione dei materiali.

Il livello di protezione di questi DPI dipende dal tipo di oggetti. Nonché dal tipo di manipolazioni necessarie. Tuttavia spesso si tratta di presidi che proteggono da rischi di impatto, di taglio o di lacerazione.

In genere dunque non si tratta di presidi monouso. E’ importante capire se possono essere sanificati per non trasferire l’eventuale presenza del virus sulle superfici toccate. Tuttavia, è anche più essenziale insistere sull’importanza di non toccare parti del viso con le mani prima di averle lavate o sanificate. Nonché di procedere a rimuovere i guanti da lavoro prima di recarsi ai servizi igienici o di consumare bevande, cibi o di recarsi a fumare.

I contenitori di gel sanificante per le mani dovrebbero essere distribuiti in più punti dell’ambiente e all’interno dei servizi igienici. Per quanto concerne le attività lavorative. Queste devono essere il più possibile razionalizzate per essere svolte individualmente.

Misure generali per i magazzini

Dove possibile e compatibilmente con l’organizzazione aziendale. Dovrebbe essere attuato un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla predisposizione e alla ricezione delle spedizioni e al carico/scarico delle merci.

Il tutto con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti. Nonché creare gruppi autonomi per minimizzare la circolazione indistinta del virus e poter ricostruire i contatti nel caso dovesse verificarsi un caso positivo.

La minimizzazione dei contatti deve agire anche nei confronti di personale esterno all’azienda, come trasportatori e fornitori, definendo procedure e modalità per separare percorsi e attività. Valutare di estendere anche agli esterni il controllo della temperatura prima dell’accesso agli ambienti.

Se la temperatura supera i 37,5° C, anche in assenza di altri sintomi. Alla persona verrà vietato l’ingresso in magazzino e dovrà essere momentaneamente isolata e fornita di mascherina.

Si contatteranno i servizi di emergenza sanitaria. Oppure la persona verrà rimandata al proprio domicilio con la raccomandazione di contattare tempestivamente il proprio medico di base per le opportune istruzioni.

In questo caso, può essere opportuno richiedere alla persona coinvolta di firmare un apposito modulo di attestazione della situazione. Ciò al fine di documentare le ragioni del divieto di accesso in azienda ed evitare ogni forma di controversia.

Misure specifiche: organizzazione dell’ambiente

All’interno di magazzini e depositi, può essere a volte più semplice realizzare il distanziamento per la relativamente bassa densità di lavoratori.

Al tempo stesso la maggior parte dell’attività viene svolta in movimento anziché su postazioni fisse. E’ quindi consigliato suddividere l’ambiente in aree che verranno servite esclusivamente da uno specifico lavoratore.

Nell’ottica di razionalizzare e limitare la circolazione e l’interazione incontrollata di persone, è consigliabile individuare aree dedicate per gli accessi/uscite. Nonché le soste/attese. Ancora, i transiti, di fornitori e trasportatori esterni.

Queste aree devono essere contrassegnate da apposita segnaletica. Nelle aree di sosta devono essere affisse le regole comportamentali e presenti erogatori di gel sanificante per le mani in numero appropriato. Anche queste aree dovranno essere sanificate.

Specialmente quando dotate di presidi per il comfort durante l’attesa. Sempre nel principio della separazione di persone e percorsi, al personale esterno non è consentito l’accesso agli uffici per nessun motivo. Salvo l’utilizzo di servizi igienici che dovranno essere preferibilmente dedicati. Nonché regolarmente puliti e sanificati e provvisti di gel sanificante per le mani.

Anche per il ritiro in magazzino di materiali ad uso interno da parte dei lavoratori di altri reparti è opportuno individuare un punto per la consegna. Tenendo conto dell’interazione con gli altri lavoratori del magazzino rispetto al distanziamento. Il ritiro deve essere inoltre concordato su appuntamento.

Carico e scarico merci

In generale, è necessario prediligere modalità che non prevedono contatti diretti tra l’autista esterno e gli operatori in loco. Questo per tutte le necessarie operazioni propedeutiche e conclusive del carico/scarico delle merci e per la presa/consegna dei documenti.

Se ciò non fosse possibile, tutti gli addetti interni ed esterni devono indossare i previsti DPI. Nonché rispettare la distanza interpersonale.

Nelle consegne gli autisti dei mezzi di trasporto. Se sprovvisti di DPI, preferibilmente devono rimanere a bordo dei propri mezzi durante il carico o lo scarico.

