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Porta ascensore, materiali e arredi: reazione al fuoco

L’ascensore e le relative porte di piano sono da sempre un “tasto critico” della sicurezza antincendio. Fino a ieri si erano susseguite varie indicazioni ma con la nota dello scorso 2 settembre i VVF fanno chiarezza su diversi aspetti. Vediamo insieme quali!

Le ascensori e le relative porte di piano

Come sappiamo ogni ascensore può essere equipaggiato con una vasta gamma di porte di cabina e di piano. Le diverse tipologie di porte possono essere applicate sia su impianti esistenti che nuovi.

Possono essere porte a battente o porte automatiche. In acciaio inox o in altri materiali. Ma quali sono le caratteristiche che le nuove porte di piano devono avere in termini di reazione al fuoco? Se infatti le piattaforme elevatrici rappresentate dalla cabina devono già rispettare le relative direttive di prodotto nulla viene detto riguardo questo aspetto.

La Circolare dei vigili del fuoco dello scorso 2 settembre 2020 DCPREV 11297 fornisce risposte proprio in merito ad alcuni quesiti giunti dalle strutture territoriali.

Offre indirizzi generali sulle caratteristiche di reazione al fuoco di alcuni materiali e arredi. Indicando i corrispondenti capitoli del Codice di prevenzione incendi. La circolare in questione in particolare tocca i seguenti argomenti:

  • corretta individuazione di gruppi di materiali GM. In particolare “gruppi per arredamenti, scenografie, tendoni per coperture”;
  • caratteristiche di resistenza al fuoco delle porte di piano degli ascensori.

Le porte di piano degli ascensori

materiali che devono presentare requisiti di reazione al fuoco sono elencati puntualmente nella tabella S.1-5. Tuttavia solo come classe italiana. Non essendo applicabile quella europea perché non si tratta di prodotti da costruzione.

Alcune regole tecniche verticali prevedono particolari requisiti di reazione al fuoco solo per i materiali installati nelle vie d’esodo verticali. Nonché nei percorsi di esodo e negli “spazi calmi”.

Altrimenti, si applicano i livelli della tabella S.1-2 e per altri ambienti la tabella S.1-3. Per le porte di piano degli ascensori, la circolare rimanda dapprima al capitolo V.3 del Codice di prevenzione incendi. Quello relativo ai vani corsa degli ascensori.

Aggiunge in particolare che, previa verifica della mancanza di ostacoli impiantistico e/o costruttivi all’ottenimento della prestazione richiesta. Il progettista potrà adottare il livello di prestazione III della compartimentazione (capitolo S.3).

Altrimenti, si farà ricorso alle soluzioni alternative del par. S.3.4.2 del Codice. Ovvero a una modifica progettuale della relazione tra vano corsa dell’ascensore e piani dell’opera da costruzione.

Vediamo dunque in dettaglio i singoli punti a cui il Corpo nazionale VVF risponde. Dalle porte di piano degli ascensori agli arredi:

Requisiti di reazione al fuoco: vale la classificazione europea?

Specifica il Dipartimento che la tabella S.l-5 del D.M. 3 agosto 2015. Cosiddetto Codice di prevenzione incendi. Elenca i materiali che necessitano di requisiti di reazione al fuoco. Questi sono espressi in soli termini di classe italiana. Ciò perché, non trattandosi di prodotti da costruzione, la classificazione europea risulta non applicabile.

Requisiti di reazione al fuoco delle regole tecniche verticali: a quali materiali riferiscono?

Quanto ai particolari requisiti di reazione al fuoco previsti da alcune Regole tecniche verticali (RTV). Questi sono limitati ai soli materiali installati in ambienti specifici. Quali le vie d’esodo verticali, i percorsi d’esodo (es. corridoi, atri, filtri, …) e spazi calmi.

Per i quali, altrimenti, si applicherebbero i livelli di prestazione fissati dalla tabella S.l-2 in funzione dei criteri di attribuzione. Per gli altri ambienti dell’attività si applica invece la tabella S.l-3.

Porte di piano degli ascensori: quali prestazioni al fuoco devono essere verificate?

Quanto alle caratteristiche di resistenza al fuoco delle porte di piano degli ascensori. Anzitutto si ricorda come il capitolo V.3 del Codice detta indicazioni sui vani corsa degli ascensori in quanto ambiti dell’opera da costruzione.

Nell’adozione del livello di prestazione III della compartimentazione (capitolo S.3), il progettista dovrà anche verificare che la presenza di particolari ambiti o elementi impiantistico/costruttivi non inficino la prestazione richiesta.

Quindi, qualora le caratteristiche della macchina ascensore non garantiscano quanto previsto. Si potrà far ricorso alle soluzioni alternative di cui al paragrafo S.3.4.2 del Codice. Ovvero, più semplicemente, ad una rivisitazione progettuale dell’interfacciamento tra vano corsa ascensore e piani dell’opera da costruzione.

Clicca sul pulsante di seguito per scaricare il testo della circolare. Come sempre ti invitiamo a registrarti alla nostra newsletter sicurezza per restare sempre aggiornato.