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Piano emergenziale Veneto per l’autunno

E’ pronto il nuovo Piano di salute pubblica per fronteggiare ogni eventualità di ritorno importante del Covid-19 in autunno. Si tratta di quello che il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha più volte definito “l’artiglieria pesante”.

E’ stato anche approvato dalla Giunta regionale, dopo l’avallo del proprio Comitato Scientifico. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Il piano di salute pubblica della Regione Veneto

Il documento delinea un rafforzamento a 360 gradi della sanità territoriale in tema di prevenzione e cura. E’ stato presentato venerdì 7 agosto, dallo stesso governatore, affiancato dagli assessori alla Sanità e alla Protezione Civile.

Gli interventi specifici contenuti nel Piano riguardano sei “macroaree”:

  • I Dipartimenti di Prevenzione per le attività di sanità pubblica finalizzata alla prevenzione. Al monitoraggio e contenimento dell’epidemia.
  • La capacità diagnostica delle rete dei laboratori di microbiologia anche con l’integrazione di nuovi test disponibili sul mercato.
  • L’assistenza sanitaria territoriale per la presa in carico a domicilio.
  • La rete dell’emergenza – urgenza (118 e Pronto Soccorso).
  • L’assistenza ospedaliera per i casi più gravi che richiedono il ricovero in terapia intensiva. Nonché subintensiva e in malattie infettive.
  • Il massimo utilizzo dei sistemi informativi regionali e di biosorveglianza per il monitoraggio dell’epidemia.

La presentazione

Nei mesi scorsi abbiamo guardato in faccia il virus. Abbiamo acquisito esperienza, conoscenza e capacità gestionale grazie al lavoro di una squadra eccezionale.

Adesso mettiamo a frutto il tutto con un Piano che non lascia nulla al caso. Avremo una diagnostica ancora più celere con una capacità giornaliera di 32.000 tamponi. Cui aggiungere i nuovi test rapidi. Nonché la nuova tecnica del pooling grazie alla quale si è in grado di processare più tamponi in un’unica provetta utilizzando una sola dose di reagente.

Un fattore fondamentale per l’autunno – inverno, quando dovremo affrontare il probabile sovrapporsi dell’influenza stagionale. Nonché, nel caso, del Covid con molti sintomi simili e garantire a tutti la diagnosi.

Gli ospedali sono pronti ad affrontare situazioni pesanti con tutte le dotazioni potenziate e il territorio è rafforzato con le Unità Speciali di Continuità Assistenziale.

Nel piano è considerato anche il ruolo fondamentale dei medici di medicina generale ai quali sarà affiancato un infermiere di famiglia ogni 4 medici di medicina generale.

Nessuno può dire cosa ci riservano i prossimi mesi – ha concluso il governatore – e tutti ci auguriamo che il Covid non ritorni con l’intensità dei mesi scorsi. Tuttavia la sanità pubblica deve ragionare in termini di criticità elevata. In Veneto questo è ciò che è stato fatto.

Le altre misure

Particolare attenzione viene posta all’aspetto territoriale. In tale ambito del quale si conferma la validità del modello Veneto delle cure primarie. Organizzato in medicine di gruppo integrate, e della sua evoluzione in team di assistenza primaria.

Sul piano ospedaliero sono anche previsti corposi investimenti. 81,9 milioni per il potenziamento di posti letto e strutture. Nonché 16,1 milioni per i Pronto Soccorso.

Per quanto riguarda la gestione dell’attività delle microbiologie. Il Piano conferma la gestione operativa dei 14 laboratori veneti in capo a quello dell’ospedale di Treviso. Nonché il laboratorio dell’Azienda Ospedaliera di Padova come centro di riferimento regionale.