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Rt e possibili misure per il prossimo DPCM

L’attuale indice di trasmissione nazione Rt che abbiamo imparato a conoscere alla svelta impone delle serie considerazioni. Alla luce dei risultati degli ultimi giorni appare infatti necessaria l’adozione di misure più restrittive. Vediamo insieme le possibilità sul tavolo del Governo.

Obiettivo primario: tenere a bada l’indice Rt

Da qualche giorno è infatti arrivato un dossier firmato dagli esperti del ministero della Salute. I tecnici hanno delineato un piano d’azione con tre scenari da seguire a seconda dell’evoluzione del contagio da Coronavirus.

La severità delle contromisure da prendere dipenderà dal famoso indice Rt. Cioè quel numero che indica quante altre persone un individuo infetto riesce a contagiare. Più questa cifra sarà alta, più le norme anti Covid saranno stringenti.

L’obiettivo dichiarato del governo è evitare a tutti i costi una serrata come quella di marzo, che ha messo in ginocchio l’economia del Paese. Un traguardo che sarà raggiungibile solo se il Sars-Cov-2 avrà una diffusione contenuta.

Il premier si è già incontrato con i capi delegazione. Si è poi svolta una riunione urgente del Comitato tecnico scientifico. Governo e Regioni entro il 15 ottobre, quando vedrà la luce il nuovo Dpcm, doveranno scegliere quale strada seguire.

Cerchiamo di capire cosa potrebbe succedere, a seconda del piano d’azione che il governo adotterà. Ricordiamo che dall’ultimo monitoraggio Iss l’indice Rt calcolato sui casi sintomatici (periodo 17 – 30 settembre) risultava pari a 1,06 a livello nazionale.

Valutazioni in corso

Con il continuo registrarsi di focolai attivi e nuovi casi in tutto il territorio nazionale l’emergenza sanitaria sta divenendo sempre più importante. Il monitoraggio settimanale dei casi positivi ormai per l’ennesima settimana consecutiva conferma il trend attuale. Stanno cioè sempre più aumentando i casi di positività al Covid-19. Attualmente si registra un indice Rt sopra l’1 seppur di poco.

Anche l’ Istituto Superiore di Sanità, sulla scorta dell’aumentano dei ricoveri in area medica e terapia intensiva, conferma la necessità di monitorare con grande attenzione l’attuale situazione.

A conferma del progressivo peggioramento rispetto ad agosto 2020. In cui si registravano i valori di contagio minimi. I servizi sanitari ed in particolare le terapie intensive stanno lentamente ma in modo costante tornando ad affollarsi.

I servizi assistenziali ed i servizi territoriali nelle varie regioni d’Italia sono sempre più sotto pressione. Questa volta però la maggior parte dei casi di positività non si registra più prevalentemente al nord ma anche in regioni del sud. Dunque dalla Lombardia, alla Campania, dalla Emilia Romagna alla Sicilia.

Allarme giallo – Indice Rt tra 1 e 1,25

Con un indice Rt regionale tra 1 e 1,25 che rispecchia la situazione attuale scatteranno interventi straordinari solo in aree geografiche limitate. Si studieranno misure per rafforzare il distanziamento sociale e ci saranno eventuali zone rosse solo a livello locale.

La chiusura delle attività sociali, culturali e sportive. Tra cui discoteche, bar e palestre. Sarà valutata caso per caso e potrebbe avvenire anche per fascia oraria.

E’ possibile che il Governo adotti misure come la chiusura per i locali a partire dalle 24. Nonché il divieto di vendita di alcolici dopo una certa ora, la sosta off limits in piedi fuori dagli stessi.

Analogamente potrebbero scattare limitazioni per eventi pubblici e feste private. Compresi nozze e battesimi, fino ai funerali. Si chiederà alle aziende di favorire lo smart working al fine di ridurre l’affollamento dei trasporti pubblici e delle sedi lavorative.

Potrà essere valutato uno stop temporaneo alla mobilità in piccole aree. Per quanto riguarda le scuole, sarà possibile chiedere di indossare le mascherine anche quando gli studenti sono seduti al banco. Arriverà la direttiva di favorire lezioni a distanza e scaglionamento di quelle in presenza.

