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Ordinanza coronavirus: Lombardia e Piemonte in anticipo

Regione Lombardia, d’accordo con i sindaci del territorio. Nonché con le associazioni di categoria e con le parti sociali. Ha deciso di emanare un’ordinanza con la quale vengono disposte nuove stringenti limitazioni per contrastare la diffusione del Coronavirus.

Lo comunica il presidente della Regione, Attilio Fontana, dopo un confronto avuto sabato scorso in video conferenza con i sindaci dei capoluoghi della Lombardia. Nonché con il presidente dell’ANCI Lombardia e dell’UPL e i rappresentanti del Tavolo del Patto per lo Sviluppo.

L’ ordinanza è entrata in vigore da domenica 22 marzo 2020 e produce effetto – salvo diverse disposizioni legate alla evoluzione della situazione – fino al 15 aprile.

Ordinanza della Regione Lombardia

L’ ordinanza Lombardia precisa che la competenza sulla chiusura delle attività produttive è del Governo. Tuttavia i rappresentanti delle associazioni di impresa hanno garantito che fin dalle prossime ore chiederanno ai propri associati di sospendere comunque tutte quelle produzioni che non fanno parte delle filiere essenziali.

«Una decisione – prosegue Fontana – dettata dal serrato confronto con le nostre autorità sanitarie che ci impongono di agire nel minor tempo possibile. La situazione non migliora anzi, continua a peggiorare. Non so più come dirlo: solo con l’estrema limitazione dei contatti tra persone possiamo cercare di invertire questa tendenza».

La ordinanza del presidente Fontana amplia le decisioni del Governo con ulteriori interventi tra i quali si segnalano:

  • il divieto di assembramento nei luoghi pubblici – fatto salvo il distanziamento (droplet) – e conseguente ammenda fino a 5mila euro;
  • la sospensione dell’attività degli Uffici Pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
  • la sospensione delle attività artigianali non legate alle emergenze o alle filiere essenziali;
  • la chiusura di tutte le strutture ricettive ad esclusione di quelle legate alla gestione dell’emergenza. Gli ospiti già presenti nella struttura dovranno lasciarla entro le 72 ore successive all’entrata in vigore dell’ordinanza;
  • la sospensione delle attività inerenti ai servizi alla persona;

Restano aperte le edicole, le farmacie, le parafarmacie ma deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza di un metro.

Ai supermercati e alle farmacie. Nonché nei luoghi di lavoro. A partire dalle strutture sanitarie e ospedaliere. Si raccomanda a cura del gestore/titolare di provvedere alla rilevazione della temperatura corporea. Segnaliamo che, nel giorno successivo. Il 22 marzo. Questa circolare è stata poi modificata e integrata con la ordinanza 515.

Dal 22 marzo al 3 aprile in Piemonte misure più restrittive per contenere il Coronavirus

Una ulteriore stretta sulle misure necessarie a contrastare in modo decisivo il coronavirus è stata decisa nella stessa giornata anche dalla Regione Piemonte.

Nel pomeriggio di sabato infatti il presidente Alberto Cirio si è riunito in video conferenza tutti i sindaci dei comuni capoluogo. Nonché i presidenti delle Province e i rappresentanti di Anci, Anpci, Upi, Uncem e Ali.

Questo al fine di valutare e condividere i contenuti della nuova ordinanza, elaborata in sinergia anche con la Regione Lombardia. Il provvedimento prevede, tra le misure principali:

  • La stretta sui mercati. Questi saranno possibili solo dove i sindaci potranno garantire il controllo degli accessi e il non assembramento. Ciò anche grazie all’utilizzo di transenne e sempre con il presidio costante dei vigili urbani.
  • L’accesso agli esercizi commerciali è limitato ad un solo componente del nucleo familiare, salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone.
  • La chiusura degli uffici pubblici e degli studi professionali, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali ed non prorogabili (oltre alla possibilità di attuare lo smart working).
  • Lo stop agli spostamenti verso le seconde case.
  • Il testo della ordinanza prevede anche divieto di sosta e assembramento davanti ai distributori “h24”.
  • Il blocco delle slot machine.
  • Restano aperte le edicole, le farmacie, le parafarmacie e i tabaccai (dove dovrà essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza di un metro).
  • Dove possibile, dovrà effettuarsi la rilevazione sistematica della temperatura corporea presso i supermercati, le farmacie e i luoghi di lavoro.
  • Viene disposto il fermo dell’attività nei cantieri, ad eccezione di quelli di interesse strategico.
  • Il divieto di assembramento di più di due persone nei luoghi pubblici.

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