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Nuovo protocollo Covid-19 sul lavoro, quali novità?

E’ stato sottoscritto lo scorso 6 aprile è arrivato il nuovo protocollo condiviso sulla sicurezza nei luoghi di lavoro contro il contagio da COVID 19. Il contrasto e il contenimento nella diffusione del Covid-19 passa anche attraverso gli ambienti di lavoro. Andiamo dunque a vedere quali sono le novità e le misure per il contrasto che sono state predisposte.

Le indicazioni del nuovo protocollo

Le nuove misure tengono conto dei vari provvedimenti adottati dal governo. Da ultimo il Dpcm del 2 marzo 2021. Nonché dal Ministero della Salute. Forniscono linee guida per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti contagio che consentano di coniugare la prosecuzione delle attività produttive.

Ma al tempo stesso diano la garanzia di adeguati livelli di protezione. Vuole insomma essere uno strumento di prevenzione utile e modulabile rispetto al rischio di contagio Covid nei luoghi di lavoro.

 Vediamone di seguito i punti principali, sottolineando le novità della nuova versione del Protocollo.

Smart working e misure organizzative

Si prevedono nuove disposizioni, sulla base delle novità introdotte dal DPCM anti Covid del 2 marzo. In particolare l’articolo 4, che esplicita l’obbligo del rispetto dei protocolli per lo svolgimento in sicurezza delle attività lavorative. Nonché l’articolo 30 che contiene specifiche regole su smart working e altri strumenti attivabili per le attività professionali.

Il nuovo protocollo prevede che le imprese dispongano il lavoro agile o da remoto per tutte le funzioni e i reparti che lo consentono. Si chiede di procedere a una rimodulazione dei livelli produttivi assicurando piani di turnazione dei lavoratori dedicati alla produzione.

Ciò con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili. Lo smart working dovrà continuare a essere privilegiato anche nella fase di progressiva ripresa delle attività.

Questo perché è un valido strumento di prevenzione. Tuttavia però è chiarito che resta ferma la necessità che il datore di lavoro garantisca adeguate condizioni di supporto al lavoratore e alla sua attività. Ad esempio assistenza nell’uso delle apparecchiature, modulazione dei tempi di lavoro e delle pause.

Ammortizzatori e permessi

Le aziende che utilizzano la cassa integrazione, anche in deroga, devono valutare sempre la possibilità di assicurare che gli ammortizzatori riguardino l’intera compagine aziendale. Eventualmente anche con opportune rotazioni del personale coinvolto.

In via prioritaria, vanno comunque utilizzati gli strumenti già previsti dal contratto come i permessi. Ad esempio PAR – permessi annuali retribuiti, ROL – riduzione orario di lavoro e banca ore.

In generale, tutti gli strumenti che consentono l’astensione dal lavoro senza perdita della retribuzione. Se questi non sono sufficienti, si utilizzano le ferie arretrate.

Informazione e DPI nel nuovo protocollo

Si prevede che l’azienda fornisca un’informazione adeguata sui rischi di contagio sulla base delle mansioni. Nonché dei contesti lavorativi. Questo anche mediante l’affissione nei luoghi di lavoro di depliants informativi con particolare riferimento al corretto utilizzo dei DPI.

Ciò per contribuire a prevenire ogni possibile forma di diffusione del contagio. Si precisa che laddove il nuovo protocollo fa riferimento all’uso della mascherina chirurgica. E’ fatta salva l’ipotesi che, per i rischi presenti nella mansione specifica, siano già previsti strumenti di protezione individuale di tutela di tipo superiore (facciali filtranti FFP2 o FFP3) o di diversa tipologia.

Riammissione al lavoro persone contagiate

Oltre alle misure che erano già previste nel nuovo protocollo viene recepita la circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre 2020. In base a questa i lavoratori positivi oltre il ventunesimo giorno saranno riammessi al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico effettuato in struttura accreditata o autorizzata dal servizio sanitario.

Pulizia e sanificazione

Sulle prescrizioni per la pulizia e la sanificazione dell’ambiente sono confermate le modalità già fornite dal protocollo del 24 aprile 2020. Da notare però che si esplicita un distinguo importante.

Infatti in condizioni “ordinarie” si farà riferimento alla Circolare 17644 dello scorso 22 maggio 2020. Invece, in caso di presenza di una persona con Covid-19 all’interno dei locali aziendali bisognerà fare riferimento alla Circolare 5443 dello scorso 22 febbraio 2020.

Le trasferte nel nuovo protocollo

Viene esplicitata l’opportunità di valutare sempre, in collaborazione con il medico competente e il responsabile della prevenzione, l’andamento epidemiologico della sede di destinazione.

Altra novità sul medico competente. Potrà suggerire l’adozione di strategie di testing/screening qualora ritenute utili al fine del contenimento della diffusione del virus e della salute dei lavoratori, anche tenuto conto dell’andamento epidemiologico nel territorio di riferimento e di quanto stabilito nella circolare del Ministero della salute dell’8 gennaio 2021.