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Polizia locale e di Stato: sicurezza per Covid-19

Gli operatori della Polizia locale o della Polizia di Stato svolgono sicuramente attività a maggiore rischio da Covid-19. Infatti questi lavoratori si trovano ad avere un rischio di esposizione potenziale al virus SARS-CoV-2 maggiore di altre attività lavorative.

Così come i tecnici di laboratori biomedici sono tra i lavoratori maggiormente esposti. E’ necessario avere qualche informazione sulle specificità dei rischi anche per gli agenti di polizia. Nonché su alcune criticità riscontrate nella Polizia di Stato e nella Polizia locale. Possiamo fare riferimento ad una comunicazione sottoscritta dai Segretari generali provinciali di alcune organizzazioni sindacali alla Questura di Bari. Nonché ai datori di lavoro di vari reparti della Polizia di Stato della provincia di Bari.

Si tratta di una comunicazione che ha in oggetto “Decreto Legislativo 9 Aprile 2008 nr.81 e ss.mm.ii. Comunicazione ai Datori di Lavoro della Polizia di Stato- emergenza Covid-19. Esiti della video conferenza del 25.3.2020”.

Criticità in materia di sicurezza e la valutazione dei rischi

Nella comunicazione in questione si indica che la video conferenza indicata in oggetto. Avvenuta con la partecipazione del Vicario della Questura di Bari. Nonché del Dirigente l’Ufficio Medico Provinciale e dei rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali. Ha evidenziato la sussistenza di alcune problematiche.

Si segnala che una Circolare del 16 Marzo 2020 del Ministero dell’Interno. Direzione Centrale Sanità e avente come oggetto: Infezione COVID-19. Dispositivi di protezione individuale.

Utilizzo razionale ed omogeneo sul territorio. Afferma che “sono state diramate da tempo a tutte le articolazioni territoriali specifiche indicazioni (…) Ha provveduto anche ad analizzare i contenuti di servizio onde individuare tutte quelle attività meritevoli di una peculiare valutazione del rischio”.

Polizia locale e Polizia di Stato: protezione da coronavirus

La comunicazione indica che tali direttive non tengono in debita considerazione il fatto che la valutazione del rischio è una prerogativa del datore di lavoro. Quest’ultimo risponde personalmente del suo operato. Non sono menzionati, escludendoli di fatto, gli R.L.S. in nessuna circolare emanata in merito al fenomeno coronavirus.

Ciò premesso e considerata anche la mancata consultazione preventiva. Si chiede di conoscere se è stata effettuata la valutazione dei rischi prodotti dal fenomeno “Coronavirus”. Nonché quali siano i criteri metodologici impiegati.

Si ricorda poi che l’art. 28, comma 2, lett. a) del TUSL, prevede un qualcosa di altamente significativa. Ciò in quanto fa intendere che debbono essere valutati tutti rischi che possono profilarsi.

Non necessariamente a causa dell’attività lavorativa. Bensì durante l’attività lavorativa: come appunto il coronavirus.

I rischi da coronavirus e i rischi di contagio aggravato

I firmatari della comunicazione ritengono che per ogni lavoratore. Specialmente per i lavoratori a stretto contatto con il pubblico. Il rischio di contagio è rischio generico aggravato, in misura certo variabile, ma sarà il DVR a precisarlo. Si deduce che ciò valga tanto per la Polizia di Stato che per la Polizia locale.

Rimandiamo alla lettura completa della comunicazione che riporta altri punti e richiede di aggiornare, in collaborazione con il Medico Competente aziendale. Nonché il RSPP ed il RLS. Il documento di valutazione dei rischi (DVR) per quanto riguarda la protezione dall’infezione da Covid-19 dei lavoratori che proseguono l’attività.

Si badi ciò solo per i rischi specifici connessi alla peculiarità dello svolgimento dell’attività lavorativa. Ovvero laddove vi sia un pericolo di contagio da COVID-19 aggiuntivo e differente da quello della popolazione in generale.

La Polizia locale e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale

Riguardo poi al tema dei dispositivi di protezione individuale riportiamo una recente Circolare del Ministero della Salute – Direzione generale della prevenzione sanitaria – del 1 aprile 2020 che fa riferimento agli operatori della Polizia locale.  

Nella Circolare in questione si indica che le Forze dell’ordine impegnate a garantire le misure di quarantena dei casi con COVID-19. Devono utilizzare idonei DPI adeguati alla tipologia di intervento. Inoltre i singoli datori di lavoro sono tenuti a fornire ulteriori istruzioni come da circolare n.5443 del 22 febbraio 2020.

Si indica poi che il rischio di contagio per gli operatori di Polizia locale deve essere valutato dal datore di lavoro in collaborazione col medico competente.

Ferme restando le indicazioni fornite con la circolare n. 9335 del 18 marzo. Qualora gli operatori di Polizia locale. Nell’ambito dell’emergenza COVID-19. Svolgano le stesse funzioni delle Forze dell’ordine.

Tale circostanza dovrà essere considerata nell’ambito di valutazione del rischio, e dovranno essere applicate misure di prevenzione e protezione analoghe a quelle disposte per le Forze dell’ordine.