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Nuove regioni in zona arancione, come cambiano i colori

Tornano le zone rosse, arancioni e gialle; da oggi cinque nuove regioni in zona arancione fino al prossimo 15 gennaio. In area arancione passano la Calabria e l’Emilia Romagna insieme ad altre tre regioni e che sono la Lombardia, la Sicilia ed il Veneto. Facciamo il punto della situazione.

Il Veneto passa in zona arancione. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei nuovi dati e delle indicazioni della cabina di regia ministeriale, ha firmato una nuova ordinanza che è entrata in vigore da lunedì 11 gennaio e durerà fino a venerdì 15 gennaio. Data questa in cui scadrà il decreto del governo e si attende un nuovo dpcm.

Lo ha reso noto il ministero della Salute in una nota stampa ufficiale con la quale viene così risolta l’attesa. Il ministro Speranza ha dichiarato: “Dobbiamo tenere il massimo livello di attenzione perché il virus circola molto e l’indice del contagio è in crescita”.

Oltre al Veneto in totale sono cinque le regioni che cambiano colore. Passano in area arancione infatti anche le regioni Calabria, Emilia Romagna, Lombardia e Sicilia. La “condanna” arriva nonostante l’indice Rt sia nei militi: 0.96 nel valore minimo. Tuttavia il rischio di peggioramento è alto visto che il tasso di incidenza a 14 giorni è di 927 su 100mila abitanti a fronte di una media nazionale di 313.

Non si registrano, per ora, nuove zone rosse, anche se non è possibile escludere nuove evoluzioni per regioni a rischio alto con eventuale passaggio da zona arancione a rossa.

Il punto dell’ISS

Siamo a 166 casi per 100mila abitanti in 7 giorni come incidenza. C’è grande variabilità tra regioni, con il Veneto che mantiene incidenza elevata. Ma tutte le regioni hanno incidenza superiore per poter passare da una fase di mitigazione ad una di controllo con il tracciamento individuale. Questo è quanto ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia.

Nel giro di poco tempo, è arrivato il commento da parte del governatore Luca Zaia: “Come ho sempre sostenuto, al pari anche di tutte le altre Regioni, la decisione della classificazione in aree deve essere competenza esclusiva dell’autorità scientifica, che per noi è l’Istituto Superiore di Sanità. Prendiamo atto di questa nuova classificazione, che viene in un momento non facile per il Veneto, così come per l’Italia, l’Europa e il mondo, messi a dura prova in queste ore”.

Zaia poi conclude: “Questo ulteriore sacrificio lo affronteremo nella speranza che si chiuda definitivamente questo triste capitolo della storia mondiale”.

Zaia: “L’importante è che si diano i ristori”

D’altronde, continua il presidente della Regione Veneto, non esiste un board scientifico più autorevole dell’Istituto superiore della Sanità. Infatti l’istituto ha un dossier quotidiano e settimanale dei dati che provengono dalle regioni. Quindi non ci sono persone più qualificate per stabilire il colore delle regioni.

Il nostro tasso Rt è basso ed è più o meno intorno all’1, quindi non si parla di zona rossa. Il ministero della Salute, peraltro, ha emesso il dato riguardante l’Rt delle regioni e quello del Veneto è 0.97.

Come dice l’assessore Lanzarin “noi non calcoliamo il nostro Rt. La nostra fonte è l’istituto superiore di Santità”. Dobbiamo stare in guardia, aveva rincarato la dose Zaia, in Veneto siamo a venti giorni di restrizioni e la situazione non sta calando vorticosamente.

Per di più, siamo stati convocati dal ministro Speranza giorni fa e ci ha detto che c’è il rischio imminente di una terza ondata. Siamo due settimane in ritardo rispetto alle curve dei contagi europee. Ne usciremo solo se facciamo un lavoro di squadra.

Sui vaccini, inoltre, Zaia ha spiegato che “sono appena arrivate 49.950 nuove dosi e ne abbiamo già somministrate un quarto. Ora iniziamo ad accantonare i vaccini che ci serviranno per i richiami. Possiamo arrivare a 6mila-7mila vaccinazioni al giorno”.

Cosa succede per le nuove regioni in zona arancione

Le restrizioni per la zona arancione prevedono negozi aperti ma senza orario prolungato. Stessa cosa per i centri commerciali che però avranno l’obbligo di rimanere chiusi nei giorni festivi e prefestivi. Esclusi dalla chiusura farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, supermercati, tabaccherie ed edicole.

Bar e ristoranti potranno rimanere aperti esclusivamente per la vendita da asporto e per la consegna a domicilio. Chiusi musei e mostre. Sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, bingo e slot-machine anche nei bar e nelle tabaccherie.

Rimangono chiuse le piscine, le palestre, i teatri ed i cinema, mentre restano aperti i centri sportivi. Prolungato il coprifuoco dalle 22 alle 5 insieme all’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e al chiuso.