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Pavimento bagnato, azienda incolpevole per la caduta

Un lavoratore che cade sul pavimento bagnato, dopo aver ignorato un segnale di pericolo, non può addebitare al datore di lavoro la responsabilità dell’infortunio subito. L’azienda risponde, infatti, per i danni al personale solo quando viola, in concreto, una regola fissata da norme specifiche o, comunque, suggerita dalla tecnica.

La classica caduta sul pavimento bagnato

Malgrado tutto la classica caduta sulla buccia di banana o sul pavimento bagnato faccia ridere, scivolare non è mai divertente anche se si tratta solo di “banali” cadute. Le statistiche dell’EU-Osha, Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, parlano chiaro. Dicono che 1 infortunio sul lavoro su 4 è proprio dovuto ad inciampo e scivolamento.

L’incidenza non varia dall’azienda di servizi all’industria pesante, ma nel 35% dei casi determina assenze superiori ai 3 giorni. Le categorie più a rischio per questo tipo di infortunio sono le donne e gli uomini sopra i 45 anni.

Questo problema è anche molto sentito in tutti gli ambienti aperti al pubblico, come negozi, supermercati e stazioni. Ambienti questi dove la pulizia non solo è essenziale per motivi di immagine, ma anche per la sicurezza delle persone che transitano. Vissuta spesso come un vero e proprio servizio clienti.

Oltre all’importanza di tutelare i clienti, bisogna anche pensare alle possibili richieste di risarcimento che possono derivare. Questo soprattutto nel caso in cui si evidenzi che la caduta su pavimento bagnato è stata dovuta ad alcune carenze. Ad esempio incuria, scarsa pulizia e mancata tempestività nel togliere la causa del rischio di scivolamento.

Già nel 2014 il rischio di scivolamento è stato oggetto di una campagna europea dell’agenzia EU-Osha, in cui è stato promosso un cartone animato. Questo in modo semplice e simpatico mostra come è possibile prevenire questo tipo di cadute con un atteggiamento consapevole, la corretta segnaletica e un’attenta manutenzione dei pavimenti.

I fatti

Il principio affermato dalla sentenza 14066/2019 pubblicata lo scorso 23 maggio dalla Corte di cassazione, al termine di un contenzioso avviato da una dipendente è molto interessante. La lavoratrice ignorando il segnale di pericolo apposto dal datore di lavoro, ha camminato su un pavimento bagnato. Sul pavimento erano in corso delle pulizie ed è scivolata riportando una frattura. Dopo essere stata risarcita dall’Inail ha chiamato in giudizio il datore di lavoro per ottenere il risarcimento del danno differenziale.

Nel corso del giudizio di appello, l’azienda è stata riconosciuta responsabile per non aver adottato tutte le misure adeguate a prevenire l’infortunio. In particolare, secondo i giudici di merito, avrebbe dovuto organizzare i servizi di pulizia (svolti da un’impresa appaltatrice esterna) fuori dall’ orario di lavoro. Quindi non aveva compiuto ogni sforzo necessario per evitare interferenze con l’attività lavorativa ordinaria.

In merito a questa caduta su pavimento bagnato la Corte di cassazione ha rigettato questa spiegazione, partendo da un concetto troppo spesso dimenticato. L’articolo 2087 del codice civile infatti, che regola la responsabilità del datore di lavoro in materia di sicurezza, non configura un’ipotesi di responsabilità oggettiva.

La Corte ribadisce anche un temperamento importante di tale principio. Il datore di lavoro non può limitarsi ad applicare le regole d’esperienza e le tecniche esistenti. Deve ingegnarsi invece per adottare tutte le cautele idonee a preservare l’integrità psico-fisica del dipendente.

Sulla base di questi concetti, prosegue la Corte, il datore di lavoro è responsabile per un danno solo quando l’evento è dovuto a una sua colpa. Elemento che può consistere nella violazione di regole di comportamento fissate da norme specifiche o, comunque, nella mancata adozione di cautele suggerite dalla tecnica.

La decisione della Cassazione

Nel caso della dipendente scivolata sul pavimento bagnato, la Cassazione non ha ritenuto sussistente alcuna colpa del datore di lavoro. Ha escluso infatti che possa essere addebitata all’azienda la scelta di consentire lo svolgimento delle pulizie durante l’orario di lavoro. Questo perché la fase lavorativa era ampiamente segnalato da appositi segnali.

L’addetto che stava svolgendo il servizio aveva anche segnalato verbalmente il pericolo. Dunque di fronte alla libera scelta della dipendente di ignorare questi avvertimenti, il datore di lavoro risulta immune da qualsiasi responsabilità.

Le misure preventive per ridurre le cadute su pavimento bagnato

Per la maggior parte di noi, camminare è un atto del tutto inconscio che ci sembra privo di pericoli. La realtà però è decisamente diversa. Il pericolo di inciampare, ad esempio su un pavimento bagnato, viene spesso trascurato e le cadute in piano sono una delle cause di infortunio più frequenti.

È dimostrato che le attività di prevenzione delle cadute in piano hanno un effetto positivo sul comportamento delle persone. È anche vero che i risultati della prevenzione non si manifestano dall’oggi al domani, ma che occorre puntare su interventi di informazione ripetuti e prolungati nel tempo.

Riportiamo infine alcuni consigli rivolti ai lavoratori:

  • utilizzare per quanto possibile “calzature comode, traspiranti, chiuse e con suola antiscivolo, anche quando non sono obbligatorie calzature di sicurezza con puntale rigido e lamina antiforo”;
  • circolare a piedi con almeno una mano libera senza caricarsi di pesi ingombranti: “per far questo utilizziamo dei mezzi di sollevamento e di trasporto adatti”;
  • fare attenzione ai tacchi a spillo in ufficio: “tacchi alti e gonne strette possono causare cadute e scivoloni: meglio calzare scarpe basse e vestiti comodi”;
  • mantenere “l’ambiente di lavoro il più possibile pulito e ordinato”.

Ti suggeriamo di scaricare la guida dell’agenzia europea relativa a scivolamenti e cadute sul lavoro cliccando sul link di seguito. Ti invitiamo anche a leggere gli altri articoli sulla sicurezza dei macchinari o sulle sentenze in materia di sicurezza.

Articolo tratto da Il Sole 24Ore