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Nuova ordinanza Veneto: lockdown soft e qualche dubbio

Emanata ieri una nuova ordinanza da parte del governatore della regione Veneto, Luca Zaia. Si prevedono restrizioni più “soft” per favorire la lenta ripartenza economica della regione. Andiamo a scoprire in cosa consiste.

Esaminiamo luci e ombre e, come giustamente detto anche dal Governatore Zaia, cerchiamo di approfondire i vari argomenti usando sempre, come linea guida, il buon senso.

Andiamo quindi a vedere come declinare l’ordinanza di ieri nell’ottica della sicurezza e prevenzione sui luoghi di lavoro.

Le prime indicazioni

Il presidente della regione Zaia ha tenuto a specificare che si conferma la consegna a domicilio di alimentari e pasti. Nonché l’apertura di banche e poste. Ovvero professionisti. Tutto ciò purché si vada su appuntamento e con le mascherine.

La vendita di vestiti per bambini, cartolerie e librerie è ammessa solo in negozi dedicati a queste merceologie e solo due volte la settimana. È ammesso il trasporto per portare i rifiuti nei punti di raccolta differenziata. Infine, è ammessa l’opera di pulizia delle spiagge. Confermate le norme sul trasporto pubblico locale.

“Abbiamo lavorato in questi giorni per una nuova ordinanza. Abbiamo limato molto, cercando di fare una cosa ordinata e rispettosa dei cittadini.

Aprire o chiudere le aziende non compete a noi, ma dal Decreto del Consiglio dei Ministri. La mia ordinanza non deve essere vissuta come la fine dell’emergenza”, ha detto Zaia. «L’ordinanza è stata fatta tenendo conto di un lockdown soft»

Quelli di oggi sono dati incoraggianti, è il decimo giorno che i dimessi superano il numero dei ricoverati, ma una rondine non fa primavera.

Con la nuova ordinanza si gettano le basi per la “fase 2”?

Adesso iniziamo una fase 2 in cui per avere successo saranno fondamentali i dispositivi di protezione ha enfatizzato il governatore. Che ha però fatto un appello ai veneti: “L’emergenza non è finita, l’ordinanza mi impone di dire che non deve essere vissuta come la fine dell’emergenza. Abbiamo 245 persone in terapia intensiva e 1.427 ricoverati negli ospedali.

Questi numeri dobbiamo tenerli bene in mente, non devono alzarsi, ma scendere. Ricordiamo che c’è chi può morire per i nostri comportamenti”. La mascherina è il nostro salvavita, diventerà un accessorio che ci accompagnerà per molto tempo.

Gli operatori del turismo veneto sono stremati. Spero che ci siano quanto prima le condizioni sanitarie per ripartire. Si spera inoltre che questa stagione non sia persa e che ci possa essere al più presto una seria attività di promozione, attraverso degli opinion leader. Un po’ come fa Formentera.

Le linee generali della nuova ordinanza

La nuova ordinanza rende obbligatorio l’uso della mascherina per gli spostamenti all’esterno della propria abitazione oppure si deve utilizzare qualsiasi altro dispositivo adatto a coprire naso e bocca. Inoltre si devono indossare i guanti o disinfettare le mani con soluzioni igienizzanti.

Le uscite devono essere personali. Ciò eccetto nel caso di motivi di necessità o di tutela della salute. Ovvero se si esce per accompagnare persone disabili o minori di 14 anni. Bisogna comunque rispettare la distanza di due metri dalle altre persone.

Non potranno uscire le persone con temperatura corporea superiore a 37,5 gradi.

Via il limite dei 200 metri da casa per le attività motorie. Queste ultime però devono essere sempre personali. Con mascherina e con mani disinfettate. Comunque devono svolgersi in prossimità della propria abitazione.

È confermata la chiusura degli esercizi commerciali di generi alimentari. Ovvero di apparecchi elettronici e telefonici. Nonché ferramenta o fotografia. Nelle domeniche e nei giorni festivi del 25 aprile e del 1° maggio.

