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Maschere protettive e coronavirus: il video sull’utilizzo

Pubblicata la seconda parte del filmato, realizzato dall’Inail, che affronta il tema delle maschere di protezione. Dunque riguardo ai dispositivi di protezione (dpi) analizziamo oggi le indicazioni per proteggere le vie respiratorie.

Coronavirus, online il video sull’utilizzo delle maschere facciali

È online la seconda parte del video realizzato dall’Inail. Nell’attuale fase di emergenza sanitaria da Covid-19. La quale fornisce indicazioni sull’uso corretto dei dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro.

In questa pillola informativa si spiega a cosa servono. Nonché come usare correttamente le maschere facciali. Ciò poiché un errato utilizzo può aumentare, anziché ridurre, il rischio di trasmissione dell’infezione.

La distinzione tra filtranti e chirurgiche

I dispositivi di protezione servono a proteggere i lavoratori da rischi specifici, ovvero quelli propri dell’attività lavorativa svolta.

Per il rischio biologico. Come è quello rappresentato dal coronavirus. Per la maggior parte dei lavoratori è previsto l’utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

Questo come per tutti i DPI, deve essere razionale. Definito in funzione della propria mansione e di quanto previsto dalla valutazione dei rischi.

Le “maschere” sono di due tipi. Le maschere filtranti sono dispositivi di protezione atti a proteggere i lavoratori esposti al rischio.

Mentre le mascherine chirurgiche sono quei dispositivi medici atti a evitare che un soggetto malato possa emettere particelle potenzialmente contagiose nell’ambiente circostante (droplet). Attraverso tosse. Starnuti o semplicemente parlando.

Le istruzioni necessarie

Nel video sono illustrate le corrette modalità di utilizzo delle maschere facciali filtranti. Si evidenziano gli errori più comuni.

Si chiarisce l’importanza di seguire sempre il rispetto di norme igieniche quali la disinfezione delle mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica.

Procedimento essenziale prima dell’uso delle maschere che, devono essere sistemate sul viso per coprire naso, bocca e mento solo con mani o guanti puliti.

Non si devono toccare durante l’uso. Soprattutto nella parte interna e, nei casi di necessità, dovranno essere maneggiate usando i lacci. Avendo cura, dopo averle usate, di gettarle in un contenitore chiuso e lavare in modo accurato le mani.

Di seguito il video Inail:

Alcune indicazioni del CNR

Quali sono gli errori più frequenti nell’uso delle maschere antivirus? Alla domanda che riguarda un po’ tutti in questo particolare momento di emergenza da coronavirus.

Risponde l’esperto, Matteo Guidotti, dell’Istituto di scienze e tecnologie chimiche “Giulio Natta” del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Scitec) di Milano. Innanzitutto, spiega Guidotti, esistono due tipologie di maschere.

Quella di tipo chirurgico ideale nel caso in cui, chi la indossi, potenzialmente infetto. Ovvero contaminato o positivo. Possa disporre di un filtro per non diffondere il germe patogeno nell’ambiente.

Per le altre, diverse per forma, secondo l’esperto sarebbe necessario, ai fini della loro efficacia, anche l’utilizzo di occhiali protettivi di tipo professionale. Nel video Guidotti illustra anche la corretta modalità per togliere la mascherina dal viso. “Questo è infatti uno degli errori più comuni”.

Il nuovo spazio di informazione “Il Cnr risponde”, è dedicato alle principali questioni di attualità. Gli esperti dell’Ente mettono a disposizione del pubblico la propria conoscenza con pillole video di due minuti e un linguaggio semplice e diretto.

Di seguito le idnicazioni sull’uso corretto delle mascherine da parte del CNR:

Utilizzo e riutilizzo delle maschere protettive: facciali filtranti FFP2 e FFP3

Come si devono utilizzare le mascherine? Possono essere pulite e riutilizzate?

Come sezione Safety di Assosistema Confindustria. E’ stato proposto all’Istituto Superiore della Sanità un processo di riutilizzo concordato tra i produttori per riutilizzare i filtri P2 e P3 usati con le semimaschere.

Nonché, ove possibile, facciali filtranti FFP2 e FFP3. Così da avere maggiore disponibilità di prodotti sul mercato. Riferisce Claudio Galbiati, Presidente della sezione Safety di Assosistema Confindustria.

