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Carceri e tutela dal coronavirus, come procedere?

I problemi legati alle carceri italiane sono diversi. A questi si aggiunge poi anche il Covid-19. Quali sono le indicazioni in materia? Vediamo insieme come garantire la sicurezza.

La situazione in Italia

Anche per le carceri si discute delle misure anti Covid già dal 28 settembre scorso. Fuori alcune persone detenute, ma con il braccialetto elettronico.

Questo vale per chi ha una condanna fino a 18 mesi. Ma nessuna concessione a mafiosi e protagonisti delle rivolte di febbraio. La commissione giustizia è al lavoro e staremo a vedere.

Certo le persone private della loro libertà. Ad esempio le persone in carcere o in altri istituti di pena. Probabilmente sono più vulnerabili all’epidemia di coronavirus (COVID-19) rispetto alla popolazione generale.

Ciò a causa dell’ambiente confinato in cui vivono. Inoltre, l’esperienza mostra che gli istituti detentivi. Ovvero ambienti simili in cui le persone soggiornano in spazi ristretti. Possono fungere da fonte di infezione, amplificazione e diffusione di malattie infettive.

E’ fondamentale quindi stabilire delle condizioni d’uso e trovare ove possibile delle misure alternative al carcere. Ad esempio ricorrendo alla detenzione domiciliare. Questo potrebbe aiutare a risolvere anche il problema del sovraffollamento degli istituti penitenziari italiani che rischia di ledere anche i diritti umani e causare una vera e propria “questione carceri” con possibili contenziosi anche davanti alla corte europea.

Partendo da questi presupposti, un gruppo di esperti che afferiscono all’ufficio europeo dell’OMS, ha redatto un documento contenente le principali informazioni riguardanti l’epidemia da COVID-19. Nonché le procedure applicabili in ambiente detentivo allo scopo di prevenirne la diffusione.

Rimandiamo alla lettura del documento per i dettagli. Riteniamo però utile soffermarci sugli aspetti legati alle misure preventive raccomandate in ambiente detentivo

Misure di protezione personale da adottare nelle carceri

Tutto il personale, visitatori, detenuti o altre figure che accedono alle strutture detentive dovrebbero adottare le seguenti misure preventive:

  • Lavare le mani spesso con acqua e sapone e asciugarle con asciugamani monouso
  • Utilizzare disinfettante per le mani contenente alcool al 60%
  • Osservare la distanza fisica
  • Usare fazzoletti di carta usa e getta per coprire la bocca e il naso quando si tossisce o starnutisce. Quindi gettarli in un bidone con un coperchio
  • Evitare il contatto con gli occhi, il naso o la bocca se le mani non sono pulite.

Se possibile, distributori di sapone liquido a parete, salviette di carta e pattumiere a pedale dovrebbero essere resi disponibili. Nonché accessibili in aree specifiche come servizi igienici, docce, mense e altre aree comuni.

Il personale di polizia penitenziaria addetto alla sicurezza delle carceri dovrebbe valutare se l’installazione di tali dispositivi rappresenta un rischio in ambiente detentivo.

Le mascherine protettive

È importante diffondere informazioni riguardanti le misure che ogni persona dovrebbe adottare in caso di sospetta infezione da COVID-19 in ambito detentivo. In particolare, far comprendere l’importanza dell’igiene e le modalità di trasmissione. Andando a chiarire che, in caso di utilizzo della mascherina. Comunque questa misura deve essere combinata con l’igiene delle mani.

Indossare mascherine mediche quando non indicato può comportare costi inutili. Oltreché causare oneri di approvvigionamento e creare un falso senso di sicurezza.

Questo può portare a trascurare altre misure essenziali come le pratiche di igiene delle mani. Inoltre, l’uso errato di una mascherina può ostacolarne l’efficacia nel ridurre il rischio di trasmissione.

Pulizia e disinfezione degli ambienti delle carceri

Le procedure di pulizia e disinfezione ambientale devono essere seguite in modo coerente e corretto. La pulizia con acqua e detergenti domestici. Ovvero con prodotti disinfettanti sicuri per l’uso in ambienti carcerari, dovrebbe essere sempre usata in via precauzionale.

Il personale addetto alle pulizie dovrebbe essere informato sull’infezione da COVID-19. Ciò per assicurarsi che puliscano regolarmente e accuratamente le superfici.

Devono essere protetti dall’infezione COVID-19 e indossare guanti monouso durante la pulizia o la manipolazione di superfici. Nonché indumenti o biancheria sporca di fluidi corporei. Devono inoltre eseguire l’igiene delle mani prima e dopo aver rimosso i guanti.

Poiché il virus COVID-19 ha il potenziale per sopravvivere nell’ambiente per diversi giorni, i locali e le aree che potrebbero essere stati contaminati devono essere puliti e disinfettati prima di essere riutilizzati. E’ sufficiente un normale detergente domestico seguito da un disinfettante contenente una soluzione di candeggina diluita.

Per le superfici che non tollerano la candeggina, è possibile utilizzare etanolo al 70%. Se la candeggina o l’etanolo non possono essere utilizzati in carcere per motivi di sicurezza. E’ bene assicurarsi che il disinfettante utilizzato per la pulizia sia in grado di inattivare i virus.

Le autorità penitenziarie potrebbero dover consultare i produttori di disinfettanti per assicurarsi che i loro prodotti siano attivi contro i coronavirus. I rifiuti devono essere trattati come rifiuti clinici infettivi e gestiti secondo le normative locali.

Misure di distanziamento fisico

Tutto il personale delle carceri deve essere consapevole del maggior rischio di infezione da COVID-19 presente in ambito penitenziario. Questo a causa della potenziale esposizione dei detenuti nel periodo (14 giorni) che precede l’ingresso in struttura.

A questo proposito è necessario valutare eventuali problemi linguistici. Ovvero di comunicazione e favorire l’accesso a mediatori linguistici. Ciò al fine di acquisire una cronologia accurata degli spostamenti o contatti avvenuti prima dell’ingresso in struttura. Inoltre:

  • Qualsiasi detenuto che ha viaggiato o vissuto in una zona identificata ad alto rischio. Ovvero che ha avuto contatti con un caso noto di COVID-19, deve essere posto in quarantena.
    In un alloggio singolo, per 14 giorni dalla data di viaggio o ultimo possibile giorno di contatto. Se non è possibile ospitare il detenuto in isolamento medico. I detenuti con fattori di rischio ed esposizioni simili possono essere ospitati nella stessa zona mentre sono sottoposti a quarantena
  • Il paziente deve indossare una mascherina medica durante il trasferimento in una stanza di isolamento
  • Durante l’isolamento, la persona isolata deve essere sotto osservazione medica almeno due volte al giorno. Inclusa la misurazione della temperatura corporea e la valutazione di sintomi di infezione da COVID-19.