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Vaccino coronavirus, ecco le FAQ di AIFA

In Italia sono iniziate le somministrazioni del vaccino contro il coronavirus. Sono molti, però, gli italiani ancora scettici e preoccupati in merito a un vaccino uscito dopo pochi mesi di sperimentazioni e studi. Per dissolvere i dubbi e fornire maggiori informazioni sono arrivate in questi giorni le FAQ dell’AIFA. Vediamole insieme.

Domenica 27 dicembre 2020, il cosiddetto V-Day, è partita la campagna di vaccinazione anti Covid-19. Con il 31 dicembre sono stati vaccinati i primi italiani. L’Istituto Superiore di Sanità ed il Comitato Tecnico – Scientifico si sono spesi molto riguardo il vaccino da coronavirus.

A partire da gennaio 2021 e nei mesi a venire la campagna vaccinale prenderà sempre più forma co milioni di dosi disponibili nei mesi a venire. Per ora si privilegiano, in particolare gli operatori sanitari, medici e infermieri in prima linea. La prima vaccinata italiana, infatti, era un’infermiera di 29 anni dell’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma.

La scoperta di nuove varianti del virus, inoltre, ha reso ancora più dubbiosa l’efficacia del vaccino coronavirus stesso contro le mutazioni inglese, sudafricana e ora anche italiana.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), dunque, ha pubblicato le FAQ sul vaccino per il nuovo coronavirus mRNA BNT162b2 (Comirnaty) per chiarire tutti i dubbi della popolazione italiana. Vediamo cosa occorre sapere su questo vaccino.

Vaccino coronavirus: le FAQ dell’Aifa

Il vaccino pfizer biontech mRNA BNT162b2 (Comirnaty) così come quello di terze parti è destinato a prevenire l’infezione del virus Sars-Cov-2 nei soggetti di età pari o superiore ai 16 anni. Le dosi di vaccino vengono somministrate attraverso due iniezioni, solitamente nel muscolo della parte superiore del braccio, a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra.

La sua azione è volta a contrastare la diffusione della proteina Spike (responsabile della proliferazione del virus nelle cellule) nell’organismo. Quindi impedire che l’infezione dilaghi tra le cellule. Inoltre, la vaccinazione attiva anche le cellule T che insegnano al sistema immunitario a riconoscere il virus e a contrastarlo nel momento in cui l’organismo si espone a esso.

Ma come riesce il vaccino ad attivare la risposta immunitaria? Quali effetti collaterali ci sono? Vediamo, quindi, quali sono i dubbi principali degli italiani sul vaccino coronavirus e come l’Aifa ha prontamente risposto colmando alcune lacune.

La sperimentazione del vaccino Covid è stata abbreviata per avere prima il prodotto?

Una delle domande frequenti tra i più scettici di fronte al vaccino Covid è quella legata alla velocità di rapida distribuzione delle prime dosi in tutto il mondo. Il tempo medio per la produzione di un vaccino è di diversi anni, mentre quello contro il Covid-19 è arrivato già dopo alcuni mesi.

Gli studi sul vaccino contro il coronavirus hanno preso il via durante la primavera 2020 e sono terminati in breve tempo grazie alla partecipazione di diverse persone (pari a dieci volte rispetto alle procedure abituali) nella fase di sperimentazione e ricerca.

Inoltre, l’Aifa ha assicurato che non si è saltata alcuna fase né di ricerca, né di sperimentazione dell’efficacia e della sicurezza del vaccino coronavirus stesso. La rapidità nella produzione e nella distribuzione, infatti, si deve anche agli altri studi approfonditi e condotti da molti anni sui vaccini a Rna.

Quanto è efficace il vaccino Covid?

Strettamente legato alla prima domanda è anche il secondo quesito, ovvero quello relativo all’efficacia del vaccino stesso. Con le dovute premesse legate al fatto che non esistono cure efficaci al 100% in nessun ambito sanitario, è dimostrato provato che il vaccino contro il Covid-19 sia efficace al 95% tra gli adulti dai 16 anni in su, con un risultato sostanzialmente omogeneo per le diverse etnie e fasce di età.