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Trasporto doc per merci pericolose nel 2021

Vincolanti a partire dal prossimo luglio 2021 le nuove regole internazionali che tutti gli operatori coinvolti nel trasporto su strada di merci pericolose per l’ambiente e la salute, rifiuti compresi, dovranno osservare a pena di rilevanti sanzioni.

Fonte delle nuove norme, che interessano dallo speditore al destinatario delle merci, passando per trasportatore e figure ausiliarie. E’ questa l’ultima edizione dell’Accordo europeo in materia meglio noto come “Adr”. Acronimo di “Accord dangerous route”. La cui osservanza è presidiata da un articolato sistema di disposizioni nazionali.

Disciplina e trasporto Adr

L’Adr stabilisce a monte quali merci pericolose sono ammesse al trasporto su strada ed a quali condizioni. Impone un’apposita classificazione delle merci interessate. Regole di imballaggio, marcatura ed etichettatura ad hoc. Tenuta di analitica documentazione di accompagnamento. Disposizioni per la movimentazione dei carichi. Ancora, equipaggiamenti e precauzioni da adottare fino alla destinazione ultima. Infine, titoli abilitativi e formazione minima per i diversi soggetti coinvolti.

Stipulato a Ginevra nel 1957, l’Accordo europeo relativo al trasporto internazionale su strada delle merci pericolose, è stato ratificato dall’Italia con legge 1839/1962.

Oggetto di aggiornamenti tecnici biennali tra i Paesi firmatari. L’Adr è attualmente declinato, a livello unionale, dalla direttiva 2000/68/Ce come da ultimo aggiornata dall’omonimo atto 2020/1833/Ue. Il quale ne impone il rispetto anche nel trasporto all’interno dei singoli Stati Ue. Nonché a livello nazionale dal D.Lgs 35/2010 nella versione modificata dal DM 13/01/2021 di recepimento della suddetta direttiva. Dal D.Lgs 285/1992, cioè il Codice della strada, che detta nel suo articolo 168 ulteriori prescrizioni e sanzioni, e fornisce divesi ulteriori provvedimenti satellite.

Soggetti interessati

Interessati agli adempimenti Adr sono i soggetti della filiera del trasporto di merci pericolose specificamente identificati dall’Accordo europeo. Ad esempio, lo speditore, che coincide con qualsiasi impresa la quale per conto proprio o di terzi spedisce merci pericolose. L’imballatore e il riempitore di cisterne o container. Non solo, c’è anche il caricatore delle merci sui mezzi di trasporto. Il trasportatore e lo scaricatore.

Per non dimenticare il destinatario. Tra gli obblighi trasversali ai diversi operatori tutti figurano formazione e addestramento idonei. Nonché la nomina del consulente Adr.

Tra gli adempimenti specifici, invece: per lo speditore, la classificazione delle merci secondo la codifica Adr. Ancora, la predisposizione della documentazione di trasporto nonché la fornitura al trasportatore dei dati e delle informazioni previste. Nonché l’utilizzo di imballaggi e contenitori idonei.

Per l’imballatore invece è richiesto il rispetto delle regole sulle caratteristiche degli imballaggi, con marchi ed etichette dei colli. Per il riempitore, la verifica dei contenitori ed il rispetto delle prescrizioni sul loro riempimento e tenuta. Infine, anche per il caricatore, il controllo dell’integrità degli imballaggi. Nonché il rispetto delle regole sulle segnalazioni dei carichi.

Per il trasportatore, l’abilitazione per il trasporto, la verifica delle merci e della documentazione fornita dallo speditore. Ancora, l’assenza dei difetti del veicolo e del carico. Per non dimenticare la presenza sul mezzo delle segnalazioni previste e l’equipaggiamento di rito.

Per il destinatario, il controllo merci di propria spettanza e il non differire ingiustificatamente l’accettazione della merce.

