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Ripartenza e Covid-19, a cosa fare attenzione?

La ripartenza e la nuova normalità ai tempi della pandemia prevede che molte imprese debbano trovare un modo per convivere col virus. Quali sono le azioni che deve compiere un’azienda responsabile? Parliamone insieme.

La ripartenza dopo il lockdown è stata minuziosamente programmata. Innumerevoli protocolli sono stati emessi dalle più differenti amministrazioni per disciplinare accuratamente distanze e processi. Gran parte delle attività economiche sono ripartite, spesso bilanciandosi tra smart-working o lavoro agile e azienda. Qualsiasi comportamento imposto, però, e lavorare da casa in queste condizioni è una imposizione, è probabile che sviluppi in breve tempo effetti collaterali e varie patologie, e anche questa è una nuova condizione che stiamo sperimentando.

Ripartenza e rientro in ufficio: cosa fare per la salute?

Le soluzioni tecniche da adottare per ripristinare il lavoro in sede sono oramai state sviscerate dai vari protocolli. È ormai chiaro che queste misure, adottate per la ripresa delle attività, dovranno essere seguite ancora per lungo tempo.

Il processo per lo studio di un vaccino sembra essere in dirittura di arrivo. Tuttavia questo poi dovrà essere prodotto in dosi sufficienti, e tutto il mondo è in coda.

Definite le priorità per la sua distribuzione e le vaccinazioni eseguite in una quantità che le autorità sanitarie decideranno adeguata prima di decretare la fine dell’emergenza.

Le strategie per rientrare in sede

Per una buona ripartenza, oltre a queste indicazioni base, per fare in modo che la riapertura possa essere sostenibile nei mesi invernali. Quando cioè la nostra resilienza sarà messa a dura prova dalla prevedibile recrudescenza dei dati relativi ai contagi. Cosa che già ora si sta verificando. E’ consigliabile che chi gestisce le aziende consideri che la mobilità personale potrà essere soggetta a vari vincoli.

Per questo motivo, lungimiranza vuole che siano sviluppate strategie di risposta per le possibili decisioni prese dalle autorità. E’ necessario valutare la capacità dell’azienda di rimanere attiva anche quando vengono prese misure per limitare la mobilità.

Occorre valutare i dispositivi di protezione individuale e tutte le attrezzature e i servizi necessari per proteggere i lavoratori. Senza limitarsi a considerare solo le esigenze lavorative.

Un’azienda che tenta la ripartenza non può entrare in crisi perché un suo collaboratore non può lavorare. Oppure perché le ordinanze richiedono maschere nei luoghi pubblici, e queste sono esaurite o di difficile approvvigionamento.

Per alcune mansioni sarà gioco forza necessario prevedere di nuovo il lavoro a distanza. Questo allo scopo di limitare il numero di persone che devono raggiungere il luogo di lavoro: è l’ultima occasione per regolarlo e stabilizzarlo in modo da superare le condizioni contingenti.

Un’azienda responsabile

I processi aziendali devono essere analizzati per determinarne i possibili punti deboli. L’improvvisa mancanza di personale chiave, i risultati attesi da altri processi. Oppure l’interruzione dell’interazione dovuta al mancato raggiungimento degli obiettivi o dagli investimenti.

Queste sono tutte circostanze che possono arrivare a mettere in pericolo una azienda che tenta la ripartenza. Le ragioni possono essere diverse. Lockdown, malattia, quarantena. Oppure può essere dovuto a problemi dei fornitori o dei partner.

In questo caso, occorre organizzarsi in modo ridondante. Stabilire processi alternativi e centri decisionali di supporto. Organizzare varie combinazioni di materiali che possono provenire da diverse regioni geografiche.

Ma un’azienda responsabile è il caso anche che faccia una valutazione riguardo la sua risorsa più importante, le persone. Questa pandemia ci ha segnato. Le angosce durante le lunghe settimane di lockdown, la perdita di socialità, le persone che ci hanno lasciato.

Ancora, la paura del contagio alla ripartenza delle attività, il futuro incerto, il lavoro, i figli… Un intervento per gestire le fragilità che si sono accumulate in questi mesi. Con particolare riguardo alla capacità dell’azienda e dei manager di trasmettere informazioni, potrebbe fare la differenza.