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Quarantena come malattia: novità nel decreto Cura Italia

Coronavirusla quarantena è come la malattia. Questa è decisamente la grande novità del decreto Cura Italia entrato in vigore lo scorso 17 marzo. Ma in cosa consiste?

Dopo aver chiarito come gestire un infortunio sul lavoro in seguito a contagio da Covid-19. Il decreto Cura Italia prevede misure per famiglie e imprese per una copertura iniziale di 25 miliardi di euro. Come sappiamo l’attuale emergenza da coronavirus, provoca una polmonite che, nei casi gravi, ha bisogno di ricovero ospedaliero, spesso in terapia intensiva.

La quarantena da malattie infettive come malattia per l’emergenza coronavirus è un’importante misura per i dipendenti privati. Ma soprattutto per i datori di lavoro perché l’onere è a carico dello Stato. Vediamo in cosa consiste la quarantena come malattia. Nonché cosa prevede per lavoratori con disabilità il decreto.

Con il decreto 25 marzo n. 19. Inoltre, sono arrivate anche nuove sanzioni. Multe da 400 euro a 3.000 euro per chi non rispetta le misure di contenimento.

Ancora, carcere da 1 a 5 anni per chi non rispetta gli obblighi di quarantena. Anche sanzioni come la chiusura fino a 30 giorni per la attività commerciali e così via.

Coronavirus e quarantena come malattia: in cosa consiste?

Era una precisazione attesa, arrivata con il decreto Cura Italia: i lavoratori che sono in quarantena per evitare il contagio Coronavirus, hanno diritto alla malattia. E i giorni trascorsi a casa non si calcolano ai fini del superamento del periodo di comporto. Il riferimento è l’articolo 26, comma 1, del decreto nr. 18/2020.

Riguarda il periodo trascorso in isolamento con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria dei lavoratori dipendenti. Innanzitutto, le relative definizioni di legge:

  •  quarantena con sorveglianza attiva: persone che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva (articolo 1, comma 2, lettera h, dl 6/2020).
  •  permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva: persone che hanno fatto ingresso in Italia da zone a rischio (lettera i, dello stesso articolo).

La seconda definizione resta valida e si applica anche declinata in base a specifiche ordinanze locali legate al rischio di contagio da Coronavirus.

Altre indicazioni

In ogni caso, è il Dipartimento di prevenzione della Asl a disporre il provvedimento di quarantena. Ovvero sorveglianza in base alle indicazioni che possono arrivare dalla persona stessa. Nonché dall’azienda o dai medici di base.

Questi ultimi redigono il certificato, specificando gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena con sorveglianza attiva o alla permanenza domiciliare. Il provvedimento può venire emesso dall’autorità sanitaria in relazione a una delle notizie sopra riportate.

Esempio: un lavoratore segnala di avere avuto un contatto stretto con un caso confermato di Covid 19. L’azienda provvede ad avvisare l’autorità sanitaria (ci sono appositi numeri di emergenza per il Covid-19 forniti dalla Regione o dal ministero della Salute). che a sua volta prende le contromisure indicate.

I medici di base hanno precise indicazioni da parte delle autorità e di conseguenza sanno esattamente quando prescrivere la quarantena. Ricordiamo che l’indicazione del ministero è quella di rivolgersi al medico di base, chiamandolo al telefono, evitando invece di andare in pronto soccorso o in ambulatorio. La quarantena, come è noto, dura 15 giorni.

Attenzione. Sono considerati validi i certificati di malattia trasmessi, prima dell’entrata in vigore del decreto Cura Italia. Quindi, prima del 17 marzo. Anche in assenza della indicazione del provvedimento in base al quale si dispone la quarantena.

La quarantena equivale a un periodo di malattia. Ed è quindi retribuita di conseguenza. E non vale ai fini del periodo di comporto. Il numero massimo di giorni in cui un lavoratore può stare a casa per malattia mantenendo il diritto al posto di lavoro.

Coronavirus: quarantena come malattia e ricovero per chi ha disabilità

Nel decreto per il coronavirus si danno indicazioni specifiche sulla quarantena come malattia e ricovero per le persone con disabilità. In questo caso si fa riferimento anche ai dipendenti pubblici.

L’articolo 26 del decreto al comma 2 stabilisce che per i lavoratori dipendenti pubblici e privati. I quali abbiano, in base alla legge 104 del 1992, attestazione della disabilità.

Ovvero che abbiano attestazione rilasciata dai competenti organi medico legali circa il rischio derivante da immunodepressione o terapie oncologiche e che si assentino pertanto dal posto di lavoro. Fino al 30 aprile quel periodo viene equiparato al ricovero ospedaliero. Ciò ai sensi dell’articolo 19 comma 1 del decreto 2 marzo 2020 numero 9 riguardante sempre l’emergenza coronavirus. Il suddetto comma recita:

“Il periodo trascorso in malattia o in quarantena con sorveglianza attiva. O in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva. Dai dipendenti delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dovuta al COVID-19. E’ equiparato al periodo di ricovero ospedaliero.”