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Rifiuti covid: in condominio occorre gestirli adeguatamente

Come gestire i rifiuti covid in condominio? Lo speciale gruppo di lavoro presso l’Istituto Superiore di Sanità, con i rapporti 3/2020 e 26/2020 ha dato indicazioni per la gestione. Nonché la raccolta dei rifiuti urbani durante l’emergenza del Covid-19 per contrastare la trasmissione del virus.

Ha fornito procedure da seguire per il conferimento dei rifiuti urbani extra ospedalieri in cassonetti condominiali o stradali e per la raccolta porta a porta.

La base normativa è il decreto legge 23 febbraio 2020 e i Dpcm 26 aprile e 17 maggio 2020, adattabili alle emergenze locali.

Anche la Commissione Ue, pur auspicando la continuazione del riciclo e della raccolta differenziata. Ha riconosciuto la necessità di misure specifiche nei casi di positività o quarantena.

Le diverse tipologie di rifiuti covid

Nel caso di soggetti non positivi al coronavirus, non in isolamento domiciliare e non in quarantena obbligatoria. Si raccomanda di mantenere le modalità locali di raccolta in vigore, non interrompendo la raccolta differenziata.

Per cautela si raccomanda, agli abitanti degli edifici, di smaltire tra i rifiuti indifferenziati fazzoletti o carta da rotoli. Nonché mascherine e guanti eventualmente utilizzati.

Nel caso di rifiuti urbani provenienti da abitazioni di soggetti positivi al tampone. Ovvero in isolamento o quarantena. Non essendo noto, al momento, il tempo di sopravvivenza in un rifiuto domestico/urbano dei coronavirus in generale e del Covid-19 in particolare.

Visti i timori di rischio da parte della popolazione. Nonché degli operatori della raccolta rifiuti. Bisognerebbe far riferimento al DPR 254/2003 che considera rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo quelli provenienti da ambienti di isolamento infettivo. Nonché quelli venuti a contatto con qualsiasi liquido biologico secreto od escreto dai pazienti isolati.

Un positivo in condominio

Rifiuti covid equivalenti a quelli generati in una struttura snaitaria, da raccogliere in idonei imballaggi a perdere. Nonché gestiti con le stesse modalità dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo. Rifiuti poi da sterilizzare ed incenerire.

Procedure difficili da attuare, specie in zone ad alta diffusione di contagiati e isolati. Oppure perché mancano contratti con aziende specializzate nella raccolta dei rifiuti a rischio infettivo.

Le raccomandazioni

Di seguito alcuni consigli pratici: nelle abitazioni di soggetti positivi al tampone. Ovvero in isolamento o in quarantena. Interrompere la raccolta differenziata, se esistente. Raccogliere e conferire insieme tutti i rifiuti domestici, a prescindere dalla loro natura, inclusi fazzoletti di carta, carta in rotoli, teli monouso, equiparati a rifiuti differenziati.

Inserire mascherine e guanti in una busta, prima di essere introdotti nel sacco dei rifiuti covid indifferenziati, limitando gli errori nella raccolta e nel conferimento. A salvaguardia della sicurezza domestica, di operatori ecologici e volontari addetti alla raccolta.

Confezionare i rifiuti in modo da non danneggiare e/o contaminare esternamente i sacchetti utilizzando guanti monouso. Quando siano presenti oggetti taglienti, a punta o comunque in grado di provocare lacerazioni dell’involucro eseguirne il conferimento con cura. Bisognerà infatti evitare di lacerare i sacchi con fuoriuscita del contenuto. Utilizzare almeno due o tre sacchetti resistenti uno dentro l’ altro per maggiore resistenza serrando bene i lacci di chiusura.

Dotare di apertura a pedale i contenitori all’interno dei quali verranno inseriti i sacchi. Chiuderli bene indossando guanti monouso, senza schiacciarli e comprimerli con le mani. Evitare l’accesso di animali da compagnia ai locali dove sono i sacchi di rifiuti covid e non.

La corretta gestione dei rifiuti covid

Far smaltire il rifiuto dalla propria abitazione con le procedure in vigore sul territorio. Esporli fuori dalla propria porta negli appositi contenitori. Dotati preferibilmente di apertura a pedale o nei contenitori/bidoncini assegnati/forniti dai soggetti preposti alla raccolta. Oppure gettarli negli appositi cassonetti condominiali o stradali destinati alla raccolta indifferenziata.

Rimuovere e risvoltare i guanti monouso utilizzati per l’operazione evitando che vengano a contatto con la pelle. Eliminarli in successivo sacco di rifiuti indifferenziati. Nel caso in cui la persona positiva.

Ovvero in quarantena non possa far ritirare i rifiuti da qualcuno che si faccia carico del loro conferimento. Occorrerà istituire un servizio dedicato al ritiro da parte di operatori addestrati.

Gli operatori che svolgono assistenza domiciliare alle persone positive al tampone. Ovvero in quarantena dovranno concordarne le modalità con il gestore locale. Ciò al fine di consentire a tutti gli addetti la facile identificazione di tali rifiuti. Si raccomanda di utilizzare sacchi e/o contenitori di colore differente da quelli già utilizzati per rifiuti di altro tipo.

Obblighi dell’amministratore sulla gestione rifiuti covid

A seconda delle regole sulla differenziata adottate dal Comune, l’amministratore di condominio ha sempre l’obbligo di ricevere e custodire i contenitori. Nonché informare i condòmini sulle relative regole di utilizzo. Deve anzitutto comunicare in condominio i giorni della settimana e le modalità della raccolta rifiuti. Affiggendo magari un avviso in bacheca.

Dovrà inoltre posizionare i cassonetti della raccolta in una parte comune. In ogni caso è l’assemblea condominiale che deve decidere dove collocare i bidoni della raccolta differenziata.

In mancanza di delibera, provvederà direttamente l’amministratore, facendo anche osservare le regole a dipendenti, fornitori e manutentori che eseguono interventi nel condominio. Dovrà curare che facciano pulizie e igienizzino materiali ed attrezzature dopo l’utilizzo, adottando le cautele di legge, per evitare proprie responsabilità.