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Circolare lavoratori fragili, alcune osservazioni

Andiamo a vedere le osservazioni della Società Italiana di Medicina del Lavoro sulla Circolare riguardante i lavoratori fragili. Si tratta della Circolare n. 28877 del 4 settembre 2020.

Circolare lavoratori fragili: aggiornamenti e chiarimenti

Il 4 settembre 2020 è stata emanata la circolare da parte, congiuntamente, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero della Salute. Il documento, reca importanti aggiornamenti e chiarimenti. Fornisce indicazioni in merito alla problematica derivante dalla gestione dei cosiddetti “lavoratori fragili”. Anche in relazione all’attuale emergenza sanitaria per l’epidemia Covid-19.

Con il decreto legge nr. 34 del 19 maggio 2020 è stata introdotta la visita eccezionale per i lavoratori fragili. Nei mesi successivi e fino a tutto il mese di agosto 2020 si è più o meno navigato a vista in merito alla piena definizione di “lavoratore fragile”.

La circolare ha per oggetto le indicazioni operative dello scorso 29 aprile 2020. In essa viene chiarito che non costituisce elemento sufficiente per definire uno stato di fragilità il solo parametro dell’età.

Secondo la circolare il concetto di fragilità va individuata in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare. In caso di infezione. Un esito più grave o infausto.

Non è dunque rilevabile alcun passaggio diretto tra la condizione anagrafica e di salute del lavoratore e la eventuale definizione di fragilità. Questo fino alla circolare in questione.

I chiarimenti forniti dalla circolare

Dal punto di vista operativo la circolare specifica una cosa chiara. Cioè che tutti i lavoratori deve essere assicurata la possibilità di richiedere al datore di lavoro l’attivazione delle previste misure di sorveglianza sanitaria. Ciò a fronte del conclamato rischio di esposizione al contagio da SARS-CoV-2.

In relazione alla eventualità che non sia stato nominato il medico competente, la circolare indica la possibilità di ricorrere a enti pubblici e istituti specializzati di diritto pubblico. Cioè l’INAIL e le aziende sanitarie locali. Aggiunge però in modo ragionevole e legittimo anche i dipartimenti di Medicina Legale e di Medicina del Lavoro delle Università. Questi del resto già svolgono ogni giorno analoghe attività di sorveglianza sanitaria a vario titolo.

Il documento puntualizza che resta in capo al datore di lavoro l’obbligo di fornire la dettagliata descrizione della mansione specifica svolta dal dipendente. Nonché dei luoghi di lavoro in cui si svolge. Compresa la possibilità di svolgere tale mansione in regime di lavoro agile.

In realtà tali informazioni, in buona sostanza, dovranno essere rese solo agli enti esterni all’azienda/unità produttiva. Ciò poiché già note al medico competente incaricato, che conosce a fondo il DVR, la tipologia di lavoro e gli ambienti in cui si svolge.

In merito alle altre indicazioni operative della circolare rimandiamo alla lettura dell’articolo sulla circolare sui lavoratori fragili. All’esito della valutazione sanitaria specialistica il medico competente dovrà esprimere un peculiare giudizio di idoneità. Egli fornirà in via prioritaria le indicazioni per l’adozione di soluzioni di maggiore cautela per la salute del lavoratore. Ovvero della lavoratrice per fronteggiare il rischio da SARS-CoV-2, riservando il giudizio di non idoneità temporanea solo ai casi che non consentono soluzioni alternative.

Alcune osservazioni in merito alla circolare

Va intanto sottolineato che la natura giuridico – sanitaria di tale giudizio è differente da quello espresso ai sensi dell’art. 41 comma 6 del cit. D.Lgs 81/08 nei casi di lavoratori soggetti a sorveglianza sanitaria periodica. Essa discende ed è giustificata essenzialmente dall’attuale fase di emergenza sanitaria.

La circolare prevede anche che il suddetto controllo possa essere ripetuto, a distanza di qualche tempo. Per modificare nel caso il giudizio posto in precedenza alla luce dell’andamento dei contagi. Ovvero del progresso delle conoscenze scientifiche in materia.

Nulla viene indicato, tuttavia, per quei casi, seppure probabilmente rari, di lavoratori che risultassero “inidonei” alla prosecuzione dell’abituale attività lavorativa. E non vi fosse la possibilità di essere adibiti a occupazioni in lavoro agile. Nonché tele-lavoro o lavoro a distanza. Come ad esempio la didattica a distanza per le scuole.

Sarebbe opportuno che su questo aspetto, come ben si comprende assai rilevante per medici e lavoratori, si pronunciassero tempestivamente gli enti e le istituzioni preposte.  

La circolare esprime quindi alcune indicazioni relative alle istanze ex art. 83 del DL n. 34/2020 (“sorveglianza sanitaria eccezionale”). Riprende sostanzialmente la normativa vigente e quanto stabilito in merito alle indicazioni operative. Nonché alla disciplina speciale disposta dal nuovo impianto normativo dell’emergenza Covid-19.

L’espletamento delle visite

Per quanto riguarda, infine, la modalità di espletamento delle visite da parte del medico competente. Il testo richiama l’opportunità di un graduale e progressivo ripristino delle visite mediche periodiche stabilite dal D.Lgs. 81/08. Interrotte nel periodo di lock-down e successivo.

Ciò in considerazione dell’andamento dei contagi a livello locale. Con particolare attenzione al rispetto delle misure igieniche raccomandate dal Ministero della Salute e dell’OMS. Quali ad esempio la dotazione di infermeria aziendale. Ovvero ambiente idoneo tale da consentire la sanificazione periodica ed il distanziamento.

Ancora, che detto locale sia fornito di un adeguato ricambio d’aria. Che vi sia disponibilità di servizi igienici e/o disinfettanti che assicurino la costante igiene delle mani.

La programmazione delle visite dovrà evitare inutili e prolungate per scongiurare assembramenti. Bisognerà prevedere in ogni caso l’utilizzo costante di mascherina. Viene ribadito che in alcuni casi, in base alla situazione dei contagi provinciale o regionale, possa essere ancora differita l’esecuzione delle visite mediche periodiche. Nonché delle visite mediche alla cessazione del rapporto di lavoro.

La circolare ribadisce l’uso di massima cautela nell’esecuzione di esami strumentali che possano esporre al contagio da SARS-CoV-2. Ad esempio le spirometrie o i controlli dell’aria espirata con etilometro. Qualora non possano eseguirsi in ambienti idonei e con adeguati DPI.

Si tratta, in conclusione, di un documento che riordina e chiarisce la materia affrontata alla luce delle più recenti acquisizioni scientifiche inerenti la nuova patologia Covid-19. Giunge in un momento assai delicato sul piano sociale. In coincidenza alla ripresa dell’attività economica e produttiva. In vista della riapertura dell’anno scolastico, e che sarà di sicura utilità per i medici del lavoro e per tutti i medici competenti italiani.