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Riapertura scuole e rischio da Covid-19, come gestirlo?

Proseguiamo l’analisi della gestione del rischio da coronavirus in conseguenza alla riapertura delle scuole in presenza. L’ anno scolastico è partito ufficialmente lo scorso 14 settembre ma nonostante le tante indicazioni circolate sono ancora diversi i punti critici.

La riapertura della scuola in presenza, durante l’emergenza Covid-19, è evidente che presuppone, dal punto di vista epidemiologico, un possibile aumento del rischio della circolazione del virus nella comunità.

Tuttavia la questione centrale delle decisioni di riapertura scolastica non è se le scuole debbano riaprire o meno. Piuttosto come procedere con una riapertura scolastica più sicura attraverso la comprensione e la consapevolezza dei rischi per la salute pubblica. Non solo sui bambini, sul personale scolastico e sui loro contatti sociali immediati, ma anche su un aumento della trasmissione a livello di virus comunitari.

Come gestire il rischio contagio

Per controllare/mitigare questa possibilità sono state già considerate alcune misure di prevenzione in documenti formali e in documenti tecnici del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) inviati al Ministro dell’Istruzione. Questi forniscono le indicazioni per la riapertura delle scuole e dei servizi educativi dell’infanzia, in linea con la situazione epidemiologica e con le conoscenze scientifiche finora disponibili.   

Inoltre va sottolineato che le misure possono ridurre il rischio di trasmissione in ambito scolastico. Tuttavia non possono azzerarlo. Pertanto, in una prospettiva di probabile circolazione del virus è necessario sviluppare una strategia nazionale di risposta a eventuali casi sospetti e confermati che ci si aspetta possano avvenire in ambito scolastico o che abbiano ripercussioni su di esso.

A ricordarlo e a favorire la costruzione di questa strategia è un recente Rapporto dell’ISS. Il rapporto, che è stato inserito come nuovo allegato nel DPCM del 7 settembre 2020. Fornisce un supporto operativo alle istituzioni scolastiche e dei servizi educativi dell’infanzia. Nonché ai Dipartimenti di Prevenzione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Ed a tutti coloro che potrebbero essere coinvolti nella risposta a livello di salute pubblica ai possibili casi e focolai di Covid-19 in ambito scolastico e dei servizi educativi dell’infanzia.

La riapertura delle scuole in relazione a eventuali casi di Covid-19  

Il documento indica che ogni scuola deve seguire le indicazioni per la prevenzione dei casi Covid-19 del Ministero della Istruzione (MI), del Ministero della Salute (MdS) e del Comitato Tecnico Scientifico (CTS). Anche la ministra Lucia Azzolina si è molto spesa in queste settimane fornendo chiarimenti sulle linee guida ed anche sulle figure dei referenti covid.

Dopo aver già toccato questi temi, la ministra Azzolina è tornata anche sul tema dei lavoratori fragili nel settore scolastico. Intanto in alcune scuole già si sono registrati i primi casi di positività per cui vediamo quali indicazioni sono date e come devono essere gestiti.

Nel documento che tratta la riapertura delle scuole si indica che ai fini dell’identificazione precoce dei casi sospetti è necessario prevedere:

  • Un sistema di monitoraggio dello stato di salute degli alunni e del personale scolastico;
  • Il coinvolgimento delle famiglie nell’effettuare il controllo della temperatura corporea del bambino/studente a casa ogni giorno. Prima di recarsi al servizio educativo dell’infanzia o a scuola;
  • La misurazione della temperatura corporea al bisogno. Ad esempio in caso di malore a scuola di uno studente. Ovvero di un operatore scolastico. Mediante l’uso di termometri che non prevedono il contatto che andranno preventivamente reperiti;
  • La collaborazione dei genitori nel contattare il proprio medico curante per le operatività connesse alla valutazione clinica. Nonché all’eventuale prescrizione del tampone naso-faringeo.   

Si segnala che è poi necessario approntare un sistema flessibile per la gestione della numerosità delle assenze per classe. Questo deve poter essere utilizzato per identificare situazioni anomale per eccesso di assenze. Per esempio, attraverso il registro elettronico o appositi registri su cui riassumere i dati ogni giorno.

La tutela della salute e sicurezza dei lavoratori della scuola

Il rapporto che tratta la riapertura delle scuole si sofferma anche sulla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori della scuola. Questa è garantita dal Decreto legislativo 81/2008. Nonché da quanto previsto dalla specifica normativa ministeriale (DM 29 settembre 1998, n. 382).

Si indica che nella “ordinarietà”, qualora il datore di lavoro, attraverso il processo di valutazione dei rischi evidenzi e riporti nel DVR la presenza di uno dei rischi “normati” dal D.Lgs 81/2008.

Il quale, a sua volta, preveda l’obbligo di sorveglianza sanitaria. Deve nominare il medico competente per l’effettuazione delle visite mediche di cui all’art. 41 del citato decreto. Queste sono finalizzate all’espressione del giudizio di idoneità alla mansione. Tale previsione non ha subito modifiche nell’attuale contesto pandemico. Ogni datore di lavoro del contesto scolastico dovrà comunque integrare il DVR con tutte le misure individuate da attuare per contenere il rischio da SARS-CoV-2.

Il Rapporto si sofferma poi anche sulla “sorveglianza sanitaria eccezionale”, istituita dal decreto legge 19 maggio 2020 n. 34. Nonché sulla sua conversione con la Legge 17 luglio 2020, n. 77 per i “lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio”.

Vi invitiamo a visionare integralmente il rapporto cliccando sul pulsante di seguito.