mascherine all aperto

Mascherine all’aperto obbligatorie con il nuovo decreto

Mascherine obbligatorie all’aperto e anche nei luoghi chiusi. E’ entrato in vigore dallo scorso 8 ottobre 2020 il nuovo decreto contenente le misure anti contagio. Vediamo insieme le novità.

Da inizio luglio, in Italia, è in aumento costante il numero dei casi di contagio da coronavirus. Per fronteggiare la situazione è stato prorogato lo stato di emergenza al 31 gennaio 2021 e ed è stato introdotto con il decreto legge 7 ottobre 2020 l’obbligo della mascherina protettiva ovunque.

Anche all’aperto e per tutto il giorno. Questo, infatti, è il dispositivo di protezione più efficace a prevenire i contagi. Deve quindi essere indossato nei luoghi dove c’è la possibilità di imbattersi in persone estranee al nucleo familiare.

Dunque le mascherine all’ aperto sono obbligatorie in strada, al parco, in ufficio, a casa di amici e sui mezzi pubblici. Chi non rispetta le misure previste rischia multe salate.

Mascherine all’aperto e stato di emergenza: cosa prevede il nuovo DL

Sono 7 gli articoli che compongono il “decreto emergenza” con le misure di prevenzione e protezione da adottare fino all’emanazione del prossimo DPCM. Quest’ultimo atteso entro il 15 ottobre con il consiglio dei ministri già attivo a riguardo.

Senza dubbio la novità di maggiore impatto è l’obbligo delle mascherine all’aperto a tutte le ore, senza fasce orarie. Come dichiarato dal ministro Speranza alla Camera “la mascherina sarà obbligatoria ovunque c’è la possibilità di incontrare persone non conviventi”.

Quindi sembrerebbe anche in ufficio, tra amici e parenti non conviventi. All’articolo 1 del decreto è previsto:

“l’obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, con possibilità di prevederne l’obbligatorietà dell’utilizzo nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private. Nonché in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.”

Dunque l’uso delle mascherine p èrevisto non solo nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, come già in passato. Bensì più in generale nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e anche in tutti i luoghi all’aperto.

Nel comunicato stampa pubblicato sul sito del governo si dice che l’obbligo non vale se ci si trova in un luogo chiuso o all’aperto nei casi in cui. Stante le caratteristiche del luogo o le circostanze di fatto.

E’ garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. Conte ha spiegato che si può non indossare la mascherina se, ad esempio, si è isolati in campagna o in montagna. Per il resto la mascherina comunque va non solo portata ma anche indossata.

Chi non deve indossare le mascherine all’aperto o al chiuso

Sembrerebbe in altre parole che le uniche ipotesi in cui non sono necessarie le mascherine all’aperto o al chiuso sono a casa. In macchina se si viaggia da soli. Ovvero con persone conviventi. Ed infine nei luoghi aperti purché isolati.

Riportiamo letteralmente l’elenco dei soggetti esclusi come si legge nel testo del decreto del 7 ottobre 2020:

  • Soggetti che stanno svolgendo attività sportiva;
  • Bambini di età inferiore ai sei anni;
  • Soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. Nonché coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.

In questi giorni il sottosegretario al Ministero delle Salute Sandra Zampa ha precisato che le mascherine all’aperto possono essere tolta anche in luoghi desolati come sentieri di montagna. Ovvero parchi e giardini dove ci si reca per fare attività motoria o passeggiare.

La mascherina, inoltre, può essere abbassata per il consumo di cibi e bevande e per fumare. Non è obbligatoria in bici, monopattino e motorino.

Stato di emergenza prorogato al 31 gennaio 2021

Altra novità introdotta dal decreto è l’ufficializzazione della proroga dello stato di emergenza annunciata da Conte e Speranza nei giorni scorsi. L’emergenza durerà fino al 31 gennaio 2021, un anno esatto dalla sua prima proclamazione. L’ultima proroga sarebbe scaduta il 15 ottobre 2020, ma il Governo ritiene che non ci siano ancora le condizioni per tornare alla normalità.

La funzione dei protocolli ed il ruolo delle regioni

Riguardo a quanto appena detto il decreto chiarisce che sono fatti salvi i protocolli anti contagio previsti per specifiche attività economiche e le linee guida per il consumo di cibi e bevande. Pertanto questi riferimenti sono confermati e restano a tutti gli effetti validi.

Il decreto prevede anche che le regioni non possano decidere norme meno restrittive di quelle del governo centrale. Questo a meno che non siano concordate con il ministro della Salute.

Le regioni potranno invece imporre ordinanze più restrittive. L’applicazione per il tracciamento dei contatti delle persone positive al coronavirus, Immuni, potrà restare operativa fino al 31 dicembre 2021 e non più fino al 31 dicembre 2020.

Clicca sui pulsanti di seguito per scaricare il testo del nuovo decreto e la delibera di proroga dello stato di emergenza.