misure contenimento

Misure di contenimento: la check list Covid-19

Siamo sicuri di aver adottato tutte le misure di contenimento previste? In questa fase così delicata per tutti. Famiglie, lavoratori e imprese, non solo per l’emergenza COVID-19 ma anche per i tanti dubbi su come gestire questa emergenza. Nonché applicare tutte le nuove misure di precauzione per prevenire il contagio del virus SARS-CoV-2.

E’ evidente che un documento elaborato insieme da un’Agenzia di Tutela della Salute (ATS) con l’Ispettorato territoriale del lavoro possa fornire indicazioni molto interessanti.

Ancor più se alla stesura di questo documento ha partecipato il Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria di una delle zone italiane che hanno avuto una maggiore diffusione del nuovo coronavirus. La provincia di Bergamo.

Un documento che fornisce, inoltre, un utile strumento per le aziende. Una “check list conoscitiva e di controllo”. Per verificare l’adeguatezza delle misure anticontagio adottate nei luoghi di lavoro.

Ciò ai sensi del Protocollo condiviso delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro. Nonché di quanto indicato nel Decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008.

Stiamo parlando del documento di ATS Bergamo e Ispettorato territoriale del lavoro di Bergamo. Verifica applicazione del Protocollo condiviso delle misure per il contrasto della diffusione del virus SARS-CoV-2.

La situazione ed il contesto

Il 16 maggio 2020 è arrivato il dl recante misure urgenti in materia di contenimento del contagio dell’emergenza epidemiologica da covid-19.

Si è susseguito ad una serie di decreti del presidente del consiglio per garantire la gestione dell’emergenza epidemiologica attualmente in corso.

Ad oggi sull’intero territorio nazionale non è possibile muoversi tra regioni se non per comprovate esigenze lavorative di assoluta urgenza o per motivi di salute

L’elenco dei documenti da richiedere all’azienda sulle misure di contenimento

Il documento riporta innanzitutto un elenco dei documenti/informazioni che possono essere richieste all’azienda per descrivere la gestione e i provvedimenti adottati:

  • Documento di valutazione dei Rischi con particolare riferimento ad aggiornamento della valutazione rischio da contagio da virus SARS-CoV-2 (se effettuata). Ovvero Piano di intervento predisposto per gestire tale emergenza riportante la descrizione delle misure tecniche, gestionali e procedurali adottate.
  • Reperti fotografici degli apprestamenti anti contagio posti in essere nei vari reparti. Barriere e segnaletica. Nastri segnalatori delle distanze a terra, cartelli di avviso, obbligo e divieto. Ovvero in alternativa, relazione che descriva gli apprestamenti posti in essere.
  • Elenco dei dispositivi anti contagio posti a disposizione dei lavoratori. Istruzioni sulle misure di contenimento fornite per il loro utilizzo razionale, specificando circostanze e modalità d’uso. Si chiede di fornire le fatture o altri documenti attestanti l’acquisto o gli ordini di acquisto in essere.
  • Fornire schede tecniche ed eventuali attestazioni dei DPI acquistati. Ovvero altri documenti scritti acquisiti dal fornitore e descrittivi delle specifiche d’uso del Dispositivo, capacità di filtrazione ecc…

Altre informazioni

  • Attestazione di aver provveduto alla formazione del personale per l’utilizzo dei DPI (almeno delle mascherine).
  • Elenco dei prodotti igienizzanti anti contagio Covid-19 in dotazione. Fatture di acquisto e scheda tecnica del prodotto. Ovvero fotografia dell’etichetta che ne attesta la rispondenza della composizione alcolica secondo quanto previsto e le specifiche d’uso.
  • Indicazione delle date delle sanificazioni effettuate sui luoghi di lavoro con descrizione delle modalità operative. Nonché dei prodotti utilizzati. Qualora affidata a ditta esterna, eventuale copia della attestazione rilasciata dalla ditta sanificatrice.
  • Elenco degli eventuali appalti attualmente in essere all’interno dell’azienda con il nominativo delle ditte con le quali si sono stipulati.
  • Nominativo e recapito del Medico Competente.

