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Contagio Covid-19, le tutele per vertici e manager

Il contagio da Covid-19 può prospettare profili di criticità soprattutto in tema di garanzia della sicurezza e salute sul lavoro del personal dipendente. Ciò in relazione a possibili contagi indotti in azienda a causa di comportamenti colposi del datore di lavoro e degli attori del sistema di tutela del D.Lgs 81/08.

La situazione in Italia

Come sappiamo nei giorni precedenti il numero di nuovi casi Sars CoV-2 attualmente positivi è in aumento. Stesso segnale per i casi in terapia intensiva. Il ministero della salute ed il Governo, alfine di arginare e ridurre i nuovi contagi continuano a fornire indicazioni e prescrizioni sulle misure da seguire.

Al 24 febbraio 2020 la misura anti contagio date dal divieto di spostamenti tra regioni è stato prorogato al 27 marzo. Per le varie Regioni e province autonome continua la classificazione “a colori” per regolare l’intensità delle misure da adottare.

In merito ai luoghi di lavoro i casi testati interessano principalmente l’ambito sanitario. Tuttavia il contagio può avvenire nei più vari settori.

Per questo motivo approfondiamo oggi il tema della tutela per i manager e le varie figure aziendali in relazione alla sicurezza sul lavoro a fronte di un contagio.

Gli attori del sistema di tutela quali ad esempio il RSPP o il medico competente. Il RLS e, non ultimo, il dirigente, di qualsiasi posizione gerarchica, quanto al suo ambito di competenze. Nonché in relazione a un presunto dovere generale di sorveglianza connaturato alla direzione e al coordinamento di soggetti a lui sottoposti, per ragioni di organizzazione e funzionalità aziendali.

Di fronte alla diffusione di Covid-19, a dirigenti e amministratori è stato chiesto di agire rapidamente per far fronte allo stato di emergenza. Così da non pregiudicare la continuità aziendale e garantire la salute di tutti gli stakeholder.

I protocolli sulla sicurezza anti contagio

Ai fini della tutela contro il rischio di contagio da covid-19, i datori di lavoro pubblici e privati adempiono all’obbligo previsto dall’articolo 2087 del Codice civile. Provvedono dunque all’applicazione delle prescrizioni contenute nel protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto. Nonché il contenimento della diffusione di infezioni negli ambienti di lavoro.

Tale protocollo è stato sottoscritto il 24 aprile 2020 tra il Governo e le parti sociali. Poi vi sono altri protocolli e linee guida di cui all’art. 1, comma 14, del Dl 33/2020. Dunque bisognerà provvedere alla adozione ed al mantenimento delle misure qui previste. La validità dei protocolli citati, peraltro, è stata confermata dal DPCM del 3 novembre.

Se non trovano applicazione le predette prescrizioni, rilevano le misure contenute nei protocolli anti contagio. Ovvero accordi di settore stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Sul sito Inail è presente un documento di informativa sulla salute e sicurezza nello smart working. In base all’articolo 22, comma 1, della legge 81/2017 sul lavoro agile. Al quale fa espresso riferimento il Dpcm 8 marzo 2020, articolo 2 comma 1, lettera r). In cui si prevede che gli obblighi di informativa di cui all’articolo 22, comma 1, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro.

In questo scenario si innestano le possibili soluzioni organizzative strutturate sulle deleghe di funzioni con tutti ilimiti del caso e con l’applicaizone delle regole di legge.

La manleva per i dirigenti in caso di contagio

In caso di eventi lesivi imputabili all’azienda o al soggetto delegato. Soprattutto in situazioni di emersione di imputazioni per i reati di omicidio colposo e lesioni colpose correlate alla violazione di norme contro gli infortuni sul lavoro. Le guarentigie di supporto per il dirigente coinvolto si ritrovano nelle disposiizoni del conratto collettivo applicato al rapporto.

Laddove prevedano, come nella normalità dei casi, la manleva economica per responsabilità civili dirette e il rimborso di spese legali. Il tutto affiancato dalla sospensione del rapporto con conservazione del posto in caso di detenzione.