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Documento di prevenzione e risposta al Covid-19

Approfondiamo le strategie di gestione dell’emergenza in riferimento al documento allegato al recente DPCM 3 novembre 2020. Proseguiamo nella nostra analisi per il contenimento del virus.

Il documento prodotto dal Ministero della Salute e dall’ISS mostra un quadro delineato. In Italia le azioni di risposta all’epidemia da virus SARS-CoV-2 sono realizzate in linea con le indicazioni strategiche fornite dall’OMS. In particolare, con 8 pilastri strategici chiave indicati dall’OMS per la risposta alla pandemia COVID-19:

  • Gestione nazionale e monitoraggio
  • Propagazione del rischio e divulgazione alla popolazione
  • Sorveglianza, team di risposta rapida, indagine sui casi
  • Punti di ingresso/sanità transfrontaliera
  • Laboratori nazionali
  • Infection prevention and control (IPC)
  • Gestione clinica dei casi
  • Supporto operativo e logistica.

Ci soffermiamo oggi su alcune indicazioni relative a tali pilastri. Analizziamo sia le attività svolte nella fase di transizione epidemica per le altre persone. Sia le iniziative per rafforzare la preparazione alla “stagione autunno – invernale”. La quale ha portato ad un repentino innalzamento dei casi di contagio.

Gestione nazionale e monitoraggio nel documento

Il documento ricorda la strategia dell’OMS. In particolare nel documento pubblicato a febbraio 2020. Nonché nel documento “2019 Novel coronavirus (2019 nCoV): strategic preparedness and response plan” aggiornato ad aprile 2020 identifica, dunque, 8 pilastri strategici chiave.

Riguardo al primo pilastro si riportano le varie iniziative, realtà attive. Nonché meccanismi di gestione della fase di transizione.

Si indica, ad esempio, che il livello di risposta dei sistemi regionali ai provvedimenti programmatori nazionali continua ad essere oggetto di attività di monitoraggio sistematico.

Sono poi attivi percorsi formativi in modalità FAD realizzati dall’ISS e rivolti ad operatori sanitari. Questi infatti hanno l’obiettivo di favorire la creazione di un linguaggio comune e di procedure condivise tra gli operatori sanitari. Si sta infatti affrontando una nuova problematica emergente mai affrontata in precedenza. Nonché per amplificare in modo coordinato anche a livello locale le indicazioni fornite dalle Istituzioni centrali e regionali.

Il documento si sofferma poi sui documenti tecnici e sulle basi normative a supporto delle misure di sanità pubblica. Ricorda che per quanto concerne la tutela sul lavoro, l’INAIL ha fornito indicazioni operative fin dall’inizio della situazione emergenziale.

Altre indicazioni

Si indica che tale monitoraggio, alla data del 31 agosto 2020, rileva 52.209 denunce di infortunio a seguito di Covid-19 segnalate all’INAIL. Di queste il 71,2% interessanti il settore della sanità e assistenza sociale.

Riguardo al settore sanitario nella gestione della pandemia INAIL. Ha attivato una iniziativa nazionale per promuovere sul territorio servizi di supporto psicologico rivolti agli operatori sanitari.

L’obiettivo è fornire a tutte le strutture sanitarie indicazioni procedurali. Nonché strumenti utili per l’attivazione di servizi di sostegno psicosociale, costituiti a livello locale con task force di psicologi.

Riguardo alle iniziative per rafforzare la preparazione alla stagione autunno – invernale si indica che sono state previste. Nonché indirizzate e finanziate con norme specifiche le attività di programmazione regionale.

Queste sono finalizzate al potenziamento delle dotazioni e della gestione dell’assistenza ospedaliera e territoriale per la gestione dell’emergenza Covid-19.

Sono state definite le modalità di monitoraggio nazionale, volto alla verifica delle attività e di eventuali situazioni di criticità.

Il documento, a questo proposito, si sofferma, in particolare, sul decreto-legge 34/2020 convertito nella Legge 77/2020 (Decreto Rilancio). Ciò anche con riferimento all’adozione di piani di gestione ospedaliera. Volti a rendere strutturale su tutto il territorio nazionale il potenziamento delle dotazioni di posti letto di terapia intensiva.

Sono poi ricordati i vari documenti e i meccanismi di confronto messi in atto e nella tabella A1 è riportata una raccolta delle norme. Nonché circolari, ordinanze e strumenti di livello nazionale prodotte in materia di programmazione. Ancorché di gestione e monitoraggio delle attività finalizzate ad affrontare la pandemia da SARS-CoV-2 e operativi per la stagione autunno – invernale 2020.

Gestione del rischio

Veniamo al secondo pilastro. Quello relativo alla divulgazione del rischio. Si indica che riguardo ai principali target di riferimento è necessario utilizzare una divulgazione semplice e chiara.

In particolare per coinvolgere l’intera popolazione nell’assunzione di comportamenti virtuosi di contrasto all’epidemia è fondamentale assumere l’imperativo della trasparenza. Ciò anche condividendo i margini di incertezza che sono legato la conoscenza scientifica in tutti i periodi di emergenza.

Nella fase di transizione si è cercato di realizzare una divulgazione costante, coerente e coordinata con le altre istituzioni. Questo in modo da sviluppare fiducia nel pubblico e rappresentare un punto di riferimento costante e affidabile.

