Agenti chimici e rischi nei luoghi di lavoro

Il rischio chimico

Quello del rischio chimico è uno dei temi più complessi tra quelli relativi alla sicurezza. Vi sono normative europee e nazionali che lo prendono in considerazione. Queste perché praticamente in quasi tutti i processi lavorativi svolti negli ambienti di lavoro si è esposti a questo fattore di rischio.

Non a caso il Titolo IX del D.Lgs 81/08 prevede la valutazione del rischio chimico. All’argomento è dedicato tutto il capo I “protezione da agenti chimici” in cui è prevista la valutazione del rischio chimico.

La valutazione del rischio chimico

Inutile dire che questo tipo di rischio non è appannaggio esclusivo delle industrie chimiche. Vi sono infatti regolamenti europei che tipicamente si applicano alle aziende produttrici.

Un agente chimico tuttavia è qualcosa di molto facile da trovare in una miriade di attività lavorative.

Se a questo aggiungiamo il fatto che, in relazione al rischio chimico, il testo unico chiede di fare attenzione non solo agli elementi o alle sostanze chimiche presenti o utilizzate nelle lavorazioni. Bensì, anche a quelli che possono generarsi durante il ciclo produttivo. Ecco che il quadro è completo.

La tutela

Diventa allora necessario portare avanti un lavoro tutt’altro che facile. Certo, si potrebbe pensare che la sorveglianza sanitaria possa risolvere la questione ma non è proprio così.

Anzitutto bisogna valutare con attenzione tutti gli agenti chimici pericolosi e capire quali sono le proprietà pericolose di ognuno di questi.

Fatto ciò occorre poi stimare il rischio chimico in relazione al tipo di esposizione dei lavoratori. A valle di ciò andranno adottate opportune misure di prevenzione e protezione finalizzate ad eliminare o ridurre il rischio in questione.

Certamente bisognerà puntare sulle misure preventive con l’obiettivo di evitare l’insorgenza di una qualsiasi forma di danno. Come fare? ancora una volta ci vengono in aiuto le norme tecniche.

Le norme tecniche

Il rischio chimico e la UNI EN 689

La norma tecnica di riferimento per la valutazione del rischio chimico nei luoghi di lavoro è la UNI EN 689. Questa indica una metodologia ben precisa per portare avanti questa attività.

Una prima importante informazione che fornisce è il fatto di sdoganare a titolo definitivo una metodologia usata da anni. Stiamo parlando del calcolo dell’esposizione utilizzando modelli o algoritmi validati. Dunque se nel luogo di lavoro vi sono le condizioni che lo consentono è possibile pensare di portare avanti la valutazione senza necessariamente ricorrere a misure.

Detto questo però chiaramente occorre tener presente che la misura rappresenta lo strumento principe in diverse attività. Inoltre, non a caso, a differenza degli algoritmi validati, è un metodo che può essere sempre applicato per la valutazione del rischio chimico.

Come procedere

La principale attenzione deve essere posta proprio nel lavoro che porta alle misurazioni. Anzitutto perché, banalmente, bisogna sapere cosa misurare. In seconda battuta poi sarà necessario individuare i cosiddetti “gruppi omogenei di esposizione”.

Operazione quest’ultima che può essere anche complessa in funzione dell’organizzazione aziendale. Fatto ciò infine sarà necessario stabilire il numero di misure da effettuare per ogni singolo gruppo.

La norma specifica che questo numero comunque non potrà essere inferiore a tre. Inoltre precisa di privilegiare misure personali a campionamenti fissi. Proprio per cercare di avere dei risultati che siano il più realistici possibile.

Insomma si tratta di tutta una serie di operazioni di responsabilità che vanno valutate con attenzione. Non a caso la norma stessa introduce a riguardo un’altra novità che è la figura del “valutatore”.

Come operiamo

Non ci dilunghiamo sulla figura del “valutatore” per la quale vi rimandiamo agli articoli del blog per gli approfondimenti.

Ad ogni modo quando portiamo avanti una valutazione di rischio chimico partiamo anzitutto dalla profonda conoscenza che abbiamo del comparto e, soprattutto, della specifica realtà produttiva.

In base a questo valutiamo quale sia l’approccio migliore per la valutazione dell’esposizione in funzione di quanto indicato nell’Allegato A della norma tecnica.

La nostra valutazione

Operando come “valutatori” ci assumiamo la responsabilità delle scelte fatte e garantiamo al Cliente la massima affidabilità in relazione ai risultati ottenuti.

Certo, seguire la norma tecnica può voler dire fare un certo numero di misurazioni e doverne sopportare i relativi costi. Tuttavia però il discorso è sempre lo stesso.

Quello che ci distingue da altre valide realtà è il fatto che, a differenza di altri, ci impegniamo per offrire il rigoroso rispetto della norma tecnica.

Questo a tutela dell’azienda e dei lavoratori. Solo così infatti si potrà avere la garanzia di poter fare affidamento su uno strumento effettivamente inattaccabile in una eventuale sede di giudizio.

Perché siamo differenti

Analizziamo di seguito dunque cosa ci rende differenti e più utili rispetto agli altri

Rispettiamo le norme tecniche

Sembrerà banale ma vi garantiamo che non lo è affatto. A differenza di altre realtà portiamo avanti la valutazione del rischio chimico nei luoghi di lavoro rispettando quanto previsto dalle norme tecniche.

Solo in questo modo potrete essere certi di avere un documento davvero efficacie e che tuteli tutte le parti coinvolte.

Risolviamo problemi specifici

Non ci limitiamo a fornire il risultato. Vi supportiamo anche nella valutazione delle migliori soluzioni possibili per risolvere le criticità emerse dalla valutazione.

Vi accompagniamo passo passo durante l’iter di miglioramento e la verifica dell’efficacia delle misure adottate.