cura italia

Cura Italia convertito in Legge 24 aprile 2020 nr. 27

Il dl Cura italia. Decreto legge 17 marzo 2020 n 18 pubblicato in gazzetta ufficiale. Reca le misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale.

Nonché di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza da COVID-19. E’ stato convertito in legge lo scorso 24 aprile.

La legge di conversione del decreto legge cura italia ha apportato alcune modifiche al decreto “Cura Italia”. Tale decreto contiene molte “novità”.

Si tratta di misure sul bonus baby sitter o congedo parentale straordinario. Ancora, sulle 12 giornate di permesso per la 104. Nonché le misure per lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti.

E’ contenuto nel decreto anche un riferimento ad un decreto liquidità con misure di sostegno al reddito per i mesi di marzo e seguenti. Sono stanziati miliardi di euro per far fronte a misure quali i 600 euro per le partite iva, misure legate al baby sitting e congedi parentali.

Nel cura italia ci sono anche disposizioni che riguardano la salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione alla “Emergenza COVID-19“. Si richiama inoltre il rispetto del Protocollo del 24 aprile 2020 approvato dalle Parti sociali, per la continuità operativa in sicurezza. Di seguito vediamo le varie misure previste:

Art. 4  Cura Italia – Disciplina delle aree sanitarie temporanee

Il cura italia prevede che le opere edilizie strettamente necessarie a rendere le strutture idonee all’accoglienza. Nonché alla assistenza per la gestione dell’emergenza COVID19. Possono essere eseguite in deroga alle disposizioni vigenti.

Il rispetto dei requisiti minimi antincendio si intende assolto con l’osservanza delle disposizioni del D.Lgs. n. 81/2008. I lavori possono essere iniziati nel momento stesso della presentazione della istanza o della denunzia di inizio di attività presso il comune competente. 

Art. 14 Ulteriori disposizioni in materia di sorveglianza sanitaria

Il cura italia prevede che la misura della quarantena ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva. Ovvero che rientrano da aree ubicate al di fuori del territorio italiano non si applica:

  1. Agli operatori sanitari.
  2. Agli operatori dei servizi pubblici essenziali.
  3. Ai dipendenti delle imprese che operano nell’ambito della produzione e fornitura dei farmaci. Dei dispositivi medici e diagnostici. Nonché delle relative attività di ricerca e della filiera integrata per i subfornitori.

Questi lavoratori sospendono l’attività nel caso di sintomi respiratori o esito positivo per Covid -19.

Art. 15 Disposizioni straordinarie per la produzione di mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione

Il cura italia prevede che fino al termine dello stato di emergenza. 6 mesi dalla Delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020. E’ consentito produrre. Nonché importare e immettere in commercio mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione in deroga alle vigenti disposizioni.

I produttori/importatori in grado di  farlo. Devono inviare all’Istituto superiore di sanità (ISS) e all’INAIL una dichiarazione.

In questa si devono attestare le specifiche tecniche. Nonché il rispetto di tutti i requisiti tecnici di  sicurezza previsti dalle norme vigenti.  ISS e INAIL daranno indicazioni successive.

Art. 16 Ulteriori misure di protezione a favore dei lavoratori e della collettività

Il cura italia prevede che per contenere  il diffondersi del virus. Fino al termine dello stato di emergenza. Cioè 6 mesi dalla Delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020.

Le mascherine chirurgiche reperibili in commercio sono considerati dispositivi di protezione (DPI). Questo per tutti i  lavoratori che nello svolgimento  della  loro  attività non possono mantenere  la distanza di 1 metro.

Questa norma rappresenta una deroga al  D.Lgs. n. 81/2008. Esso infatti individua  specifici DPI e requisiti da soddisfare.

Per quanto detto nel comma precedente, e tenendo conto delle disposizioni dell’art. 15. Gli individui presenti sull’intero territorio nazionale possono usare mascherine filtranti prive del marchio CE.

Cioè prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio. Ma prodotte nel rispetto delle normative tecniche di sicurezza.  

Art. 26 Cura Italia – Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato

Il cura italia prevede che il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva è equiparato a malattia.