La divulgazione da prevedere secondo il documento

Per rafforzare la preparazione alla stagione autunno – invernale, la divulgazione delle istituzioni coinvolte vuole garantire:

  • La produzione costante di contenuti finalizzati ad accrescere la conoscenza della popolazione. Nonché al contrasto delle fake news attraverso i principali canali.
  • Il supporto alla diffusione dei dati della sorveglianza e sulla situazione attraverso i canali social e il web.
  • La gestione delle interviste e la valutazione dei portavoce.
  • Le azioni di divulgazione dirette alla prevenzione per fasce di popolazione più fragili.
  • Le attivazioni di sinergie per la promozione della formazione degli stakeholder.
  • La diffusione dei contenuti tecnici e i relativi aggiornamenti sulla gestione di questa fase dell’emergenza presso gli stakeholder.

Inoltre nell’ambito della divulgazione si sta svolgendo inoltre un’attività di preparedness. Cioè attività volte a minimizzare i rischi posti dalle malattie infettive e mitigare il loro impatto per affrontare eventuali scenari di aumentata trasmissione tra cui:

  • Attività di monitoraggio constante del sentiment della popolazione attraverso attività di ricerca, sondaggi e focus group.
  • Adattamento della strategia di divulgazione ai diversi scenari predisponendo ove necessario media briefing e conferenze stampa, con la presenza di rappresentanti delle istituzioni coinvolte.
  • Adattamento della strategia ed eventuale potenziamento delle attività sui canali social.
  • Informazione tempestiva e puntuale su nuovi strumenti diagnostici e di prevenzione.

Anche in questo caso una tabella (A2) riporta una raccolta per argomento delle norme. Nonché circolari, ordinanze e strumenti di livello nazionale prodotti in materia di divulgazione del rischio. Il tutto volto ad affrontare la pandemia da SARS-CoV-2 e operativi per la stagione autunno – invernale 2020.

Prevenzione e controllo delle infezioni – IPC

Veniamo, infine, al sesto pilastro relativo a Infection prevention and control (IPC). La prevenzione e il controllo delle infezioni (IPC) è, come ricordato dall’ISS, un approccio scientifico e pratico.

L’obiettivo è prevenire i rischi causati dalle infezioni per pazienti e operatori sanitari. In particolare nella fase di transizione si è provveduto ad un aggiornamento dei documenti tecnici. Ciò a supporto delle varie attività legate alla prevenzione. Nonché al controllo delle infezioni attraverso il supporto di esperti dell’OMS.

In particolare gli strumenti maggiormente utilizzati sono stati le circolari del Ministero della Salute. I rapporti ISS COVID-19. I documenti tecnici INAIL. Ancora, i documenti del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) e Regionali.

Avendo attenzione a una larga condivisione dei contenuti in fase di scrittura e definizione degli stessi. Questi documenti sono stati posti a disposizione dei decisori nazionali, regionali e locali.

In particolare sono state aggiornate le indicazioni sulla gestione della quarantena. Nonché dell’ isolamento domiciliare. Ancora, l’uso dei dispositivi di protezione nelle attività assistenziali.

La prevenzione e controllo nelle strutture residenziali sanitarie e assistenziali. La gestione degli ambienti indoor, la pulizia di ambienti sanitari e non sanitari.

Le indicazioni tecniche

Inoltre altre indicazioni tecniche sono state fornite per la prevenzione dei contagi correlati alla ripresa di attività commerciali/produttive. Nonché ludiche, sportive e di trasporto.

In particolare, oltre al documento tecnico per la programmazione delle riaperture. Ed al documento tecnico sulla gestione del sistema di trasporto pubblico terrestre. Sono stati elaborati ulteriori documenti dedicati, nello specifico, alla ripresa delle attività ricreative di balneazione.

Questi interessano anche la ristorazione ed i servizi di cura alla persona. Gruppi di lavoro INAIL-ISS hanno elaborato ulteriori documenti tecnici e pareri che hanno supportato il CTS nelle decisioni. Ovvero nelle indicazioni relative ad attività specifiche, quali ad esempio, la ripresa delle attività sportive, delle attività culturali ed eventi di massa.

Si sottolinea poi che la previsione dell’obbligo di utilizzare una protezione delle vie respiratorie. Sia essa una mascherina chirurgica o una mascherina di comunità.

In tutti gli ambienti chiusi aperti al pubblico. Nonché anche all’aperto quando non sia possibile mantenere la distanza di almeno un metro fra le persone. Inserita fin dal DPCM 26 aprile 2020. E’ stato uno dei capisaldi della strategia di contenimento della circolazione del virus nella popolazione generale.

Il documento ministeriale e le ulteriori indicazioni

Il documento si sofferma anche sulla nomina del Commissario straordinario per l’attuazione e la gestione delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza COVID-19.

Iindica poi che il supporto alla prevenzione e al controllo delle infezioni è stato assicurato anche con la formazione continua degli operatori sanitari. Ad esempio attraverso corsi, webinar e materiali formativi.

Riguardo alla preparazione alla stagione autunno – invernale. Nonché in relazione al settore della scuola, valutato come possibile punto critico. Il CTS ha prodotto documenti per la riapertura della scuola che sono stati allegati al Piano Scuola 2020-2021.

Al fine di contenere i rischi di una risposta non appropriata a casi e focolai in ambito scolastico. Si è provveduto a produrre un documento con indicazioni tecniche per la gestione di tali casi.

Una tabella (A6) riporta la raccolta integrale delle norme. Nonché circolari, ordinanze e strumenti di livello nazionale prodotte in materia di Infection Prevention and Control (IPC). Queste sono volte ad affrontare la pandemia da SARS-CoV-2 e operativi per la stagione autunno – invernale 2020.