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Tampone e quarantena. L’OMS rivede le regole

Non serve più necessariamente l doppio tampone negativo a distanza di almeno 24 ore. Questo oltre alla guarigione clinica per interrompere la quarantena. Cambiano le raccomandazioni dell’OMS per il rilascio dall’isolamento dei pazienti che hanno contratto l’infezione da nuovo coronavirus. Scopriamo di più!

Le linee guida provvisorie prevedono i tre giorni senza sintomi. Inclusi febbre e problemi respiratori. Come criterio sufficiente a escludere la trassmissione della malattia.

Le nuove linee guida dell’Oms relative alla modalità di certificazione della guarigione segnano un cambiamento che può incidere significativamente sulle disposizioni finora adottate e vigenti nel nostro Paese.

Il ministro Roberto Speranza chiede di poter affrontare il delicato tema nel Cts, fermo restando il principio di massima precauzione che da sempre è una guidato finora. Si attende dunque un approfondimento che chiarisca come e se cambieranno i protocolli sanitari dell’emergenza Covid.

Il tampone è al momento l’approccio standard

In Italia sono ormai partiti, in particolare in regione Lombardia, i test sierologici e l’OMS sta attualmente valutando circa 200 nuovi test rapidi basati su differenti approcci, che sono stati portati all’attenzione dell’Agenzia, come riporta il Cts. I risultati relativi a quest’attività di screening saranno disponibili nelle prossime settimane.

In attesa di questi risultati, ribadisce il Cts, l’approccio diagnostico standard e internazionalmente accettato rimane quello basato sulla ricerca dell’ rna virale nel tampone rino-faringeo.

Il test si avvale di un semplice e sottile bastoncino cotonato, simile ad un cotton-fioc. Si tratta di una una procedura che prevede che il prelievo del campione viene eseguito nel rispetto di un rigido protocollo. In pratica il test consiste nel prelievo di muco che riveste le cellule superficiali della mucosa del rinofaringe o dell’orofaringe.

I tamponi positivi

I criteri aggiornati, specifica l’OMS, riflettono i recenti risultati secondo cui i pazienti i cui sintomi si sono risolti possono ancora risultare positivi per il virus Sars-CoV2 mediante tampone faringeo per molte settimane. Nonostante questo risultato positivo del test, è improbabile che le persone siano infettive e pertanto che siano in grado di trasmettere il virus a un’altra persona.

Secondo il documento dell’OMS, i criteri per la dimissione di pazienti dall’isolamento senza necessità di ripetere il test sono riportati di seguito.

Per i pazienti sintomatici 10 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi, più almeno 3 giorni aggiuntivi senza sintomi. Inclusi febbre e sintomi respiratori. Per i casi asintomatici: 10 giorni dopo il test positivo per Sars Cov-2.

Alcuni esempi

Sempre riguardo i sintomi e l’esecuzione del tampone l’OMS fornisce anche degli esempi:

  • Se un paziente ha avuto sintomi per due giorni, potrebbe essere esentato dall’isolamento dopo 10 giorni più 3, pari a 13 giorni dalla data di insorgenza dei sintomi;
  • Un paziente con sintomi per 14 giorni, può essere dimesso. Quindi 14 giorni più 3 giorni, pari a 17 giorni dopo la data di insorgenza dei sintomi;
  • Con sintomi per 30 giorni, il paziente può essere dimesso. Dunque 30 giorni più 3. Per cui 33 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi.

Nel documento si legge inoltre che i Paesi possono scegliere di continuare a considerare il risultato dei tampone fra gli elementi per i criteri di accesso. In tal caso, è possibile utilizzare la raccomandazione iniziale di due test negativi basati sulla Pcr a distanza di almeno 24 ore.

La decisione di modificare le linee guida è stata presa considerando che il virus attivo non risulta presente, se non raramente, nei campioni respiratori dei pazienti dopo 9 giorni dall’insorgenza dei sintomi. Ciò in particolare nei casi di infezione lieve di solito accompagnati da livelli crescenti di anticorpi neutralizzanti e dalla risoluzione dei sintomi.