Allarme arancione

Con un indice Rt regionale tra 1,25 e 1,5 gli interventi straordinari saranno più numerosi. Si potrebbe imporre il distanziamento sociale attraverso rigidi controlli. Nelle zone rosse scatterà un lockdown temporaneo, la cui durata verrà valutata a seconda dell’indice Rt.

Verranno interrotte tutte le attività sociali, culturali e sportive a maggior rischio di assembramenti. Scatteranno restrizioni alla mobilità da e verso aree dove il virus circola maggiormente.

Sarà valutata caso per caso l’interruzione delle attività produttive che presentano situazioni a rischio. Potrebbe essere vietata la mobilità interregionale. Per quanto riguarda la scuola, si darà ai presidi la possibilità di obbligare i propri studenti a indossare sempre le mascherine.

Le lezioni in presenza avverranno su più turni. Sarà possibile valutare la chiusura temporanea degli istituti.

Allarme rosso

Se l’indice Rt regionale dovesse superare l’1,5 il governo potrebbe essere costretto a percorrere la strada del lockdown su grande scala. La tenuta del sistema sanitario, in questo scenario, è ritenuta a rischio nel breve periodo.

L’imperativo, se ci troveremo in questa situazione, sarà quello di evitare il collasso. Potrebbero essere chiuse tutte le scuole e le università e potrebbero arrivare stop alle attività produttive ritenute non essenziali. Si rischierebbe insomma di vedere una replica, a tutti gli effetti, del primo lockdown. Che ha già fatto pesantemente sentire il suo effetto sui tassi di occupazione e disoccupazione di molti punti rispetto al periodo per Covid-19.

Le misure attualmente sul tavolo del Governo

Dunque, ricapitolando, allo stato attuale le misure allo studio del Governo sono le seguenti.

Sosta vietata

Per impedire gli assembramenti si valuterà in funzione dell’indice Rt se vietare ai cittadini di sostare davanti a bar, ristoranti e pub dalle 21 alle 6. Ma anche di riunirsi in strade, piazze e parchi. La vendita di alcolici potrebbe essere consentita fino alle 22. Mentre vengono potenziati i controlli sull’uso delle mascherine, il governo vuole impedire le aggregazioni. Dunque si potrà stare all’interno dei locali, seguendo le linee guida già approvate, ma non fermarsi all’esterno a meno che non si sia seduti al tavolo.

Chiusura dei locali alle 24

La stretta dovrebbe riguardare anche gli orari di chiusura di bar e ristoranti: tutti alle 24. Su questo ci sono state nei giorni scorsi resistenze sia da parte delle associazioni di categoria che dei governatori, vedremo cosa sarà scritto nel prossimo DPCM.

Feste private

Ai banchetti dopo matrimoni e battesimi potranno partecipare un certo numero massimo di persone. Si tratta di una scelta che inevitabilmente influirà sugli eventi già programmati. Si va verso il divieto di tutte le feste private e questo riguarderà, per la prima volta, anche le riunioni organizzate nelle case. Una regola che mira a impedire i contatti tra persone non conviventi, non essendo possibile garantire l’uso obbligatorio della mascherina.

Il calcetto e gli sport amatoriali

Su questo si erano già espressi i componenti del Comitato tecnico scientifico sollecitando una limitazione. Il governo sta valutando di vietare le partite di calcetto, basket e gli altri sport da contatto a livello amatoriale. Una misura che al momento non riguarda il livello professionistico anche se potrebbe trasformarsi in un precedente se le curva epidemiologica dovesse continuare a salire.

I trasporti pubblici

Potrebbe arrivare un allentamento per i treni ad alta velocità con la possibilità di andare oltre il 50 % previsto adesso. Invece su bus e metropolitane si solleciterà un potenziamento dei controlli per far rispettare le regole.

Lo smart working

Dovrebbe essere confermata la raccomandazione alle aziende per incentivare lo smart working sia pur seguendo le linee guida per le varie tipologie di attività. Non si escludono eventuali ulteriori strette a riguardo.