Riguardo alla formazione in materia di dispositivi di protezione per verificarne l’adeguatezza si indica che possono essere utilizzati i video. Sono documenti informativi, non costituiscono attività di formazione o di addestramento. Presenti sul sito Inail (tutorial “Conosciamo il rischio – Nuovo coronavirus”).

La check-list sulle misure di contenimento: informazione e distanza da tenere

La lista di controllo, presente nel documento, permette poi di controllare e verificare l’applicazione del “Protocollo condiviso” ai sensi del DPCM 26 aprile 2020.

Nella “Sezione 0” della check-list si ricorda poi che la prosecuzione/riattivazione delle attività produttive può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano, adeguati livelli di protezione. La mancata attuazione del Protocollo che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Ovviamente, la misura potrà essere adottata a giudizio delle autorità di vigilanza”.

Ci soffermiamo poi su due sezioni della check-list.

Nella sezione 1 si indica che l’informazione preventiva e puntuale è la prima importante misura per contrastare la diffusione del contagio.

Per questo motivo le aziende devono impegnarsi a portare a conoscenza dei propri dipendenti, dei lavoratori non dipendenti che accedono in azienda.

Ad esempio personale di appaltatori. Somministrati e lavoratori autonomi. Consulenti e titolari di rapporti formativi etc.

Nonché dei terzi (clienti, fornitori ecc.) e comunque di tutti i soggetti (lavoratori ed equiparati) di cui al Titolo I capo art.2 lettera a) del D. Lgs. 81/2008.

Ciò attraverso apposite note scritte. Tutte le informazioni necessarie alla tutela della salute e della sicurezza delle persone presenti in azienda. Ciò nel rispetto dei contenuti indicati al punto 1 del Protocollo Condiviso del 26 aprile.

Nella sezione 1 sono indicate tutte le varie possibilità di informazione. Anche riguardo alla necessità di una informazione adeguata sulla base delle mansioni e dei contesti lavorativi.

Con particolare riferimento al complesso delle misure adottate cui il personale deve attenersi. In particolare sul corretto utilizzo dei DPI per contribuire a prevenire ogni possibile forma di diffusione di contagio.

Altre informazioni sulle misure di contenimento

La sezione 7 è invece dedicata alla distanza da tenere. La lista permette di verificare se al fine di limitare i contatti tra le persone. Nonché evitare aggregazioni, assembramenti ed affollamenti dei luoghi di lavoro. Ovvero di pertinenza, il Datore di Lavoro:

  • ha predisposto una diversa ripartizione/assegnazione degli spazi (es. nuova distribuzione del personale all’interno di uffici, banchi di lavoro…) dando disposizioni inoltre di rispettare il “criterio di distanza droplet” (almeno 1 m di separazione tra i presenti).
  • ha realizzato una separazione fisica fra lavoratori e tra lavoratori e pubblico/clienti/utenti.

Permette anche di controllare se si è tenuto conto dei seguenti aspetti riguardo agli ambienti di lavoro:

  • “Sono stati riprogettati alcuni ambienti lavorativi al fine di garantire il rispetto della distanza di almeno un metro (es. spostamento di scrivanie all’interno di uffici, spostamento di banchi di lavoro all’interno delle officine, introduzione di schermature nella nuova definizione delle postazioni di lavoro…)
  • Sono state revisionate alcune procedure di lavoro al fine di garantire il rispetto della distanza di almeno un metro.
  • Qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza inferiore a un metro e non siano possibili altre soluzioni gestionali. E’ comunque necessario l’uso delle mascherine. Nonché altri dispositivi di protezione conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie.
  • Sono state fornite ai lavoratori indicazioni in merito all’importanza di garantire un costante ed adeguato ricambio d’aria.
  • Nel caso di lavoratori che non necessitano di particolari strumenti e/o attrezzature di lavoro. I quali possono lavorare da soli. Gli stessi.
    Per il periodo transitorio. Sono posizionati in spazi ricavati ad esempio da uffici non utilizzati o sale riunioni.
  • I preposti sono stati formati ed incaricati di sorvegliare il rispetto delle norme igieniche di comportamento dei lavoratori.

Conclusioni

L’emergenza sanitaria ha messo sotto pressione il sistema sanitario ed ha coinvolto la presidenza del consiglio dei ministri ed il comitato tecnico scientifico. Nonché il ministro della salute e i dipartimenti della protezione civile.