raccolta rifiuti

Raccolta rifiuti e Covid-19: esposizione al rischio

Nuove regole nella gestione e raccolta rifiuti. Da quando è scoppiata la pandemia del Covid-19, si è aperta una grossa falla nella protezione dagli agenti biologici patogeni umani. Questo sia per la popolazione che per i lavoratori.

Il rischio per gli operatori addetti alla raccolta rifiuti

Per questi ultimi ed i rischi connessi in materia di sicurezza e di salute. Si tratta di un agente biologico non ancora classificato dall’Allegato XLVI del TUSL. Tuttavia dovrebbe rientrare per le caratteristiche infettivologiche e di possibilità di trattamento medico, tra quelli del Gruppo 4.

Il virus Covid-19 si è dimostrato fin da subito un microrganismo con le “armi molto affilate” e potenzialmente letale.

Questo per la capacità di diffondersi e di infettare le persone molto rapidamente. Nonché di adattamento a situazioni ambientali molto diversificate fra loro.

Tutto il mondo intero si è trovato inaspettatamente a dover fronteggiare un’emergenza sanitaria, connessa ad un patogeno sconosciuto.

In ambito ospedaliero

Sicuramente in ambito ospedaliero sono state adottate misure di prevenzione e protezione valide per gli agenti biologici del Gruppo 4.

Gli operatori sanitari sono direttamente esposti in prima linea, ma altri lavoratori possono entrare in contatto con questo virus.

Fra questi gli operatori del settore di gestione dei rifiuti. Sia raccolta che smaltimento (igiene ambientale). Questi infatti si possono esporre.

Ovvero infettare sia con la raccolta urbana (per la presenza di persone ammalate ed in quarantena a domicilio). Sia con i rifiuti sanitari, rappresentati dal materiale che proviene da ospedali. Nonché ambulatori, case di cura, istituti per anziani e disabili, ecc.

In questi ambienti è infatti aumentato a dismisura l’impiego di dispositivi di protezione monouso e di strumenti diagnostici (tamponi).

È quindi importante seguire una procedura che consenta ai lavoratori di prevenire ogni forma di contagio e proteggersi dalle infezioni.

Le indicazioni dell’ISS per gli operatori addetti alla raccolta rifiuti

A tal fine l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), proprio in questi giorni, ha predisposto un documento ad hoc per gli operatori di igiene ambientale:

  • E’ necessario adottare obbligatoriamente appropriati DPI. In particolare mascherine (filtranti facciali) FFP2 o FFP3. In quest’ultimo caso, compatibilmente con la valutazione del rischio in essere in azienda. Vanno aggiunti, inoltre, occhiali protettivi e guanti.
  • Si devono pulire in maniera centralizzata le tute e gli indumenti da lavoro. Così da ridurre al minimo la possibilità di disperdere il virus nell’aria. Non scuotere o agitare gli abiti.
    Sottoporre le tute e gli indumenti a lavaggi a temperatura di almeno 60°C con detersivi comuni. Possibilmente aggiungendo disinfettanti tipo perossido di idrogeno o candeggina per tessuti.
  • Bisogna sostituire i guanti da lavoro non monouso (essendo difficile sanificarli) ogni qualvolta l’operatore segnali al proprio responsabile di aver maneggiato un sacco rotto e/o aperto.
  • Sono indispensabili sanificazione e disinfezione della cabina di guida dei mezzi destinati alla raccolta dei rifiuti urbani dopo ogni ciclo di lavoro. Bisogna fare particolare attenzione ai tessuti (ad esempio dei sedili). Questi infatti possono rappresentare un sito di maggiore persistenza del virus rispetto a volante, cambio, ecc., più facilmente sanificabili.
    Va considerata la necessità di non utilizzare aria compressa e/o acqua sotto pressione per la pulizia. Ovvero altri metodi che possono produrre spruzzi o possono aerosolizzare materiale infettivo nell’ambiente.
    L’aspirapolvere dev’essere utilizzato solamente dopo un’adeguata disinfezione. Viene, inoltre, consigliato l’uso di disinfettanti (ad esempio a base di alcol almeno al 75% v/v), in confezione spray.

La raccolta rifiuti differenziata

Arrivate dall’ISS indicazioni sulla raccolta rifiuti. La raccolta differenziata prosegue, ma non per coloro che sono risultati positivi al coronavirus. Le persone sintomatiche in isolamento, o in quarantena a casa, devono conferire i rifiuti nel cassonetto dell’indifferenziato dove vanno gettate anche mascherine e guanti monouso.

Tutti gli altri invece devono continuare a fare normalmente la raccolta differenziata con l’accortezza di gettare fazzoletti di carta guanti e mascherine nell’indifferenziato.

Sono sospese, inoltre, le attività degli ecocentri o isole ecologiche per i rifiuti ingombranti.

Per le persone positive al coronavirus

Per chi è positivo l’invito è di non differenziare più i rifiuti di casa. E’ necessario utilizzare due o tre sacchetti possibilmente resistenti (uno dentro l’altro) all’interno del contenitore utilizzato per la raccolta indifferenziata, se possibile a pedale.

Tutti i rifiuti (plastica, vetro, carta, umido, metallo e indifferenziata) si gettano nello stesso contenitore utilizzato per la raccolta indifferenziata.

Anche i fazzoletti o i rotoli di carta, le mascherine, i guanti, e i teli monouso si gettano nello stesso contenitore per la raccolta indifferenziata indossando guanti monouso.

Occorre chiudere bene i sacchetti senza schiacciarli con le mani utilizzando dei lacci di chiusura o nastro adesivo. Una volta chiusi i sacchetti, i guanti usati si gettano nei nuovi sacchetti preparati per la raccolta indifferenziata (due o tre sacchetti possibilmente resistenti, uno dentro l’altro).

Smaltire i rifiuti ogni giorno come si farebbe con un sacchetto di indifferenziata. Gli animali da compagnia non devono accedere nel locale in cui sono presenti i sacchetti di rifiuti.

Per le persone non positive al coronavirus

Le indicazioni invece per coloro che non sono positivi o in quarantena sorvegliata non variano. Bisogna continuare a fare normalmente la raccolta differenziata dove vanno conferiti fazzoletti guanti e mascherine monouso. Possibilmente utilizzare il contenitore che si usa abitualmente. 

Clicca sul pulsante di seguito per scaricare le indicazioni fornite dall’ISS in materia di raccolta rifiuti domestici.