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Zone a rischio ed attività sportiva. Quali novità?

Misure differenti in base alle zone di rischio. Tra didattica a distanza, novi casi e misure per trasporto pubblico vediamo quali sono le novità introdotte per l’attività sportiva.

In generale spogliatoi chiusi nei centri sportivi, valutazione dell’attività di interesse nazionale, l’unica permessa, affidata al Coni e al Cip e non più “autocertificata” da federazioni ed enti di promozione.

Sono le regole “sportive” inserite nel Dpcm approvato dal Consiglio dei ministri. Non cambia nulla per quanto riguarda il professionismo e l’attività dilettantistica di vertice. E’ consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione.

Ciò purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona. Nonché con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Ma nelle zone rosse si ferma anche l’attività all’aperto dei centri sportivi.

Infine restano le stesse norme per quanto riguarda la chiusura degli impianti sciistici. Via libera solo all’attività nazionale. Mentre quella amatoriale sarà possibile solo con l’adozione di specifici protocolli delle Regioni validati dal Comitato Tecnico-Scientifico. Analizziamo meglio la situazione.

La situazione attuale

Dopo la pubblicazione del nuovo DPCM che è entrato in vigore venerdì scorso sarà valido fino al 3 dicembre. L’Italia è stata suddivisa in quattro macro zone in base al tipo di scenario. Ossia di emergenza sanitaria che presentano.

Più il sistema sanitario viene messo sotto pressione e la diffusione di positività al Coronavirus aumenta, più le misure di scurezza si fanno più rigide e meno indulgenti.

La situazione, regione per regione, verrà analizzata ogni due settimane e ogni zona, in base al rispettivo andamento pandemico, potrà passare a un livello di emergenza maggiore o minore a seconda dei casi.

Verde, giallo, arancio e rosso sono i colori che rappresentano i quattro differenti scenari. Dal più leggero a quello più critico. Attualmente nessuna regione italiana, in base all’ordinanza del ministro della salute, risulta al livello di rischio più basso.

Cioè quello verde, in cui la diffusione del Covid-19 è stata praticamente arrestata. Sono presenti invece in zona gialla, a livello di rischio moderato, ben 14 regioni. Abruzzo, Basilicata, Campania ed Emilia-Romagna. Ma anche Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Molise, Marche, Trentino, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto.

Dell’area arancione, con livello di criticità medio alta, fanno parte solo Puglia e Sicilia. Nell’area rossa, quella più critica, sono invece comprese al momento Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta.

Anche per i runner, in base alla zona di residenza e al livello del rischio sanitario, cambierà il comportamento da mantenere  ele modalità in cui l’attività sportiva potrà essere svolta. Vediamole insieme.

Fasce gialle, scenario di tipo 2: rischio moderato

Come già prima del nuovo dpcm, l’ultimo dpcm prevede che chi pratica attività sportiva sia esentato dall’utilizzo di un dispositivo di protezione delle vie respiratorie. Dovrà comunque mantenere sempre la distanza interpersonale di due metri.

E’ comunque obbligatorio avere sempre con sé un buff o una mascherina per il pre e post allenamento. E’ possibile svolgere attività sportiva. Ovvero attività motoria all’aperto anche presso aree attrezzate e parchi pubblici e presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati.

Come per qualsiasi altra attività, anche per quella sportiva e motoria è valido il coprifuoco. E’ possibile per cui uscire a correre a partire dalle 5.00 di mattino fino alle 22.00.

A tutti è consentito uscire dal proprio comune di residenza senza particolari permessi e necessità. Seppur col divieto di entrare in zone di livello più critico. Sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni sportive di riconosciuto interesse nazionale da parte del Coni.

Zona arancioni, scenario di tipo 3: rischio alto

Per i runner che si trovano in una delle regioni in fascia arancione, lo scenario è uguale al precedente, con la sola differenza di non poter svolgere l’attività sportiva al di fuori del proprio comune.

Zona rossa, scenario di tipo 4: rischio critico

Di tutt’altro tipo la stretta anche per i runner che invece si trovano in una delle zone rosse. In questo caso, oltre al fatto che è vietato ogni spostamento al di fuori del proprio comune di residenza, sarebbe anche vietato fare attività sportiva all’interno dello stesso territorio. Ma con alcune eccezioni.

E’ stata infatti concessa la possibilità di svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione. Anche se non è stato specificato il livello di prossimità. Rispettando la distanza interpersonale di un metro e con l’obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

Ed è anche possibile svolgere attività sportiva all’aperto, ma solo in forma individuale. In questo caso si è anche esentati dall’utilizzo di mascherina o buff, comunque da avere sempre con sé.

Non è possibile, inoltre, svolgere attività sportiva o attività motoria presso centri e circoli sportivi anche all’aperto e sono sospesi tutti gli eventi e le competizioni organizzati dagli EPS (enti di promozione sportiva).

Zona verde, scenario di tipo 1: rischio basso

E’ lo scenario al quale puntare, ma dove al momento non è presente nessuna regione. Basso rischio di diffusione vorrebbe dire Coronavirus praticamente sconfitto. Come successo già in Cina o in Australia. In questo caso, chiaramente, non ci sarebbero restrizioni né rischi neanche peri runner e per chi pratica attività motoria o sportiva.

Questo in sintesi lo scenario che si delinea per le prossime settimane per i runner di tutta Italia. E’ sempre importante rimanere informati sugli aggiornamenti del Ministro della Sanità e delle singole regioni per conoscere i cambiamenti in atto.

Conclusioni

Dunque tornano in modo rilevante le misure da rispettare per la propria ed altrui sicurezza. Dopo la discussione sulla consegna a domicilio per bar e ristoranti con la chiusura prevista ad una certa ora. Oppure il fatto che i centri commerciali non possono restare aperti nel fine settimana.

Staremo dunque a vedere le successive ordinanze del ministero della salute che varieranno anche in funzione dei nuovi casi positivi.