Il medico curante redige il certificato di malattia con gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena con sorveglianza attiva. Ovvero alla permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

Qualora il lavoratore si trovi in malattia accertata da COVID-19. Il certificato è redatto dal medico curante nelle consuete modalità telematiche. Senza necessità di alcun provvedimento da parte della struttura di sanità pubblica.

Art. 42 Cura Italia – Disposizioni INAIL

Sono indicate le attività di INAIL per certificare un infortunio in tal senso e come trattare i casi di lavoratori dal punto di vista della copertura Inail.

Art. 43 Cura Italia – Contributi alle imprese per la sicurezza e potenziamento dei presidi sanitari

Inail provvede entro il 30 aprile 2020 a trasferire ad Invitalia l’importo di 50 milioni di euro. Tale importo è da erogare alle imprese per l’acquisto di dispositivi. Nonché altri strumenti di protezione.

Ciò a valere sulle risorse già programmate nel bilancio di previsione 2020 dello stesso istituto. Per il finanziamento dei progetti previsti dal D.Lgs. n. 81/2008.

Art. 45 Disposizioni in materia di personale addetto ai lavori necessari al ripristino del servizio elettrico

Il cura italia prevede che al fine di garantire la continuità delle attività non prorogabili. Per l’esecuzione di lavori necessari al ripristino del servizio elettrico sull’intero territorio nazionale.

Le qualifiche già in possesso del relativo personale conservano la loro validità fino al 30 aprile 2020. Ciò anche nei casi di temporanea impossibilità ad effettuare i moduli di aggiornamento pratico.

Resta fermo l’obbligo per il datore di lavoro di erogare la formazione per l’aggiornamento teorico. Anche a distanza. Nel rispetto delle misure di contenimento adottate per l’emergenza da COVID-19.

Art. 64 Credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro

Il cura italia prevede che allo scopo di incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro. Quale misura di contenimento del contagio del virus COVID-19. Ai soggetti esercenti attività d’impresa. Ovvero arte o professione.

E’ riconosciuto, per il periodo d’imposta 2020. Un credito d’imposta. Nella misura del 50 per cento delle spese di sanificazione degli ambienti.

Nonché degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino ad un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario. Ciò nel limite complessivo massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020.

Art. 82  Misure destinate agli operatori che forniscono reti e servizi di elettronici

Il cura italia prevede che fermi restando gli obblighi derivanti dal decreto legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modifiche, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56.

Nonché le relative prerogative conferite da esso al Governo. Nonché quanto disposto dall’articolo 4 -bis , comma 3, del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105. Convertito, con con modifiche, dalla legge 18 novembre 2019, n. 133.

Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 30 giugno 2020. Al fine di far fronte alla crescita dei consumi dei servizi e del traffico sulle reti elettroniche è stabilito quanto segue.

Le imprese fornitrici di servizi elettronici accessibili al pubblico adottano tutte le misure necessarie per potenziare e garantire l’accesso ininterrotto ai servizi di emergenza. Il Protocollo del 24 aprile 2020 è la cornice di riferimento per garantire la salute dei lavoratori nelle attività produttive che proseguono.

Art. 93  Disposizioni in materia di autoservizi pubblici non di linea

Il cura italia prevede che sia riconosciuto un contributo in favore dei soggetti che svolgono autoservizi di trasporto pubblico non di linea. I quali dotano i veicoli adibiti ai medesimi servizi di paratie divisorie. Tali da separare il posto guida dai sedili riservati alla clientela. Muniti dei necessari certificati di conformità, omologazione o requisiti analoghi. 

Art. 103  Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza

Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni e atti abilitativi comunque denominati. Compresi i termini di inizio e di ultimazione dei lavori di cui all’articolo 15 del testo unico di cui al DPR 6 giugno 2001, n. 380.

In scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020. Conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza.

La disposizione di cui al periodo precedente si applica anche alle segnalazioni certificate di inizio attività. Alle
segnalazioni certificate di agibilità. Nonché alle concessioni paesaggistiche e ambientali comunque denominate.

Il medesimo termine si applica anche al ritiro dei titoli abilitativi edilizi. Comunque denominati rilasciati fino alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza.