rischio di esposizione

Rischio di esposizione COVID-19: un metodo OSHA-USA

L’agenzia del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti OSHA ha emesso una linea guida per offrire ai datori di lavoro un riferimento utile alla corretta gestione del rischio di esposizione a COVID-19.

Tale documento è incentrato (fornendo anche i criteri da seguire) sulla necessità che i datori di lavoro adottino misure tecniche, organizzative e dispositivi di protezione individuale (DPI).

Nell’introduzione OSHA chiarisce che: “I datori di lavoro ed i lavoratori devono utilizzare questa linea guida di pianificazione per aiutarsi a identificare i livelli di rischio in ambito lavorativo e per determinare eventuali misure di controllo appropriate da implementare.”

Nella parte iniziale (“About COVID-19”), dopo una breve descrizione dei sintomi di COVID-19, il documento si sofferma sulle modalità di diffusione del virus. Riguardo al rischio di esposizione per diffusione il documento afferma che: si ritiene che il virus si diffonda principalmente da persona a persona:

  • Tra le persone che sono in stretto contatto tra loro (entro circa 6 piedi).
  • Attraverso goccioline respiratorie prodotte quando una persona infetta tossisce o starnutisce. Queste goccioline possono cadere nella bocca o nel naso di persone che si trovano nelle vicinanze o possono essere inalate nei polmoni.

Risulta possibile che una persona possa essere contagiata da COVID-19 anche toccando una superficie o un oggetto che ha SARS-CoV-2 su di esso e quindi toccando la propria bocca, il naso o gli occhi, ma questa non è ritenuta essere la principale modalità di diffusione del virus.

Prime indicazioni

Si ritiene che le persone siano più contagiose quando sono sintomatiche (cioè, con febbre, tosse e/o difficoltà respiratorie). La diffusione può avvenire anche prima che le persone mostrino sintomi; ci sono stati casi di questo tipo di trasmissione asintomatica con questo nuovo coronavirus, ma anche questa non è ritenuta essere la principale modalità di diffusione del virus.”

In uno dei paragrafi successivi del documento si trovano delle indicazioni che tutti i datori di lavoro possono attuare ai fini della riduzione del rischio di esposizione al virus (“Steps All Employers Can Take to Reduce Workers’ Risk of Exposure to SARS-CoV-2”).

La prima indicazione che troviamo nel paragrafo di cui sopra, è quella di “sviluppare un piano di preparazione e risposta alle malattie infettive”.

Il documento invita i datori di lavoro a tenersi costantemente aggiornati sulle linee guida di agenzie sanitarie (federali, statali, locali, etc.) e ad integrare tali indicazioni nei piani specifici del luogo di lavoro.

Si specifica inoltre che detti piani devono considerare e gestire i livelli di rischio associati ai vari luoghi di lavoro e alle mansioni lavorative che i lavoratori svolgono in tali luoghi.

A tal proposito, OSHA indica che le considerazioni da fare possono includere i seguenti punti:

  • Dove, come e a quali fonti di SARS-CoV-2 potrebbero essere esposti i lavoratori.
  • Fattori di rischio non professionali a casa e in contesti comunitari.
  • Fattori di rischio individuali dei lavoratori. Ad esempio età avanzata. Presenza di patologie croniche, comprese le condizioni immunocompromesse. Stato di gravidanza.
  • Le misure necessarie per la gestione di questo rischio di esposizione.

Come fare i piani per gestire il rischio di esposizione

Inoltre, OSHA chiarisce che nei piani dovranno essere fatte anche le seguenti considerazioni:

  • Prepararsi ad attuare le misure di base per la prevenzione delle infezioni (ad es. promuovere l’igiene delle mani, incoraggiare i lavoratori a rimanere a casa se sono malati, …).
  • Sviluppare procedure per l’identificazione rapida e l’isolamento delle persone malate.
  • Sviluppare, implementare e comunicare le flessibilità ed assicurazioni aziendali.

Il paragrafo si conclude presentando alcuni esempi di misure di prevenzione e protezione che possono essere attuate (seguendo la gerarchia: misure tecniche; misure organizzative; DPI).

Conclusioni

Per ora ci fermiamo qui. Speriamo per ora di aver fornito un aiuto per la valutazione del rischio di esposizione in ambiente di lavoro. Certo bisogna tenere presente che qui non abbiamo a che fare con dei valori limite o con qualcosa che si vede e si tocca. Si tratta purtroppo di un nemico subdolo e invisibile.

Speriamo che questo articolo sia di aiuto anche ai lavoratori esposti per prevenire effetti sulla salute. Il documento può essere di aiuto anche al medico competente per valutare in generale l’attività di sorveglianza sanitaria.

Nel prossimo articolo approfondiremo il documento in questione. Intanto come sempre vi suggeriamo di iscrivervi alla nostra newsletter sicurezza per essere sempre aggiornati!