Se ciò non è possibile per le funzioni conferite all’autista, questo deve essere dotato anche al momento degli opportuni DPI per accedere ai magazzini. Oppure permanere a distanza di sicurezza dal personale interno.

E’ opportuno allo scopo prevedere preliminarmente. In base alla ricostruzione delle attività caratteristiche. Gli spazi necessari e l’allocazione delle persone durante il carico/scarico, in modo da non dover improvvisare al momento.

Tendenzialmente l’autista dovrebbe scendere dal proprio mezzo esclusivamente per la messa in sicurezza del veicolo. Oppure per le operazioni eventualmente richieste di supporto alle operazioni di carico/scarico. Nonché per l’eventuale verifica della merce.

Però sempre rigorosamente munito di guanti e mascherina. Lo scarico, se di breve durata, può essere fatto dal fornitore/trasportatore esterno che depositerà il collo in area previamente individuata e appositamente contrassegnata.

Per situazioni più intense è bene evitare che il trasportatore venga in contatto con i lavoratori interni. A questo dovrebbe quindi essere affidato il carico o lo scarico in questione. Mentre il trasportatore deve recarsi all’interno della cabina. Valutare la possibilità di adibire un locale dedicato e/o i servizi igienici.

Sanificazione

I coronavirus già noti possono persistere sulle superfici fino a 9 giorni. Anche se potrebbero essere inattivi. Il SARS-CoV-2, dalle prove condotte, è in grado di resistere:

  • 3 ore circa nell’aria post-aerosol;
  • 4 ore circa sul rame;
  • fino a 24 ore sul cartone;
  • fino a 2-3 giorni su plastica e acciaio inossidabile.

La sua resistenza effettiva dipende dal tipo di materiali e dalle condizioni ambientali (temperatura, luce, …). Si può affermare che la quantità di virus infettivo su qualsiasi superficie contaminata diminuisce in modo significativo nell’arco di 72 ore.

Insieme agli interventi di prevenzione alla fonte. Come il distanziamento. Il lavaggio delle mani o l’uso di protezioni respiratorie. E’ importante anche intervenire sui possibili veicoli indiretti del contagio.

Questi sono rappresentati da superfici o oggetti contaminati. Oppure dalla stessa aria di un ambiente indoor che abbia ospitato per un tempo non irrilevante un certo numero di persone potenzialmente infette.

La sanificazione di ambienti deve essere quindi quotidiana, valutando di aumentarne la frequenza minima in base alla numerosità degli occupanti o alla specifica situazione.

Quali disinfettanti usare nei magazzini

Per quanto riguarda i disinfettanti efficaci verso il SARS-CoV-2. La nota circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22 febbraio è stata poi seguita dalla circolare n. 17644 del 22 maggio. Essa tiene conto anche delle indicazioni dei Rapporti ISS n. 19/2020 e n. 25/2020.

Si indicano le tipologie di prodotti consigliati in relazione alle superfici sulle quali intervenire:

  • superfici in pietra, metalliche o in vetro, escluso il legno. Detergente neutro e disinfettante virucida. Sodio ipoclorito 0,1 % o etanolo (alcol etilico) al 70% o altra concentrazione, purché sia specificato virucida;
  • superfici in legno: detergente neutro e disinfettante virucida a base di etanolo (70%) o ammoni quaternari (es. cloruro di benzalconio; DDAC);
  • servizi di pulizia con detergente e disinfezione con disinfettante a base di sodio ipoclorito ad almeno lo 0,1%;
  • tessili (es. cotone, lino): lavaggio con acqua calda (70°C-90°C) e normale detersivo per bucato. In alternativa, lavaggio a bassa temperatura con candeggina o altri prodotti disinfettanti per il bucato.

Negli ambienti di magazzino occorre porre particolare attenzione all’uso di strumenti e macchinari di lavoro. Ad esempio transpallet e carrelli elevatori.

Se non è possibile evitare l’uso promiscuo di queste attrezzature. Deve esserne prevista la sanificazione regolare delle parti che possono essere toccate dai lavoratori. Quali volanti e impugnature. Nonché maniglie, leve, pulsanti, pomelli, eccetera.

La sanificazione deve essere sia periodica che al cambio della persona addetta all’uso di tali strumentazioni. Si possono anche fornire salviette usa e getta in modo che le superfici comunemente utilizzate possano essere frequentemente pulite dagli stessi lavoratori.

Come negli altri ambiti di lavoro, è infine importante sanificare regolarmente i servizi igienici e le aree break, in queste ultime insistendo particolarmente sulle tastiere delle macchine erogatrici.