piramide degli infortuni

Piramide degli infortuni e sicurezza sul lavoro

Continuiamo l’analisi del concetto di piramide degli infortuni visto ieri. L’obiettivo è sempre quello di capire coma sia possibile gestire in modo adeguato la sicurezza in azienda.

La Piramide degli Infortuni (o Piramide di Heinrich)

La teoria di Heinrich, pubblicata nel 1931 e relativa ad un campione di 1.500 aziende rende evidente il fatto che esiste una correlazione statistica tra gli infortuni gravi, quelli “minori” ed i near miss.

In particolare per ciascun infortunio grave ce ne sarebbero 29 meno gravi. Cioè con danni reversibili. Nonché per ognuno di questi 29 infortuni meno gravi si verificherebbero 300 near miss.

Se l’obiettivo è quello di garantire la sicurezza sul lavoro bisogna agire sulla base degli infortuni. Sarà quindi di fondamentale importanza analizzare i “near miss”. Questo con l’obiettivo di evitare incidenti gravi se non addirittura incidenti fatali.

Deve essere però chiaro che analizzare i “near miss” non vuol dire prendere in considerazione le conseguenze di questi ultimi in termini di sicurezza. Queste infatti saranno minime se non nulle.

Bensì bisognerà prendere in esame le potenziali conseguenze mettendosi nell’ipotesi peggiore così da poter adottare tutte le necessarie azioni preventive.

La riduzione degli eventi infortunistici infatti passa gioco forza attraverso l’analisi e lo studio dei “near miss“.

Le difficoltà nel promuovere la piramide degli infortuni

La difficoltà nel promuovere questo tipo di ragionamento sta nel fatto che non è facile trovare un nesso chiaro tra i singoli comportamenti corretti e gli incidenti occorsi. Cioè la riduzione del numero di incidenti passerà anche per l’adozione di corretti comportamenti di sicurezza.

Possiamo infatti immaginare questa teoria come l’equivalente della minaccia dati dagli iceberg nel mare. Quello che noi tutti vediamo è solo la cima dell’iceberg. Ignoriamo infatti che al di sotto del livello del mare si estende una parte dell’iceberg che è molto maggiore rispetto a quella che emerge.

Così facendo tendiamo a sottovalutare il rischio con le conseguenti gravi conseguenze. Analogamente, la parte emersa dell’iceberg è rappresentata dal numero di infortuni maggiori che si verificano in azienda.

Ora dal momento che questi sono in numero limitato si tende a ritenere che tutti gli altri eventi di minore entità non siano legati a questo. Nonché soprattutto che il numero di infortuni “lievi” è sempre enormemente più critico rispetto a quello degli incidenti “gravi”. Tutto questo per non parlare poi dei mancati infortuni. Questi infatti spesso sono per definizione quasi invisibili.

Infatti solo di rado vengono analizzati e presi in considerazione i mancati infortuni che sono alla base della piramide degli infortuni. I motivi sono i più disparati. L’azienda non ha il tempo o la voglia di valutarli.

Dal canto loro i lavoratori non hanno la sensibilità per rilevarli ed anche questo spesso si rileva un grande limite per la piena ed efficace adozione dei principi della piramide degli infortuni di Heinrich.

Un passo avanti

Quanto visto finora porta a ritenere che ridurre la base della piramide degli infortuni può portare, di conseguenza, alla riduzione degli infortuni. Questa tesi è però troppo semplicistica poiché è funzione di una analisi statistica. Pertanto no vi saranno certezze in tal senso.

Questo avviene perché si presuppone sia che gli incidenti minori che quelli più gravi abbiamo le stesse cause radice. Cioè le cause di base originarie di tali eventi infortunistici.

In realtà però solo una piccola parte della base della piramide degli infortuni ha dei legami di retti di causalità con gli incidenti più gravi. Il livello più basso dato dagli eventi minori infatti prevede di fondo due possibili situazioni. La prima è data da tutti quegli eventi che avrebbero potuto generare effetti molto gravi. Ad esempio un carico che cade dall’alto impattando a poca distanza da un lavoratore.

Vi saranno poi tutte quelle situazioni che si verificano con grande frequenza, ma che tuttavia non potranno dar luogo a gravi incidenti. Ad esempio un lavoratore che batte il ginocchio su un oggetto che era stato depositato lungo una via di transito.

Il concetto che emerge da questa ulteriore considerazioni è altrettanto importante. Le aziende che investono le loro risorse ed energie per far fronte a questa seconda categoria di eventi otterrà solo un marginale miglioramento della situazione. Questo aspetto trova anche un riscontro grafico. Infatti anziché riferirsi alla piramide degli infortuni ci si riferirà al cosiddetto “Diamante della Prevenzione”. and safety

Come investire in sicurezza

L’analisi storica dei vari incidenti gravi che si sono verificati in diversi impianti produttivi sparsi per la terra ci fornisce una indicazione chiara. Ci dice infatti che le aziende che concentrano la propria attenzione principalmente sull’abbassamento del tasso di incidenti “in generale” può portare a trascurare il monitoraggio dei rischi più rilevanti.

Seguendo il modello della piramide degli infortuni infatti diverse aziende vedono calare il tasso di incidenti senza però avere un riscontro diretto in termini di riduzione del numero di incidenti gravi o mortali.

Su tutti l’esempio più tristemente famoso è quello relativo all’incidente avvenuto sulla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon. Questa avrebbe dovuto festeggiare il suo ottavo anno senza incidenti sul lavoro il giorno dopo la tragedia che generò 11 vittime ed un disastro ambientale di dimensioni memorabili.

In pratica dunque, va bene concentrarsi in generale sulla riduzione degli infortuni avendo come riferimento l’indice di frequenza. Tuttavia, l’indice prevalente che non bisogna assolutamente trascurare è quello di gravità.

Inutile dire che la cosa migliore è quella di garantire la situazione in cui si va a gestire la prevenzione sia de “rischi professionali quotidiani”. Nonché di quelli “rari e gravi” in modo coordinato e tempestivo. Chiaramente le azioni da mettere in campo saranno diverse di volta in volta. Ciò anche in funzione dell’indice di gravità del rischio in esame.

Conclusioni

In conclusione vi consigliamo dunque di valutare l’adozione del modello dettato dalla piramide degli infortuni. Nonché di migliorarlo andando ad implementare il modello dettato dal diamante della prevenzione. Se aveste bisogno di un supporto potete contattarci e saremo lieti di supportarvi!