Confermata anche l’apertura dei mercati all’aperto a patto però che siano rispettate una serie di accorgimenti minimi predisposti dai sindaci attraverso un apposito piano. Ancora, la possibilità di vendere abbigliamento per bambini prevedendo le misure di sicurezza già attivate. Mascherine e guanti sono obbligatori per venditore e acquirente.

La vendita di vestiti per bambini e neonati. Nonché l’attività di cartolerie e librerie. E’ consentita in negozi dedicati. Ciò solo per due giorni alla settimana, esclusi i festivi e prefestivi.

Nella nuova ordinanza della regione siglata il 13 aprile 2020 la nuova misura di distanziamento tra le persone è di due metri.

È consentito recarsi negli ecocentri più vicini alla propria abitazione per il conferimento dei rifiuti. È possibile la manutenzione del verde nelle aree private e pubbliche.

Altre indicazioni per il comune di Vicenza

Il sindaco di Vicenza Francesco Rucco ha inoltre firmato l’ordinanza che prevede la chiusura dei cimiteri e degli orti urbani fino al 3 maggio. Inoltre continua ad essere consentita la circolazione alle biciclette. Nonché l’accesso e il transito dei pedoni sulle piste ciclo – pedonali presenti nell’intero territorio comunale.

Questo solo per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative. Ovvero situazioni di necessità o motivi di salute. Rimane vietato l’accesso a tutti gli orti urbani.

Sulla misurazione della temperatura corporea

Riteniamo importante fare chiarezza sul punto in questione. Nell’ordinanza alla lettera e) è indicato: “è vietata l’uscita di chi presenta temperatura corporea superiore a 37,5 gradi“.

Continuando a leggere poi, alla lettera p) le indicazioni sembrano chiare. In tutte le attività economiche. Nonché sociali è raccomandato il controllo da parte dei responsabili dell’attività della temperatura corporea dei presenti. Con obbligo di allontanare coloro che presentano una temperatura superiore a 37,5 gradi“.

Riteniamo dunque che per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro. Sia da chiedere a tutti in generale (lavoratori e non) la misura della temperatura corporea prima di uscire da casa.

Ciò per rispondere alle lettera e) dell’ordinanza. Invece, allo stato attuale, non è possibile pretendere dalle aziende la misura della temperatura ai propri lavoratori all’ingresso del luogo di lavoro. Questo perché, l’ordinanza stessa, dice che “è raccomandato” e non che “è fatto obbligo“.

Dunque alla classica domanda posta dal’azienda: “ma noi siamo obbligati a misurare la temperatura delle persone in ingresso?” La risposta è: “NO“.

Chiarito bene questo poi. E’ evidente che, procedere in questo senso offre sicuramente una garanzia di tutela in più. Quindi, stando così le cose, è un utile suggerimento.

Come interpretare questo punto dell’ordinanza?

In base all’ordinanza siamo dunque portati a pensare che. Laddove l’azienda decida di procedere. Su base volontaria, alla misurazione della temperatura corporea delle persone in ingresso. Questa ha l’obbligo di allontanare coloro che presentano una temperatura superiore a 37,5 gradi.

Anche su quest’ultimo punto si potrebbe poi discutere molto. Infatti riteniamo che una persona sintomatica. Quindi potenzialmente positiva al virus. “Allontanata”, senza ulteriori indicazioni, possa addirittura rappresentare una minaccia maggiore per tutta la collettività!

In quest’ultimo caso. Facendo ricorso al “buon senso” citato in premessa. Si ritiene necessario seguire quanto indicato nel punto 11 del “Protocollo” nazionale di contrasto al coronavirus dello scorso 14 marzo. Occorre dunque adottare una delle procedure che l’azienda avrà predisposto.

Conclusioni

Per ora ci fermiamo qui. Come sempre, vi invitiamo a registrarvi alla nostra newsletter sicurezza sul lavoro per restare sempre aggiornati. Clicca sul pulsante di seguito per scaricare il testo della nuova ordinanza regionale!