Nuovi obblighi per il trasporto di merci pericolose

Con lo spirare del termine transitorio di sei mesi dalla loro entrata in vigore, acquistano operatività tra la prima metà e la fine del corrente anno i nuovi obblighi Adr.

In evidenza tra le numerose nuove regole vincolanti dal prossimo 1° luglio 2021 emergono quelle in materia di identificazione e classificazione di diverse merci pericolose. Tra queste rifiuti medicali infettanti, alcune batterie ed oggetti contaminati. Le ulteriori informazioni di indicare nel documento di trasporto come quelle relative a taluni gas.

Ancora, le specifiche prescrizioni per alcuni imballaggi tra cui quelli relativi alle batterie. La rivisitazione delle marcature da apporre sui mezzi di trasporto. Nonché il regime di esenzione cui possono accedere alcuni operatori.

Attesa al debutto per il 1° gennaio 2022 è invece l’estensione agli speditori di merci pericolose dell’obbligo di nominare il consulente per la sicurezza del trasporto, quale soggetto deputato ad assistere l’impresa nell’adempimento degli obblighi Adr.

Entro 15 giorni dalla nomina la cui omissione è punita ex D.Lgs 35/2010 con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 36mila euro.

Le generalità del consulente dovranno ex articolo 11 del D.Lgs 35/2010 essere dal rappresentante legale dell’impresa comunicate all’ufficio periferico competente del dipartimento per il trasporto del Ministero delle Infrastrutture.

Ancora, entro 60 giorni dalla nomina, il consulente Adr. Verificate le prassi e le procedure dell’impresa. Dovrà redigere una relazione in cui, per ciascuna operazione, indicherà eventuali modifiche necessarie per l’osservanza delle norme in materia di trasporto. Nonché carico e scarico delle merci, svolgimento dell’attività dell’impresa in condizioni ottimali d isicurezza.

La relazione, successivamente da redigere annualmente e comunque ogni qualvolta intervengano eventi modificativi. Dovrà essere conservata dall’impresa per 5 anni.

Adr e rifiuti

La disciplina Adr interessa da vicino, come accennato, anche produttori e gestori di rifiuti. Rientrando alcuni residui nel suo campo di applicazione.

In merito è opportuno sottolineare che il sistema di classificazione delle merci pericolose previsto dalla disciplina Adr differisce da quello relativo ai rifiuti ex Codice ambiente. Ciò comporta che in base al sistema Adr non tutti i rifiuti pericolosi sono anche merci pericolose. Invece , determinati rifiuti non pericolosi ben possono essere considerati merci pericolose ai sensi dell’Adr.

In ordine logico, tra i soggetti della filiera rifiuti potenzialmente interessati dalla disciplina Adr vi è in primis il produttore di scarti. Questo qualora nel conferire a terzi propri rifiuti classificabili anche come merci pericolose svolge attività proprie delle figure di speditore. Nonché imballatore, riempitore, caricatore di mezzi di trasporto su strada così come illustrate.

In tale situazione egli dovrà provvederee. Oltre agli adempimenti propri ex D.Lgs 152/2006. Ossia classificazione dei rifiuti e tenuta del formulario di trasporto e a quelli ex disciplina Clp sulle sostanze pericolose ove applicabile. Anche ad onorare gli obblighi Adr sopra citati. Tra questi, la nomina del consulente Adr. La classificazione, anche Adr, delle merci e dei rifiuti.

Ancora, la predisposizione della documentazione di trasporto. L’utilizzo di idonei imballaggi. Il rispetto di specifiche regole su marcatura ed etichettatura dei colli.

Sempre in ordine logico, dopo il produttore la disciplina Adr interesserà evidentemente anche i gestori di rifiuti. Quali ad esempio commercianti ed intermediari. Ma anche trasportatori, recuperatori e smaltitori.

Questi in relazione agli scarti classificabili come merci pericolose di cui hanno la disponibilità assumeranno nella catena del trasporto su strada uno dei ruoli “sensibili” alla disciplina analizzata, diventando obbligati ai relativi adempimenti.