Fate attenzione a quello che leggete in questi giorni sul web perché le soluzioni messe in campo mirano ad eliminare la carica virale. Però possono danneggiare la capacità filtrante del DPI, continua Galbiati. Infatti si tratta di processi non validati dai produttori.

Per questo l’ISS deve fornire una linea guida su questi aspetti per evitare che il “fai da te” porti a conseguenze ben peggiori. Anche a livello di responsabilità, per chi rimette in circolo il prodotto.

Per questo è stato presentato un processo al quale i filtri P2 e P3. Nonché le maschere FFP2 e FFP3. Sono già sottoposte prima di essere messe in commercio.

Ovvero esposizione a temperature di 70 gradi per provare la capacità filtrante. Stiamo fornendo indicazioni all’ISS già sperimentate.

Ciò per quanto riguarda la parte filtrante. Con ampia letteratura in merito. Il tutto per arrivare a definire un protocollo condiviso.

Altre indicazioni sulle maschere di protezione

Si tratta di una misura tampone. Aggiunge il Segretario Generale Matteo Nevi di Assosistema Confindustria. La quale potrebbe dare però un po’ di respiro in alcune aree del Paese maggiormente colpite. Nonché per tutte quelle attività che non prevedono il contatto con il degente.

Come Associazione stiamo cercando di dare il massimo supporto alla Protezione Civile anche per quanto riguarda l’aumento di produzione di DPI sul territorio italiano.

Mi aspetto che Protezione civile e ISS valutino questo processo, conclude Nevi, e lo validino quanto prima per evitare che il “fai da te” porti a problemi ulteriori rispetto a quelli che già abbiamo.

maschere di protezione
maschere di protezione esempi
come indossare le maschere

Il fattore di protezione: come scegliere la maschera giusta

La legislazione indica anche come selezionare correttamente un respiratore in base alla valutazione del rischio. Lo fa con la norma europea EN 529:2006 che definisce il “fattore di protezione”. Una distinzione importante riguarda il fattore di protezione nominale (FPN) e il fattore di protezione assegnato (FPA).
Il fattore di protezione nominale (FPN) è un numero derivato dalla percentuale massima di perdita totale (verso l’interno del respiratore) ammessa dalle norme europee.

Il fattore di protezione assegnato (FPA) è il livello di protezione delle vie respiratorie. Cioè il valore che, in maniera realistica, si può prevedere di ottenere nel posto di lavoro da parte del 95% delle persone che usano il DPI.

Inoltre, un riferimento importante per la scelta del respiratore è il Threshold Limit Value (TLV). Ovvero valore limite di esposizione.

Questo indica le concentrazioni ambientali delle sostanze chimiche aero disperse al di sotto delle quali si ritiene che la maggior parte dei lavoratori possano rimanere esposti più volte al giorno. Per una vita lavorativa. Ciò senza alcun effetto negativo per la salute.

Come proteggere le vie respiratorie dai Coronavirus: qualche consiglio

Dopo le necessarie premesse fatte sino a qui, veniamo al punto: una maschera può proteggerci dal Coronavirus (2019-nCoV)? La risposta è affermativa. Probabilmente anche nel caso della 2019-nCoV, e con alta probabilità nei Coronavirus meno aggressivi, più comuni nel nostro Paese.

A partire dalla nostra esperienza, per la protezione da questi virus ci sentiamo di dare tre indicazioni.

Per la protezione preventiva, è consigliabile indossare maschere monouso con almeno il livello di protezione FFP2. Il facciale filtrante FFP2 è adatto per la protezione da particelle solide e/o liquide non volatili.

Per ridurre la diffusione del virus, le persone infette devono indossare maschere monouso con livello di protezione FFP2 o FFP3 senza valvola di espirazione. E quando trattiamo con persone infette, raccomandiamo maschere monouso con livello di protezione FFP2 o FFP3, meglio se senza valvola di espirazione.

Un ultimo consiglio, non certo per importanza, è che un dispositivo di protezione è inutile se non si adatta al viso e non viene indossato correttamente. Quindi, quando si indossa un dispositivo di protezione delle vie respiratorie, bisogna sempre assicurarsi il suo adattamento sul viso per garantire una tenuta ottimale.